Real Madrid, la 'dura vida' di Kovacic: deve andar via per il suo bene?

Dall'infanzia sui DVD al sogno Real Madrid, tra sirene di calciomercato e un'avventura che non sembra decollare: qual è il destino del croato con la camiceta blanca?

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Il prestigio, spesso, conta più della realtà. Soprattutto nel calcio: perché quando c’è un club storico che bussa alle tue porte, allora è difficile dire "rifiuto e vado avanti". Perché farlo se sei giovane? Impossibile dire di no. E lo sa bene Mateo Kovacic, attratto dal Real Madrid ma rimasto schiacciato dal suo pesantissimo blasone. Giocatore fisico, ben strutturato, ma rapido ed elegante con i piedi. Da Milano a Madrid, dall’Inter al Real. Lui, talento croato, uno con la natura del perfetto 10. Diez. Un conto, però, è sedurre il Real Madrid, un altro è prenderlo per mano e trascinarlo.

In due anni e mezzo Kovacic ha vinto due Champions League con la camiceta blanca, trofei che gli hanno conferito maturità ed esperienza, ma che allo stesso tempo non lo hanno reso protagonista. Insomma, se pensiamo a tutto il bello della squadra di Zidane, Mateo non ci viene subito in mente. E certamente di questo non gliene si può fare una colpa assoluta. Il ragazzo ha giocato a corrente alternata, anche se in mezzo al campo di magie ne ha regalate ai propri tifosi. Tuttavia è il suo ruolino di marcia che lascia perplessi, al netto di appena 13 apparizioni stagionali, per un totale di 636 minuti spesi in campo.

Di mezzo, recentemente, un lesione parziale al tendine rotuleo che lo ha tenuto fuori per 9 partite di fila. Ma sono le sirene di calciomercatoil rumore che forse ha più infastidito il cammino di Kovacic con il Real Madrid. Quest’estate la Juventus lo ha approcciato, ma il corteggiamento è durato poco, a interromperlo è stato l’arrivo in bianconero di Matuidi. Adesso, con i "saldi" di gennaio, per l’ennesima volta il croato è al centro di numerosi voci. Di mezzo Roma e Manchester United, ma quel che conta davvero è il futuro di questo giocatore: ovvero un patrimonio del calcio da salvaguardare con amore, dandogli quindi una chance da assoluto protagonista. E allora scopriamo assieme se il suo futuro potrà essere ancora al Real Madrid.

Real Madrid, Kovacic
Merita più spazio?

Kovacic, il Real Madrid fa per te?

Al tempo sì. E fu proprio il Real ad ammetterlo. Con la decisiva spallata di Benitez per chiudere una trattativa lampo da quasi 40 milioni. Battendo la concorrenza del Liverpool e presentando in grande stile l’ormai ex diez nerazzurro. Sì, that's Kovacic.

La dirigenza mi diede subito la maglia numero 10. Incredibile. E mi dissero che meritavo quel numero, che lo avevano portato i più grandi calciatori dell'Inter.

Poi, a Madrid, il 23. Maledetta concorrenza. Foltissima. Soprattutto poi, nel Real Madrid di Zidane. Con la pressione delle vittorie di lusso e della costanza, un fattore quasi impossibile da dimostrare al Bernaneu se non sei perfetto. Soprannominato il "Professore" dai compagni della Croazia.

Cronologia di un eletto

Solo due gol in 39 presenze durante la passata stagione. Scostante. Troppe volte adoperato a gara in corsa. Insomma, facile perdere la fiducia, anche se non è roba da Mateo:

Sono cresciuto con i DVD (non dei cartoni animati, ndr), guardavo i movimenti, i tempi di gioco e come smistano la palla per lavorare per gli altri. I miei idoli sono Modric, Iniesta e David Silva.

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Quel Modric, croato come lui, se l’è poi ritrovato a Madrid. Colleghi e compagni di banco. Cresciuto nella Dinamo Zagabria, debuttando in massima serie a 16 anni e 198 giorni. Record croato. Fedelissimo alla religione, esultando col segno della croce dopo le Kovacic runs, ovvero progressioni palla al piede infinite. Come quella col motorino a scartarsi mezza Lazio.

E quando parte palla al piede, 99 su 100 ti salta sempre. Scovato da Beppe Bozzo in quel di Medjugorje, dove la Dinamo era in ritiro ai tempi della partenza di Mateo, fino alla conquista di Madrid. Passando per una Milano nerazzurra deliziata dalle sue cavalcate a San Siro. Ma con un bianconero sempre a far da sfondo sul mercato:

Kovacic è uno dei pochi che con il primo controllo riesce a saltare il primo uomo. Ha qualità pazzesche.

Parole di Massimiliano Allegri risalenti al 2015. Intanto Zidane lo ha messo in campo nell’ultima, opaca prova contro il Numancia. Da capire, ora, quale sarà il destino del croato, con o senza camiceta blanca?

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