Crisi Real Madrid: Zidane, perché non punti su Asensio e Vazquez?

Nonostante le partite giocate, i due spagnoli hanno un minutaggio da riserve: nel momento nero dei blancos, Marco e Lucas reclamano spazio a suon di numeri.

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Eccolo, è arrivato: il Real Madrid è in crisi nera e la soluzione era proprio dietro l'angolo, eh? No, nessuna pretesa di servire a Zidane, che "qualcosa" in carriera ha vinto, la panacea di tutti i mali che affliggono i blancos. Ma una domanda al tecnico francese, sì, ci sentiamo di porla: perché insistere sempre e comunque sugli stessi, se i risultati non cambiano, anzi peggiorano? In altri termini: perché non provare a concedere maggiore spazio a due risorse come Marco Asensio e Lucas Vazquez?

Nessun pericolo di raschiare il fondo del barile, tutt'altro: quei due ragazzotti lì, in molti top club d'Europa, giocherebbero titolari a mani basse. E se il discorso vale per il canterano, che a 26 anni e mezzo sembra sempre sul punto di dover esplodere definitivamente, figuriamoci per il maiorchino: alzi la mano chi non lo annovera tra i potenziali Palloni d'Oro del prossimo decennio.

Altro che idea da "ultima spiaggia", insomma: qui siamo nel campo dell'ultima vittoria. Quella delle merengues in campionato, il 5-0 del 9 dicembre contro il Siviglia. Indovinate chi compariva in quell'undici titolare: Marco e Lucas, esatto. Uno a sinistra e l'altro a destra, nel 4-4-2 adottato da Zidane per la settima volta appena in due anni. E se vi può sembrare un caso, sappiate che - con almeno uno dei due in campo dal primo minuto - il Real Madrid finora non ha mai perso.

Real Madrid, Asensio e Lucas Vazquez reclamano spazio

Zero ko in Liga, zero in Champions League e così via per tutte le altre competizioni: il ruolino di marcia stagionale dei due chicos è immacolato. Sono 11 le gare da titolare di Asensio: 9 in campionato, 2 in Europa. Con il classe '96 in campo, sono arrivate 9 vittorie: contro Apoel Nicosia e Borussia Dortmund in CL, con Alaves, Espanyol, Getafe, Eibar, Las Palmas (rinfrescatevi la memoria con il video qui sotto) e Siviglia in Liga. Dal canto suo, Lucas Vazquez viaggia su numeri leggermente ridotti, ma sempre positivi: 7 gare dal primo minuto (5 in campionato, più le due contro Apoel e Borussia), con 6 successi e un solo pareggio. Già basterebbe questa natura da talismani, insomma, per indurre Zizou a schierarli più spesso nello starting XI.

Oh, poi mettiamoci pure che Asensio ha segnato 4 gol in campionato - gli stessi di Cristiano Ronaldo - ed è il secondo goleador stagionale, con 7 reti, proprio dietro il portoghese. E che Vazquez è il quinto, con 5 centri complessivi: uno in Liga, uno in Champions e 3 in Copa del Rey (compresa l'ultima doppietta al Numancia). Un contributo che i due funamboli spagnoli hanno offerto alla Casa Blanca, pur dovendo convivere con un vero e proprio paradosso: sono i più utilizzati... meno utilizzati.

Convivere col paradosso: prìncipi per presenze, umili servitori per minuti giocati

Ci spieghiamo meglio. Sul podio delle merengues con più presenze stagionali, due posti sono riservati a loro: Asensio è il primo della rosa per partite totali (28) e il secondo per apparizioni in Liga (16), mentre Lucas è terzo sia per gettoni complessivi (27) che in campionato (15). Nonostante questo, sapete come sono piazzati nella classifica dei minuti disputati? Il maiorchino è 12° tra i giocatori più schierati in Liga (910 minuti), mentre Vazquez è al 15° posto (586); a livello complessivo, Marco è 13° e il compagno di squadra solo 14°.

Lucas Vazquez, due gol in Copa del Rey nella sfida tra Real Madrid e Numancia
Lucas Vazquez è solo il 15° giocatore del Real Madrid per minuti giocati in stagione

I prìncipi delle presenze si ritrovano così umili servitori per quanto riguarda i minuti collezionati: Zidane si appella a loro come salvatori della patria, a cui rivolgersi per risolvere una partita che si è messa storta. Lo si capisce dal fatto che, in campionato, Asensio sia subentrato 5 volte e Vazquez addirittura 10. Una situazione diametralmente opposta rispetto a un altro connazionale, che come loro primeggia per presenze ma non per minuti giocati.

E Isco invece? Il più presente, il più sostituito

Stiamo parlando di Isco, il giocoliere malagueño che Zidane ha impiegato fin qui come vertice alto del rombo, durante la reiterata assenza di Gareth Bale. È proprio lui il re delle presenze in stagione: 17 in campionato, 28 tra tutte le competizioni. Con 1140 minuti in Liga e 1867 complessivi, il numero 22 scende però rispettivamente al 5° e addirittura 9° posto per tempo effettivo in campo. Lui, al contrario dei due compagni di spogliatoio, è il più sostituito da Zizou: su 14 partite da titolare in campionato, ne ha portate a termine solo 5.

Isco è il giocatore più sostituito da Zidane
Isco, il più presente ma anche il più sostituito

Asensio, Vazquez, Isco: insieme ad Alvaro Morata e James Rodriguez, lo scorso anno costituivano la "panchina" più forte d'Europa. Un quintetto pauroso, che in estate si è ridotto a tre unità, dopo le cessioni dell'ex Juve e del numero dieci colombiano. Altri due "rincalzi di lusso", di cui il Real Madrid sente eccome la mancanza. Con la BBC senza più il tocco magico, tutto avrebbe portato a pensare a una maggiore considerazione per i tre supervivientes del mercato in uscita.

La fiducia incrollabile di Zidane è messa alla prova

Eppure, tra loro, solo Isco può ritenersi (in parte) soddisfatto. Nelle scelte di Zidane, continua a prevalere la fiducia - inossidabile, quasi religiosa - nelle gerarchie consolidate. Negli intoccabili che l'hanno portato a conquistare otto trofei in meno di due anni. Ci mancherebbe altro, verrebbe da pensare. Ma quando Benzema - titolare in 11 su 12 partite disputate di campionato - ha segnato appena 2 gol. Quando Bale sta riprendendo solo ora confidenza con i suoi soliti standard. E quando uno come Cristiano Ronaldo ha realizzato 4 reti su 94 tiri effettuati in Liga, vuol dire che qualcosa da cambiare c'è. E che forse un tentativo da effettuare passa anche per Asensio, Vazquez e lo stesso Isco. Magari già a partire da giovedì in Copa del Rey contro il Leganes e dalla sfida con il Deportivo La Coruña di domenica.

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