NCAA: arriva Marquette, la sorpresa della Big East

Markus Howard e Andrew Rowsey hanno trasformato la squadra del Wisconsin: uno spettacolo fatto di tiri funambolici e velocità.

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Da Happy Days a Fun Days: a Milwaukee, sud-est del Wisconsin, si sta abbondantemente sotto zero nel cuore dell'inverno ma questo non vuol dire che non ci si possa divertire a gennaio, specialmente se si ama la palla a spicchi. Quando i Bucks del fenomeno Antetokounmpo non sono di scena, lo spettacolo al Bradley Center è assicurato da un'alternativa più che valida: quella di Marquette e della coppia più elettrizzante – nonché più bassa – di tutto il college basket. Sì, perché Markus Howard e Andrew Rowsey segnano a raffica pur non superando il metro e ottanta d'altezza (e non sono i soli). Al momento viaggiano a 43.6 punti di media complessivi, duo più prolifico fra tutte le 351 squadre della Division I e dominatori della classifica marcatori nella Big East (Howard è primo con 22.3 punti, Rowsey lo segue a ruota con 21.3).

La squadra di Steve Wojciechowski è la sesta in assoluto per efficienza offensiva (120.1 punti ogni 100 possessi) e gran parte del merito va proprio ai suoi due piccoletti terribili, autori di più della metà dei punti di Marquette (83.8 di media) e che rivestono un'importanza centrale in un contesto dove i pick and roll, situazione nella quale i due spiccano, sono utilizzati spesso e il gioco è organizzato in modo tale da cercare sempre il tiro a più alta percentuale, meglio ancora se dall'arco.

Howard, il talento emergente

Per Markus Howard, bucare retine in serie è un affare di famiglia. Il fratello maggiore, Jordan, gioca a Central Arkansas ed è il quarto miglior realizzatore della D-I con 24.8 punti di media: è stato proprio giocando in 1-vs-1 nel cortile di casa sin da bambini che Markus ha affinato i propri istinti da attaccante di razza. 

L'anno scorso tirava con un pazzesco 54.7% dall'arco mentre ora, da sophomore, si attesta su un più umano 39.2% – col doppio dei tentativi, però, che sono ben 9.5 a partita. Assolutamente letale quando servito coi piedi per terra, Howard risulta difficilmente arginabile anche in uscita dai blocchi e dal palleggio

Sta emergendo progressivamente come leader ed è capace di caricarsi la squadra sulle spalle, come dimostrato dall'incredibile bottino accumulato contro Providence: 52 punti (6/10 da due, 11/19 da tre e 7/7 ai liberi), miglior prestazione individuale in NCAA nelle ultime cinque stagioni.

Non molto forte fisicamente, l'anno scorso faceva fatica nel mantenere l'equilibrio concludendo al ferro ma quest'anno sta ovviando al problema sfoderando un floater ad alta percentuale e complicato da contrastare. Del resto, mandarlo in lunetta è altamente sconsigliato: quest'anno, non ha ancora commesso un errore dopo 55 liberi tentati.

Rowsey, il veterano tutto pepe

Se parliamo d'efficienza a cronometro fermo, Andrew Rowsey non ha molto da invidiare al suo compagno di squadra (90.4%). All'ultimo anno di college, è il giocatore più esperto di Marquette e, anche con lui, le triple fioccano che è un piacere (43.8% con 8.1 tentativi a partita), oltre che in maniera spesso creativa. Sveglio, combattivo ma talvolta spigoloso in modo controproducente, è meno rapido rispetto al compagno di reparto ma riesce a mettere in crisi le difese grazie a dosi generose d'intelligenza cestistica e trucchi da giocatore smaliziato.

Per quanto intercambiabili, fra i due Rowsey è quello che riveste più spesso il ruolo di point guard, posizione nella quale riesce a far valere ottime letture e qualità di passatore (4.0 assist di media), specialmente nel servire i lunghi a rimorchio.

Il supporting cast

Howard e Rowsey sono il cuore pulsante di Marquette ma attorno a loro c'è un roster giovane e con margini di miglioramento. Il freshman Greg Elliott, primo cambio negli spot 2 e 3, è l'unico che garantisce un alto impatto difensivo (una stoppata a partita in 19.1 d'impiego, non male per una guardia alta 1.90) mentre il sophomore Sam Hauser sta interpretando egregiamente il ruolo di 4 capace d'aprire il campo che tanto piace a Coach Wojo. Viaggiando a 14.9 punti di media, quest'ala di 2.03 sa rendersi utile in molti modi: ha una mano eccellente (49.5% da tre), è il primo rimbalzista della squadra (5.8) e il secondo miglior assistman alla pari di Howard (2.8). La costanza di rendimento latita ma è capace di serate pazzesche, come testimoniato dal recente trentello rifilato a Butler (con 11/17 dal campo).

Villanova, Xavier, Seton Hall, Butler, Providence: in una misura o nell'altra, queste squadre sono tutte più attrezzate di Marquette per vincere la Big East. Il bello dei Golden Eagles, però, è che possono davvero battere chiunque quando le cose girano nel verso giusto. Con loro di mezzo, l'allarme upset è sempre alto e, quando sarà tempo di March Madness, nessuno potrà permettersi il lusso di sottovalutarli.

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