NFL: Patriots per il repeat, Jags per l'impresa, Vikings per la storia

Le ultime quattro squadre in gara si giocano domenica un posto per il Super Bowl, con poche certezze e tanta voglia di stupire il mondo.

I Vikings vogliono il Super Bowl per giocarlo in casa

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L’NFL è arrivata a 120 minuti di gioco dal Super Bowl e quattro squadre si contenderanno l’accesso al grande ballo nella giornata di domenica. Gli orari delle partite sono parzialmente clementi con i tifosi italiani che saranno davanti alla TV per una full immersion di football che aprirà il sipario sul viaggio per Minneapolis. Non è il momento per guardarsi indietro e festeggiare per le vittorie nei divisional, perché le squadre da lunedì sono state proiettate verso il futuro e il prossimo avversario. È la legge dei playoffs, che premia sempre chi è più forte, ma chi ha anche più voglia e cura dei particolari per vincere. 

Nel novero delle quattro pretendenti c’è una sola vera favorita nei New England Patriots, che però soffrono di una piccola crisi di apprensione per la mano destra di Brady (considerato con un pò di pretattica questionable dai medici) che lo ha obbligato a saltare allenamento e media availability di mercoledì.

I Jaguars, di contro, andranno in campo con le certezze della loro difesa, sapendo che tutto ciò che arriverà sarà un successo, mentre gli Eagles sono ancora sfavoriti nella sfida contro i Vikings e vengono considerati la squadra meno accreditata per andare in fondo. A Nick Foles e compagni il compito di smentire tutto con un’altra parata di maschere da cani e a Casey Keenum il peso di riportare i suoi a giocare il Super Bowl davanti alla propria città.

Bortles prova l'impresa storica

NFL: Jacksonville Jaguars@New England Patriots domenica 21 gennaio ore 21 Fox Sports Plus

Belichick è stato l’unico allenatore a presentarsi di fronte a me in sede di pre draft. Abbiamo guardato dei video insieme e quando non sono stato scelto mi ha offerto un posto ai Patriots. Lui vive di football ventiquattro ore al giorno per sette giorni, sa qualsiasi schema e situazione di attacco, difesa e special teams. Questo ti fa diventare per forza un giocatore migliore.

Queste sono le parole di Adam Butler, rookie dei Patriots, che spiegano probabilmente solo un piccolo particolare del coach che ha allenato più di tutti nei playoffs (38 partite), presenziando a 12 championship e vinto 277 partite in carriera. La sua sola presenza, tanto quanto quella di uno dei quarterback più forti che la NFL abbia mai apprezzato, è la garanzia di competitività per i Patriots che raggiungono l'anticamera del Super Bowl dopo la prova dominante contro i Titans e con il peso di essere i favoriti d’obbligo per un altro anello.

I Jaguars hanno giocato per tutta la stagione non solo contro i pronostici, ma anche contro lo scetticismo dilagante verso la squadra e Blake Bortles. In difesa del quarterback si è schierato Trent Dilfer dicendogli di non ascoltare le critiche e considerato come ha condotto il match contro gli Steelers, i tifosi dei Jags possono perlomeno pensare positivo. Lo scontro con Brady potrebbe motivarlo maggiormente, ma la chiave sarà ovviamente la difesa che dovrà mettere quanta più pressione possibile sul qb avversario, considerato l’evidente mismatch che Gronkowski può creare in partite come queste. Il fattore più importante per portare a termine il progetto di Marrone è relativo alla presenza della safety Tashaun Gipson che ha già dimostrato in stagione di poter rallentare tight end di alto livello NFL come Jimmy Graham e Delanie Walker.

Nei Patriots, il colpo subito in settimana da Brady alla mano destra preoccupa. Gli esami strutturali non hanno evidenziato danni e anche se TB ha giocato su infortuni al piede e alla spalla, pensare di farlo su un problema serio alla mano è difficile. Data la sua vena competitiva non è in dubbio la sua presenza, mentre sarà da testare l'eventuale limitazione che potrebbe avere, anche perché l’alternativa Brad Hoyer cambierebbe radicalmente gli scenari del championship

Foles e Pederson, le speranze degli Eagles

Minnesota vikings@Philadelphia Eagles lunedi 22 gennaio ore 00.30 Fox Sports

Schwartz ogni tanto gira per lo spogliatoio e dice: “Terzo e undici con quarterback in shotgun, qual è la percentuale di lancio in quest’azione?" E se non rispondi 75% o correttamente arriva la reprimenda.

Questa è una delle chiavi dei Philadelphia Eagles di questa stagione, ovvero l’ossessiva ricerca della preparazione mentale alla partita, infatti ognuno sa perfettamente che giocata verrà fatta anche se il frastuono ha coperto la chiamata, perché in base a minuto di partita, situazione e down ci sono tattiche già decise. Una di queste è anche l'audacia del quarto tentativo, cosa che Pederson ha fatto per ventisei volte in stagione (terzi), convertendone ben 17 con la miglior prestazione NFL. Da queste conversioni gli Eagles hanno portato a casa un touchdown o un field goal in tredici occasioni per 85 punti (4.7 a drive) non subendo neanche un punto su quelli non convertiti.


La ricerca della perfezione e della piena consapevolezza del piano partita, ha fatto sì che gli Eagles arrivassero sino a qui senza Carson Wentz, l’MVP candidate numero uno fino all’infortunio. Ma ora ci sono davanti i Vikings di Casey Keenum, di una grande difesa e l’impressione che la missione di tornare a casa per il Super Bowl dopo il MinneapolisMiracle possa andare oltre il destino. Adam Thielen ha saltato l’allenamento di mercoledì per un infortunio alla schiena ma non sembra in dubbio, mentre Andrew Sendejo è ancora nel concussion protocol dopo il colpo preso da Michael Thomas, ma nonostante i pronostici (forse esagerati) che li vedono ampiamente favoriti, sembra che possa essere davvero arrivato il momento di scrivere la storia.

In questo Championship si scontreranno i due ex compagni ai Los Angeles (al tempo Saint Louis) Rams Foles e Keenum, cosa successa solo quattro volte nei playoffs: due ad Hasselbeck e Favre (2007 e 2003) e una alle coppie Harbaugh-Tomczak (1996) e Peete-Aikman (1995). Domenica si scriverà comunque la storia all’interno di due partite da vivere sino all’ultimo respiro, perché questi playoffs hanno dimostrato che distrarsi anche solo un secondo può far la differenza tra vivere e morire.

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