Milan, aperta un'indagine sulla cessione del club: ipotesi riciclaggio

La procura di Milano sospetta che la vendita della società rossonera sia avvenuta a cifre fuori mercato con l'intento di far rientrare capitali in Italia.

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Una nuova bufera si abbatte sul Milan: la procura di Milano infatti ha aperto un'inchiesta sul passaggio del club dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle dell'imprenditore cinese Yonghong Li avvenuta lo scorso aprile.

La notizia viene data dalla Stampa: il quotidiano torinese scrive che i magistrati stanno indagando sulla cessione della società rossonera, che potrebbe essere avvenuta a cifre fuori mercato con l'intento di riciclare del denaro.

La procura vuole quindi verificare la provenienza dei fondi con cui Yonghong Li ha rilevato il club da Berlusconi, sospettando che questa intera operazione sia stata effettuata per far rientrare una quota di capitali in Italia.

Berlusconi e Yonghong Li
Berlusconi con Yonghong Li

Milan, la procura indaga sulla cessione del club: sospetti di riciclaggio

L'inchiesta sarebbe scattata pochi giorni fa in gran segreto, coordinata dal procuratore aggiunto Fabio de Pasquale, che sarebbe entrato in possesso di alcuni documenti che gettano dubbi sulla reale provenienza del denaro della nuova proprietà cinese. L'intento dei pm è verificare se la cessione del Milan sia avvenuta a cifre gonfiate (la somma complessiva fu di 740 milioni nell'aprile del 2017), passate inoltre per canali internazionali.

L'operazione della procura di Milano non è la prima ombra gettata sulla cessione del Milan a Yonghong Li: soltanto due mesi fa, il New York Times aveva pubblicato un articolo sul presidente rossonero, sollevando dubbi riguardo la solidità dal suo patrimonio personale.

Queste indagini, se confermate, potrebbero essere una tegola molto pesante sia per l'attuale presidente del Milan che per il suo predecessore: Li potrebbe essere costretto a vendere alcune azioni della società rossonera o a quotarla in borsa per evitare ulteriori sospetti, mentre Berlusconi è al momento impegnato in campagna elettorale e l'essere invischiato in un nuovo procedimento giudiziario non lo aiuterebbe di certo.

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