Calciomercato: perché la Roma deve vendere?

La Roma deve far cassa per sistemare il bilancio e anche per rispettare il fair play finanziario. Sarà fondamentale anche la qualificazione in Champions League.

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Serve una soluzione, altrimenti si rischia il ridimensionamento. La Roma per stare al passo con la Juventus e il Napoli in questi anni si è sempre autofinanziata. Plusvalenze continue (da Marquinhos a Lamela, passando per Pjanic, Rudiger e Salah) per poter investire sul calciomercato.

I giocatori vanno valorizzati, per poterli vendere e reinvestire in forze fresche. Questa la filosofia societaria. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, da quando la Roma è di James Pallotta (2012) sono stati incamerati 301,2 milioni di plusvalenze (al netto delle minusvalenze), con il record di 94,8 della scorsa stagione, grazie all’iscrizione a giugno delle cessioni di Rüdiger, Salah e Paredes.

Ora però c'è un problema, anche l'ultimo bilancio si è chiuso con una perdita netta: -41,7 milioni. La Roma, infatti, oltre a vendere ha anche acquistato e ha spesso speso molto. Gli stipendi per esempio sono passati dai 103 milioni del 2011-12 ai 145 del 2016-17. La società americana si basa forse troppo sugli introiti Champions e ora che la qualificazione è a rischio (i giallorossi sono quinti) in questa finestra di calciomercato si potrebbe esser obbligati a vendere.

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Calciomercato Roma, ecco perché deve vendere

Gli azionisti, a più riprese, hanno dovuto immettere soldi freschi: versati in conto capitale 50 milioni nel 2011-12, 27 nel 2012-13, 23 nel 2013-14 e 70 (più 18 di prestiti) nel 2016-17. A ottobre l’assemblea ha deliberato un aumento di capitale da 120 milioni, novanta dei quali erano stati già sborsati dalla proprietà.

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In più c'è il Fair Play Finanziario che incombe. Il club non ha rispettato il regolamento con il pesante rosso dell’ultimo bilancio e rischia ulteriori sanzioni. Vendere durante il calciomercato attuale potrebbe calmare i giudici di Nyon. Al momento però la Roma è un cane che si morde la coda. Perché se dopo le cessioni invernali non si dovesse arrivare in Champions League, la situazione peggiorerebbe ancora.

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