I trasferimenti più curiosi e strani nella storia del calciomercato

La storia del calciomercato non è fatta soltanto di trattative milionarie: può succedere che per concludere un affare si possano offrire anche gamberetti, gelati e barili di birra.

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Il calciomercato è da sempre parte integrante del gioco più amato al mondo: da quando Archie Goodall si unì all'Aston Villa nel primo trasferimento della storia, sono stati numerosissimi i colpi che hanno infiammato club e tifosi, generando entusiasmo e aspettative, delusioni e contestazioni.

Accanto ai colpi milionari e ai trasferimenti epocali, però, è sempre esistito un intero sottobosco di trattative minori riguardanti calciatori sconosciuti e club lontanissimi dalle luci della ribalta.

Trasferimenti che a volte sono passati alla storia perché i protagonisti si sono rivelati veri e propri campioni, certo, ma che in alcuni casi saranno ricordati solo ed esclusivamente per le buffe e curiose modalità con cui sono avvenuti.

Calciomercato: i trasferimenti più strani e curiosi

Ecco una lista di trattative che possono sembrare incredibili: storie che riguardano calciatori e gelati, gamberetti, barili di birra e attrezzatura da palestra. Anche questo, alla fine, è il calciomercato.

Paul Gascoigne

Gazza in una foto di qualche anno fa
Nell'estate del 2014 Gascoigne fu vicino a un clamoroso ritorno in campo

Nell'estate del 2014 l'Abbey, piccolo club delle serie minori inglesi, annuncia di aver messo sotto contratto nientemeno che Paul "Gazza" Gascoigne, vera e propria icona del calcio inglese e mondiale negli anni '90. L'ex-campione ha 47 anni, ed è stato convinto a rimettersi in gioco da Chris Forster, presidente dell'Abbey e tassista nella vita di tutti i giorni.

I due si sono conosciuti la notte precedente fuori da un locale notturno: Forster racconta di aver riconosciuto Gascoigne, di avergli offerto un passaggio a casa e di averlo convinto durante il tragitto. Poco dopo l'annuncio, però, "Gazza" viene ritrovato svenuto in casa a causa dell'ennesimo abuso di alcol: l'esordio con l'Abbey non arriverà mai.

Roy Essandoh

Punta nord-irlandese di origini ghanesi, Roy Essandoh è un onesto mestierante del pallone con trascorsi poco esaltanti in Scozia, Austria e Finlandia. Raggiungerà un'improvvisa e incredibile notorietà il 10 marzo del 2001, quando segna di testa, a tempo scaduto, il gol del 2-1 con cui il Wycombe Wanderers - club di terza divisione inglese - supera il Leicester City e conquista una clamorosa semifinale di FA Cup.

La storia del trasferimento di Essandoh, che con il Wycombe ha firmato un contratto di appena due settimane poco prima della gara in questione, ha dell'incredibile. A corto di attaccanti, il manager Lawrie Sanchez ha postato un annuncio sul sito ufficiale del club: cerca una punta per la sfida di coppa. Si tratta di una mossa curiosa, che un giornalista riprende e pubblica sul televideo inglese a titolo di curiosità.

Pochi minuti dopo aver letto l'annuncio, il manager di Essandoh chiama Sanchez e propone il suo assistito. Non si tratta certo di un nome esaltante, ma come sostituto può andare. Invece Roy Essandoh si alzerà dalla panchina a meno di un quarto d'ora dalla fine, andando a prendersi la gloria eterna con un colpo di testa.

Kenneth Kristensen

Nel 2002, nel calcio minore norvegese, c'è un attaccante di nome Kenneth Kristensen. Non si tratta di quel talento baciato dal destino che diventerà conosciuto in tutto il mondo, ma di un modesto giocatore che tuttavia è bravo abbastanza da attrarre l'interesse del Flekkerøy Idrettslag.

Si tratta di una compagine moderatamente ambiziosa, e Kristensen intende sfruttare l'occasione. Dato che di soldi non se ne parla, a quei livelli, ecco che il Vindbjart, che detiene il cartellino del ragazzo e non vuole privarlo di un'occasione, effettua una curiosa richiesta: il centravanti andrà via se verrà corrisposto il suo peso equivalente in gamberetti.

Ai dirigenti del Flekkerøy non pare vero: la squadra rappresenta un'isola di pescatori ed è così che non è un problema mettere insieme i 75 chili di molluschi necessari per concludere l'operazione.

Ali Dia

Nel 1996 Grame Souness, manager del Southampton, riceve l'inaspettata chiamata di George Weah, bomber del Milan e fresco Pallone d'Oro in carica. Il campione liberiano ha chiamato per raccomandare il cugino Ali Dia, un vero fenomeno in cerca di squadra. Si tratta di una vera e propria occasione da non lasciarsi sfuggire.

Ai giocatori dei Saints, però, qualcosa non torna già dal primo allenamento: Ali Dia sembra un pesce fuor d'acqua, uno che non ha mai giocato da professionista, tutt'altro che un fenomeno. Dopo un solo allenamento, però, Souness decide di portarsi in panchina il ragazzo nella sfida contro il Leeds. E quando Matt Le Tissier si infortuna, poco dopo la mezz'ora, ecco che arriva addirittura l'esordio in prima squadra.

