Il primo colpo di calciomercato nella storia

Qual è stato il primo colpo di sempre nella storia del calciomercato? Per scoprirlo è necessario tornare all'epoca del football vittoriano.

John e Archie Goodall, protagonisti del primo trasferimento nel calcio

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Ad ogni appassionato di calcio, che oggi vede un mercato trasferimenti sempre in fermento e ricco di voci, cifre e nomi, può risultare difficile immaginare che un tempo - ormai molto lontano - il mondo del pallone potesse vivere senza l'onnipresente presenza del calciomercato sui giornali o anche nei semplici discorsi da bar.

Il primo trasferimento ufficiale nella storia del calcio avvenne nell'ottobre del 1888, quando da poco aveva avuto inizio il primo campionato professionistico di sempre, la Football League inglese. Il protagonista fu Archie Goodall, jolly offensivo che faticava a trovare spazio nel Preston North End e che per questo andò a cercare miglior fortuna nell'Aston Villa, lasciando la squadra che era guidata in attacco dal fratello maggiore John in cambio di una cifra che non è mai stata rivelata.

Figli di un caporale dei Royal Scots Fusiliers, che di volta in volta si trovava di stanza in punti diversi del Regno Unito, John e Archie Goodall erano nati rispettivamente in Inghilterra e Irlanda. Cresciuti insieme a Kilmarnock, Scozia, erano esplosi insieme nel Preston North End, primo club capace, all'indomani dell'accettazione del professionismo, di investire ingenti somme di denaro nell'allestimento di una squadra vincente. 

Primi colpi di calciomercato

Il trasferimento di Archie separò i fratelli - primi nella storia a giocare per due Nazionali diverse - soltanto per pochi mesi: al termine della stagione, infatti, i due si sarebbero ritrovati nel Derby County, deciso a riscattare il mediocre campionato appena disputato. Per avere John Goodall, detto "Johnny All Good" per la completezza tecnica e primo capocannoniere nella storia dei campionati inglesi, i "Rams" promisero al campione la presenza del fratello minore Archie e la gestione di un pub cittadino, il "The Plough". Si trattò di un trasferimento clamoroso e che destò scalpore, che può essere a tutti gli effetti considerato il primo vero e proprio "colpo di calciomercato".

In Italia

Il football sarebbe giunto nel resto del mondo solo molti anni dopo. Non sorprende, quindi, che il primo trasferimento nella storia del calcio italiano si sarebbe verificato un quarto di secolo più tardi. Siamo nel 1913, e Renzo De Vecchi, giovanissimo talento del Milan, lascia il club che lo ha lanciato per unirsi all'allora più glorioso Genoa. Ufficialmente il ragazzo ha cambiato città per lavoro, in realtà lo ha fatto spinto da un assegno di ben 24.000 lire, all'epoca una vera e propria fortuna.

Rosetta, colpo di calciomercato della Juventus
Virginio Rosetta

Non è l'unico colpo di mercato che il club rossoblu opera per rispondere allo strapotere mostrato sul campo nelle ultime stagioni dalla Pro Vercelli. È l'unico però che non ha conseguenze, in quanto - essendo il professionismo proibito all'epoca - sui successivi trasferimenti "sospetti" interviene la federcalcio. Così Attilio Fresia, giovane funambolo piemontese, fugge in Inghilterra - primo emigrante del calcio italiano - dopo essere stato squalificato in quanto incapace di spiegare la provenienza delle 400 lire di cui si è trovato in possesso una volta passato al Genoa.

Tragicomica la storia che riguarda Enrico Sardi e Aristodemo Santamaria, membri della Nazionale che, come Fresia, per vestire il rossoblu hanno lasciato i rivali cittadini dell'Andrea Doria. Recatisi in banca per riscuotere i due assegni da 1.500 lire che il presidente del Genoa Davidson ha elargito loro, vengono riconosciuti dal cassiere, loro ex tifoso, che non esita ad avvertire le autorità. Nel luglio del 1913, in seguito a quest'ultimo avvenimento, il Consiglio Federale opererà un vero e proprio processo al Genoa, che però finirà per essere assolto grazie all'accorato intervento del mitico Edoardo Pasteur, rispettatissimo "pioniere" del calcio in Italia.

Non solo il professionismo non sarà punito in modo esemplare, ma in capo a pochi anni diventerà addirittura regola. Nel 1923 il talentuoso terzino della Pro Vercelli Virginio Rosetta, considerato il miglior difensore in circolazione, si trasferisce alla Juventus contro il parere della società e in cambio di uno stipendio: è l'inizio di quanto sarà stabilito nell'estate del 1926 dalla "Carta di Viareggio", che darà ufficialmente il via al calcio professionistico in Italia e al calciomercato.

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