Lo stadio del Chelsea e il "diritto alla luce" dei Crosthwaite

Una famiglia londinese, che vive in una villa a due passi da Stamford Bridge, sta ostacolando il progetto di Roman Abramovich.

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Quando sei Roman Abramovich, puoi avere praticamente tutto ciò che ha un prezzo. Puoi permetterti anche di investire un miliardo di sterline per l'ampliamento dello stadio della tua squadra: obiettivo 60mila spettatori mentre l'attuale capienza di Stamford Bridge è ferma a 41.633. Il Chelsea, però, si trova a dover fare i conti con un ostacolo rappresentato da una famiglia e dal suo "diritto alla luce".

La villa dei Crosthwaite, nella quale vivono da 50 anni, si trova a ovest di Londra, proprio a due passi dallo stadio dei Blues. Forse da lì si riusciranno anche a sentire le grida di Antonio Conte durante un ordinario match di Premier League. A maggio del 2017 la famiglia ha presentato un reclamo, convinta del fatto che all'aumento di capienza del nuovo stadio corrisponda una permanente riduzione della luminosità sulla loro casa. 

Le carte per la ristrutturazione di Stamford Bridge, comunque, sono tutte in regola: il sindaco di Londra ha firmato i permessi un anno fa, per quello che potrebbe diventare lo stadio più costoso del mondo. Prima, però, c'è da superare la resistenza della famiglia Crosthwaite, che da parte sua accetterebbe anche una modifica del progetto del Chelsea, e a tal proposito ha suggerito di tagliare o comunque di ridisegnare la tribuna est in modo da non causare interferenze con la luce. 

Nuovo stadio: la posizione del Chelsea

I Blues, da parte loro, sono forti di una consultazione pubblica che ha coinvolto 13,000 residenti, ottenendo il 97,5% dei consensi. Questo perché insieme al nuovo stadio arriveranno anche servizi economici, culturali e sociali, con investimenti di milioni di sterline per programmi educativi, per il miglioramento delle infrastrutture della zona e per le attività locali. Il Chelsea, inoltre, sarebbe anche pronto a offrire una cifra a 6 zeri alla famiglia Crosthwaite...

La decisione sulla questione, comunque, verrà presa lunedì, quando il Consiglio di Hammersmith e Fulham si esprimerà sulla questione. Vedremo se, alla fine, ad averla vinta saranno i benefici portati dal club londinese o il "diritto alla luce" di una famiglia che, da 50 anni, vive a stretto contatto con il calcio, e che oggi si trova a scontrarsi con i sogni di gloria di Roman Abramovich. 

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