Saranno quelli che i media definiranno "i 53 minuti più imbarazzanti nella storia del calcio". Tanto ci vuole perché Souness comprenda di aver preso un abbaglio e lo sostituisca, un tempo infinito in cui Ali vaga per il campo senza combinare niente. "Sembrava di vedere Bambi sul ghiaccio", aggiungerà Le Tissier ricordando l'episodio.

Solo qualche giorno dopo verrà fuori la verità: non era stato Weah a chiamare Souness, ma un amico di Dia, senegalese un tempo calciatore dilettante - di pessimo livello - in Francia.

John Barnes

Barnes ai tempi del Liverpool
Il Sudbury si accontentò di una fornitura di magliette

Sir Tom Finney disse che "un giocatore come Barnes arriva una volta nella vita", mentre George Best disse che non era un'eresia considerarlo il suo erede nero. John Barnes è stato uno dei campioni più iconici della sua generazione, un talento capace di giocare oltre 400 partite e di segnare più di 100 gol con la maglia del Liverpool. 

Ai "Reds" era arrivato dopo essere esploso nel Watford, dove aveva messo in mostra tutto il suo repertorio composto di finte, dribbling e scatti brucianti. Il club allora di proprietà di Elton John lo aveva a sua volta scoperto mentre giocava nel Sudbury, minuscolo club del Suffolk. Per acquistare quello che sarebbe diventato uno dei migliori giocatori d'Inghilterra, il Watford aveva dovuto presentare un'offerta irrinunciabile: una fornitura completa di magliette.

Ernest Blenkinsop

All'inizio degli anni '20 del XIX secolo Cudworth è un villaggio che vive grazie alla miniera di carbone che impiega la maggior parte degli abitanti. Tra questi vi è anche Ernest Blenkinsop, che quando conclude il proprio turno si diverte a giocare nella squadra locale. Potrebbe finire tutto qui, ma un giorno arrivano in città i dirigenti dell'Hull City, a caccia di talenti.

Centrocampista di sostanza e qualità, Ernie viene avvicinato a fine gara e convinto a tentare la strada del professionismo: il club locale viene ricompensato con 100 sterline e un barile di birra. Quest'ultimo è richiesto proprio dal giovane, che intende lasciare il luogo dove è nato e cresciuto mentre tutti brindano alla sua salute.

La favola di Ernest Blenkinsop andrà nel migliore dei modi: dall'Hull si trasferirà presto allo Sheffield Wednesday, con cui conquisterà due campionati, per poi chiudere nel Liverpool: in questo periodo anche la bellezza di 26 presenze consecutive con la maglia dell'Inghilterra.

Hugh McLenahan

Salsicce sulla griglia
Una leggenda metropolitana racconta che Marius Cioară, difensore rumeno dell'UT Arad, si sia ritirato dopo aver appreso di essere stato ceduto in cambio di 15 chili di salsicce. Il diretto interessato, che oggi lavora nel settore agricolo nei dintorni di Madrid, ha sempre smentito.

Nativo di West Gorton, dopo alcuni provini andati male Hugh McLenahan riesce finalmente a strappare un contratto da "amateur" con lo Stockport County nel 1927. La sua avventura con la nuova squadra dura però appena tre settimane, il tempo necessario per essere notato dal più rinomato Manchester United, che per avere i servigi del calciatore presenterà un'offerta destinata a rimanere nella storia.

Consci che il County naviga in cattive acque finanziarie, infatti, i "Red Devils" offrono in cambio del difensore due freezer pieni di gelati, frutto dell'attività familiare dell'allenatore in seconda Louis Rocca. Protagonista di una discreta carriera, McLenahan sarà sempre ricordato come "il calciatore acquistato con dei gelati".

Ian Wright

Uno dei più grandi bomber inglesi degli anni '90, Ian Wright arriva nel calcio che conta relativamente tardi e dopo essere stato persino in prigione. È proprio durante questo "soggiorno forzato" che l'attaccante, a 22 anni, trova la determinazione per continuare ad inseguire il sogno di diventare un calciatore professionista.

Strappato un contratto nel modesto Greenwich Borough, mostra finalmente qualità tali da attrarre l'interesse del Crystal Palace, che per ottenerne i servigi offrono al club proprietario del cartellino un set completo di pesi da palestra. Sei anni dopo Wright sarà ceduto all'Arsenal, con cui andrà a segno 185 volte in 288 partite, per la cifra di 2,5 milioni di sterline.

Ángel Di María

Il primo cartellino di Angel Di Maria
Cosa ha offerto il Rosario al Torito per Di Maria? 35 palloni (mai arrivati)

Ángel Di María è oggi uno dei calciatori più famosi al mondo: stella del Paris Saint-Germain e dell'Argentina, con trascorsi importanti al Real Madrid e al Manchester United, risulta essere il calciatore più costoso della storia, dato che i suoi quattro trasferimenti, sommati, sono costati un totale di circa 180 milioni di euro.

Eppure c'è stato un quinto trasferimento di cui pochi sono a conoscenza, avvenuto quando il campione era un bambino di appena quattro anni. Per prelevarlo dal Torito, minuscolo club cittadino, il Rosario Central aveva promesso un rifornimento di 35 palloni da calcio.

Questi in realtà non sono mai stati corrisposti, almeno a sentire il presidente del Torito, che ha raccontato di come l'accordo non fosse scritto ma solo verbale. Una svista che ha privato il club di un buon numero di palloni, dunque, ma che non potrà mai privarlo dell'orgoglio di aver scoperto uno dei migliori calciatori della sua epoca.

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