Nazionale, Mancini si candida: "Io Ct dell'Italia? Sarebbe un onore"

L'allenatore dello Zenit apre le porte a un futuro in azzurro: "Sarebbe un onore".

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Il mese di gennaio coinciderà, almeno nei piani, con una ventata di novità per il calcio italiano. All’elezione del prossimo presidente della Federcalcio, carica priva di un titolare dallo scorso 20 novembre, andrà affiancata un’altra scelta cruciale: quella del nuovo allenatore della Nazionale, decisione per la quale la Federazione sta prendendo del tempo, complice anche la mancata partecipazione ai Mondiali di Russia 2018.

Proprio dall’Est arriva una candidatura eccellente, a denti stretti. Risponde al nome di Roberto Mancini: l’ex allenatore di Inter e Manchester City, oggi allo Zenit di San Pietroburgo, ha raccontato i propri desideri di azzurro Italia in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Da calciatore il Mancio non ha raccolto molte gioie con la maglia della Nazionale maggiore, indossata in 36 occasioni con 4 reti: esordio nel 1984, partecipazione all’Europeo 1988 con un gol alla Germania Ovest, convocazione senza mai scendere in campo nei Mondiali 1990 ed esclusione a sorpresa per mano dell’allora Ct Arrigo Sacchi nei Mondiali statunitensi del 1994. Così ora, dopo l’esonero di Ventura, quella panchina vuota è più di una tentazione:

In Russia non hanno preso bene l’eliminazione dell’Italia, però c'è anche qualcuno che sfotte. Io Ct? Lavoro sul campo tutti i giorni da 40 anni. Ho vinto titoli in top club, allenare la Nazionale sarebbe un onore e un orgoglio. E vincere un Europeo e un Mondiale ancora di più.

Nella Prem'er-Liga russa, ora ferma per la pausa invernale fino al 3 marzo, Mancini è secondo con il suo Zenit a quota 37 punti dopo 20 giornate, alla pari con lo Spartak Mosca allenata da Massimo Carrera e a -8 dalla Lokomotiv Mosca capolista. La squadra di San Pietroburgo preparerà l'operazione-rimonta al caldo di Dubai, mentre il suo contratto con il club scadrà il prossimo 31 maggio. In linea teorica la sua avventura da ct potrebbe partire già l'1 giugno con Francia-Italia. Per ora solo una suggestione. L'allenatore di Jesi non si sbilancia sul suo futuro, ma quando si tratta di individuare una favorita per la vittoria dei Mondiali 2018 non ha dubbi:

Vince il Brasile. Nelle qualificazioni è stato impressionante. Sylvinho, che collabora con loro e li vede da vicino, concorda con me.

Roberto Mancini nel giorno dell'arrivo allo Zenit
Roberto Mancini nel giorno dell'arrivo allo Zenit: è in Russia dall'1 giugno 2017

Panchina Italia, Mancini candidato Ct

La Nazionale azzurra non giocherà i Mondiali di calcio a 60 anni dall'ultima volta e mai come quest'anno l'intero movimento è chiamato a una seria riflessione e a cambiare marcia. Mancini è consapevole della necessità di un presidente federale che prenda in mano la situazione:

Mi piacerebbe vedere all'opera ex giocatori che hanno passione e carisma da mettere al servizio del movimento. Non servono bandiere ma persone competenti.

Parole che suonano come un appoggio non manifesto ma determinato alla candidatura di Damiano Tommasi, numero uno dell'Assocalciatori. In campo però ci vanno i calciatori, e dopo gli addii alla Nazionale di Buffon, Barzagli e De Rossi chiunque siederà sulla panchina dell'Italia sarà chiamato a dare una nuova fisionomia al gruppo. Mancini ha fiducia nei giovani azzurri emergenti:

Ci sono tanti giovani bravi. Mi piacciono Belotti e Pellegrini, Romagnoli può crescere ancora tanto. E ogni stagione vengono fuori nomi nuovi. Gli italiani hanno qualcosa in più. C'è materiale per impostare un buon lavoro, magari dando una logica comune alle rappresentative under, come succedeva quando ci giocavo io.

Ricco di talento da calciatore, votato all'attacco da allenatore. Mancini in panchina ha vinto 3 volte il campionato di Serie A, 4 volte la Coppa Italia e 2 la Supercoppa italiane. In Inghilterra ha conquistato la Premier League con il Manchester City, unendovi una FA Cup e un Community Shield. In Turchia, al Galatasaray, il bottino più "magro": una Coppa nazionale. L'ultima esperienza italiana, all'Inter, non è stata delle migliori: ritorno nel novembre 2014 e dimissioni nell'estate 2016. Ora sarà pronto per un'esperienza da commissario tecnico? Così sembrerebbe. Per ora però, precisa il diretto interessato, sono solo chiacchiere in libertà.

Sono in un periodo felice della mia vita. Ho corpo e affetti in buona salute, faccio il mestiere che amo. Cinque milioni stanziati dalla Figc per il nuovo Ct? I soldi non sarebbero un problema. Ma io ho un contratto con lo Zenit che sta facendo bene.

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