Elezioni Figc, Gravina e i punti in comune con Tommasi

Il numero 1 della Lega Pro punta sulle sei dimensioni del calcio: tante convergenze con Tommasi e la scelta di seguire la strada del dialogo.

13 condivisioni 1 commento

di

Share

Arriva da Castellaneta, in provincia di Taranto, e da uomo con lo sguardo sul mare ha fatto delle ampie vedute uno dei cavalli di battaglia nella sua candidatura alla poltrona di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Gabriele Gravina, numero 1 della Lega Pro, è uno dei tre nomi in ballo per la decisiva assemblea elettiva del 29 gennaio.

A capo della terza serie del calcio professionistico italiano, Gravina ha riscosso sin qui il consenso di alcuni grandi club - tra i quali Juventus, Inter e Torino - e del presidente dell’Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi. Il suo corposo programma, conosciuto come "La partita del futuro" e composto da 56 pagine, ha rappresentato il pallone come un mondo suddiviso in sei microcosmi: dimensione organizzativa, sportiva, economica, etica, sociale e, forse l'area più importante e certamente decisiva, la sostenibilità. Quella che è risultata la grande incongruenza nelle ultime gestioni in via Allegri.

Il mondo del calcio nel programma elettorale in Figc di Gabriele Gravina
Figc, il mondo del calcio nel programma elettorale di Gabriele Gravina

Tra i cavalli di battaglia dichiarati di Gravina in vista delle elezioni Figc ci sono un’introduzione delle seconde squadre, con parametri vincolanti quanto a limiti riguardanti l'età e lo status federale, la valorizzazione del calcio femminile e un riferimento esplicito a un rinnovamento della Coppa Italia. Idee figlie di una riflessione, spiega il presidente della Lega Pro, che affonda le proprie origini in una data: 9 luglio 2006. Italia campione del mondo a Berlino grazie alla vittoria ai calci di rigore contro la Francia.

Oggi più di allora so che saper guardare a ciò che è stato ci insegna a trovare la strada per arrivare lontano.

Elezioni Figc, i punti più importanti del programma di Gravina

Il punto di partenza per rilanciare il calcio italiano, immobile ben prima di quel 13 novembre 2017 che ha sancito l'addio alla strada verso i Mondiali di Russia, è un piano strategico. Come perseguirlo secondo Gravina? Con la sostenibilità. Per questo occorre stilare una lista di obiettivi che agiscano da timone per l'attività federale:

  • 1 anno: nel breve termine andrà consolidato e migliorato il quadro relazionale con tutti gli stakeholders;
  • 3 anni: creazione, nel medio termine, di nuove e più profittevoli opportunità di crescita;
  • 5 anni: conclusione del processo di rinnovamento e miglioramento del calcio italiano, sul piano qualitativo e dell'impatto del confronto con i competitors

Un asset fondamentale nel programma elettorale firmato da Gravina è la valorizzazione del calcio giovanile: difficile pensare il contrario, per chi è a capo della Lega che nel tempo ha acquisito la fisionomia di serbatoio per i giovani talenti italiani. Lo sviluppo si snoda attraverso tre direttrici:

  • riorganizzazione strutturale e regolamentare dei campionati giovanili;
  • creazione di Accademie Federali, centri di formazione d’eccellenza presenti sul territorio finalizzati al perfezionamento delle qualità dei calciatori;
  • Promozione di iniziative congiunte per l’inserimento nei programmi didattici delle scuole dell’obbligo di una settimanale “ora del calcio”
Gabriele Gravina, calcio giovanile e seconde squadre nel suo programma per la presidenza Figc
Gabriele Gravina, calcio giovanile e seconde squadre nel suo programma

Dici giovani e balza alla mente un'idea tra le più reclamizzate per il calcio italiano: l'introduzione delle seconde squadre, da realizzarsi però solo dopo un ampio confronto. Ecco alcuni dei punti fissati da Gravina:

  • individuazione dello status di queste squadre (con individuazione del limite di età e dei vincoli legati alle limitazioni dello status federale);
  • salvaguardia dell’equilibrio competitivo;
  • percorso di crescita per classi

Prima di creare il contenuto, però, occorre adeguare il contenitore: così starà al nuovo governo federale ridefinire le mission dei vari livelli, rifinendo la quantità e assicurando qualità al prodotto calcio. Gravina fa leva nel suo programma sulla riduzione del perimetro dei campionati professionistici, seguendo la via imboccata nell'ultimo decennio (passaggio da 132 a 102 squadre). La Lega Pro sarebbe riconvertita in un livello agonistico del tutto nuovo.

  • Professionismo: Lega A e Lega B (girone unico con 20 squadre ciascuna);
  • Semiprofessionismo: tre gironi da 20 squadre l'uno;
  • Dilettantismo: 162 squadre suddivise in 9 gironi nella LND
Damiano Tommasi, candidato alla presidenza Figc: c'è convergenza con Gravina
Damiano Tommasi, candidato alla presidenza Figc: con Gravina c'è "unità d'intenti"

Con Tommasi c'è unità d'intenti

Settore giovanile e infrastrutture. Per Gravina la rinascita del calcio italiano passa di qui: abilità nel generare talenti e amabilità del luogo che li accoglie, ospitale per tutti. Ai nastri di partenza il presidente della Lega Pro si presenta con il 17% dei voti, poco meno del 20% in forza a Damiano Tommasi, numero 1 dell'Assocalciatori e secondo dei tre candidati (c'è anche il presidente della LND Cosimo Sibilia) alla presidenza Figc. A unire i due anche il rapporto conflittuale con il presidente della Lazio Claudio Lotito, ma anche - e soprattutto - una vasta intesa sui temi che animano le rispettive piattaforme programmatiche, riconosciuta il 17 gennaio dopo un incontro a Roma che ha aperto le porte al dialogo. 

Sappiamo che ci sono molti punti in comune e siamo consapevoli che la strada da percorrere è quella del dialogo. Damiano è un romantico, io sono più esperto di certe dinamiche. Non ci possiamo permettere crepe, altrimenti sarebbe la fine.

La macchina della larga intesa si è quindi messa in moto: il tutto mentre la posizione di Sibilia, che si presenta al voto col 34 per cento garantito dalla sua Lega, diventa sempre più forte. Così l'azione di avvicinamento di Gravina è anche, per i più attenti, un logico tentativo di evitare che il presidente della Lega Nazionale Dilettanti avvicini Tommasi e la conseguente maggioranza.

Uniti da alcuni punti operativi: su tutti, la riforma della coppa nazionale, che per il numero 1 dell'AIC deve diventare Coppa degli italiani, in stile FA Cup, e per Gravina deve passare per il  graduale inserimento nella competizione dei club in base ad una sorta di ranking. Concordanza anche sull'introduzione delle seconde squadre, così come sulla lotta all'idea di calcio come concetto di potere. Un ex calciatore e sindacalista e un dirigente di lungo corso. Funzionerà?

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.