Var promosso, ma su fallo di mano e fuorigioco si cambia

Nell'incontro di ieri in Lega, tra allenatori e arbitri, è stata promossa la tecnologia in campo. Cambieranno però le modalità di utilizzo su fallo di mano e fuorigioco.

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Ha portato ordine, ma non esistendo la perfezione anche qualche critica. Il Var ha cambiato il calcio italiano e cambierà quello internazionale. C'è chi non lo vorrebbe perché snatura l'essenza del gioco del calcio e chi lo approva perché porta il movimento in un futuro più tecnologico e all'avanguardia. Nella riunione tenutasi ieri in Lega, la maggior parte degli allenatori ha approvato l'uso della tecnologia in campo, dopo la prima parte di stagione, ma ha chiesto dei miglioramenti.

Il punto focale dell'incontro allenatori-arbitri, presieduto da il designatore degli arbitri Rizzoli, il responsabile del progetto Var Rosetti e il presidente dell'Associazione Arbitri Nicchi, è stato il fallo di mano. Molte polemiche hanno suscito il fallo di Mertens contro il Crotone e quello di Bernardeschi a Cagliari non sanzionati dalla coppia arbitro-Var. Gli allenatori hanno chiesto chiarezza e dei miglioramenti nelle prossime partite per affrontare queste situazioni controverse.

Il bilancio del Var, statistiche alla mano, è comunque positivo. Rizzoli ha infatti sottolineato come nei 210 match tra Serie A e Coppa Italia sono stati 1.078 gli episodi passati al vaglio della tecnologia e 60 correzioni. Evitati 49 errori, mentre sono solamente 11 gli sbagli commessi. Le statistiche dunque parlano dell'1% di errori.

La sala controllo del Var durante una partita

Var, su fallo di mano e fuorigioco si cambia

Il problema più grave, dunque, ravvisato dagli allenatori, è senza dubbio quello dei falli di mano troppo soggetti all'arbitrarietà degli arbitri e che andrebbe revisionato anche con l'ausilio del Var. Rizzoli - come riporta la Gazzetta dello Sport - è concorde in merito:

Una interpretazione che da sempre ci ha creato problemi come categoria, proprio perché è frutto di una interpretazione. Ecco perché, restando sempre nell'ambito del protocollo, questi episodi dovranno essere rivisti alla Var.

Altro punto migliorabile, come hanno tenuto a sottolineare gli allenatori presenti all'incontro (assenti solo Sarri e Di Francesco), è la chiamata del fuorigioco. Spalletti per primo si è fatto promotore di questo problema chiedendo che venga lasciata più libertà di scelta ai guardalinee piuttosto che utilizzare il Var anche in questi casi. D'accordo anche Rizzoli che ha spiegato come anche in questo caso ci sarà una modifica del protocollo del Var: il guardalinee non attenderà più un'eventuale segnalazione del Var per alzare la bandierina, anche in caso di evidente fuorigioco, ma dovrà farlo immediatamente, in qualsiasi circostanza.

Modello per l'estero

Contenti dell'introduzione del Var anche il presidente dimissionario della FIGC, Carlo Tavecchio, e quello dell'AIA, Marcello Nicchi. Entrambi però hanno voluto sottolineare come l'uso della tecnologia in campo, in Serie A, sia preso come modello d'ispirazione anche all'estero. Varie nazioni tra cui Cina e Germania hanno chiesto all'AIA di mandare alcuni arbitri da loro per spiegare come utilizzare al meglio la tecnologia in campo. Un esempio quello della categoria italiana che sarà sfruttato anche in occasione dei prossimi Mondiali dove la selezione italiana verrà ampliata con tre addetti al video assistment refree.

A Coverciano intanto, racconta Tavecchio, verranno gli arbitri che parteciperanno al prossimo Mondiale per prepararsi al meglio sull'utilizzo del Var. Una scelta della FIFA che avvalora ancora di più la decisione dalla Federazione di introdurre la tecnologia in campo:

La Fifa ha individuato Coverciano come centro pilota per quanto riguarda il Var. Gli arbitri del Mondiale verranno da noi per aggiornarsi e prepararsi alla nuova tecnologia [...] Abbiamo la fortuna di avere uno staff di qualità di livello Mondiale.

Verifica di un'azione con l'ausilio del Var durante una partita in Germania

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