La storia di Alvaro Dominguez: "Una notte spesi 15mila euro"

L'ex Atletico Madrid e Borussia M'Gladbach aiuta i giocatori a gestire i propri guadagni: "Difficile senza istruzione, gli eccessi diventano normali".

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Possono i calciatori avere problemi con i soldi? Ebbene sì. Perché gli eccessi, a volte, prendono il sopravvento e superano anche i conti in banca stramilionari. Guadagni altissimi, spese ancora più elevate. Soprattutto da parte di coloro che non riescono ad avere freni inibitori e che pensano di poter comprare il mondo. Però i problemi, tornando alla domanda iniziale, spesso e volentieri arrivano tutti insieme, a carriera finita.

Quando non si riesce più a pagare il conto se prima non viene ricalibrata la propria vita. Tanti esempi, campioni che hanno intascato cifre astronomiche e per questo hanno puntato alla luna, finendo per cadere a terra senza più nemmeno un soldo. 

Alvaro Dominguez, ex difensore dell’Atletico Madrid che ha lasciato il calcio giocato e il Borussia Mönchengladbach (ultima squadra in carriera) nel 2016 a soli 28 anni per colpa dei ripetuti infortuni, ha iniziato a collaborare con l’AFE (Asociación de Futbolistas Españoles), l’Associazione dei calciatori spagnoli, proprio per aiutare gli atleti ad avere più cura di se stessi e non finire in bancarotta.

I calciatori e il rapporto con i soldi: "Una notte spesi 15mila euro"

Álvaro Domínguez Soto
Álvaro Domínguez Soto, 28 anni, si è ritirato per i troppi infortuni: ora collabora con l'AFE (Associazione calciatori spagnoli)

Lo spagnolo, intervistato da “El Mundo”, spiega quanto sia complicato per i giocatori gestire i milioni di euro guadagnati nel corso della carriera:

È un cambiamento molto drastico, spesso di diventa ricchi velocemente. Senza un'istruzione è molto difficile gestire quei soldi. Capisco le critiche che vengono mosse quando accade qualcosa del genere a un calciatore, ma se all’improvviso diamo un milione di euro a un ragazzo per strada che non riesce ad arrivare alla fine del mese, non penso che finirà per comportarsi tanto diversamente… 

Álvaro Domínguez Soto
Álvaro Domínguez Soto ha giocato nell'Atletico Madrid dal 2009 al 2012: "Una volta spesi 15mila euro in una notte con gli amici"

Il calciatore, per Dominguez, deve riuscire a gestirsi tenendo i piedi a terra. Esagerare ci sta, ma non deve diventare una regola di vita:

Un calciatore finisce per non dare più valore ai soldi: cerca automobili sempre più costose, orologi sempre più grandi, oppure prende un aereo privato semplicemente per andare a cena. Lo ammetto, io sono stato il primo a farlo. Una volta con i miei amici pagammo un conto di 15mila euro. Chiunque può pensare che io sia uno stupido. Invece no, perché una cosa del genere si può anche fare, l’importante è che non si perda la prospettiva: spendere così tanto deve essere un’eccezione e non la normalità. 

Álvaro Domínguez Soto
Álvaro Domínguez Soto e il rapporto dei calciatori con i soldi: "Non si dà più valore a niente, gli eccessi diventano normalità"

Un altro problema nasce dalla voglia di “sistemarsi” subito. Matrimoni affrettati senza aspettare i tempi giusti: 

I giocatori spesso si sposano molto presto, è veramente ingenuo farlo perché a volte non si conosce nemmeno bene la persona che si ha al proprio fianco. Quando uno è giovane non ha idea di cosa sia la separazione dei beni e tutte queste cose qui. Poi dopo arriva la bastonata…

I giocatori caduti in rovina

Paul Gascoigne
Paul Gascoigne, 50 anni, ex funambolo della Lazio, ha rovinato la sua vita a causa dell'alcol

Sono tanti gli ex calciatori che sono riusciti nell’impresa di sperperare il proprio patrimonio a sei zeri (o a volte anche di più). Il caso più celebre resta forse quello di George Best, campione del Manchester United, che sperperò tutti i soldi in 'donne, macchine di lusso e alcol'. 

Andreas Brehme
Andreas Brehme, 58 anni, ha giocato nell'Inter dal 1988 al 1992: ha siglato il gol decisivo nella finale di Italia '90

E poi Paul Gascoigne, rovinato dai problemi con l’alcol, oppure Andreas Brehme, ex difensore dell’Inter, colui che segnò il rigore decisivo nella finale dei Mondiali di Italia ’90 e regalò la Coppa del Mondo alla Germania. In un’intervista dichiarò di aver avuto problemi con il fisco e di aver un’ipoteca sulla casa di circa 400mila euro.

Jorge Cadete
Jorge Cadete, 49 anni, 13 presenza nel Brescia nella stagione 1994-1995: è tornato a vivere a casa dei genitori

Un altro caso clamoroso fu quello legato al nome di Jorge Cadete, portoghese ex Sporting e Benfica (passò anche in Serie A con il Brescia) che si ritirò nel 2005 giocando in Serie D con la maglia del Desportivo Pinhalnovense. Tornò addirittura a vivere a Lisbona a casa dei genitori. Per lui un sussidio statale di 180 euro a settimana.

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