Xavi: "Vergognoso paragonare Messi con altri. Ecco i suoi eredi"

L'ex centrocampista del Barcellona parla dei possibili eredi del portoghese e l'argentino: secondo lui c'è un favorito che dominerà nei prossimi anni.

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Messi e Cristiano Ronaldo, solo e sempre loro. Gli ultimi dieci anni di storia del calcio dicono questo, che argentino e portoghese hanno dominato, suddividendosi in parti eguali, il titolo di miglior giocatore del pianeta. Cinque volte vincitore del Pallone d'Oro la Pulce, stesso discorso per CR7.

Ma cosa succederà una volta che questo duopolio sarà accantonato in favore delle nuove leve? Prova a fare una previsione un giocatore che il massimo trofeo individuale lo ha solo sfiorato.

Sfortunatamente per lui, infatti, ha trovato il massimo periodo di splendore proprio in concomitanza con l'inizio del binomio formato da Messi e Cristiano Ronaldo: si tratta di Xavi Hernández, l'unico calciatore nella storia ad essere arrivato per tre volte di seguito (tra il 2009 e il 2011) terzo nella graduatoria del Pallone d'Oro, due di queste proprio dietro l'argentino e il portoghese.

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Xavi: "Vergognoso paragonare Messi con chiunque altro"

Di outsider, insomma, lui se ne intende, anche se per il momento il più forte in assoluto a suo giudizio resta il suo ex compagno di squadra al Barcellona, come spiega a El País:

A livello tattico lui è superiore. È vergognoso paragonarlo con chiunque altro. Messi domina tutto: lo spazio, il tempo, dove stanno i compagni, gli avversari. Prima faceva la differenza solo per abilità e forza, oggi con astuzia: ti attrae. Vede che ha un marcatore e sapendo che questi ha paura aspetta che ne arrivi un altro: quando si trova in un 3 contro uno la passa. Sono cose che vedo fare anche a LeBron James in NBA o a Iniesta. Ti attraggono fino a che non si crea uno spazio libero da sfruttare.

Quando però Messi dovrà fisiologicamente calare di rendimento e, per carta d'identità si presuppone lo faccia prima, lo stesso farà Cristiano Ronaldo, allora toccherà alle nuove leve raccoglierne l'eredità, cioè gli Xavi di oggi, quelli che per ora si sono dovuti accontentare solo del terzo posto nella classifica del Pallone d'Oro.

Dopo la Pulce e Cristiano Ronaldo, toccherà a Neymar e Mbappé

Secondo l'ex centrocampista del Barcellona, infatti, il favorito è proprio Neymar, già arrivato per due volte terzo nella graduatoria come miglior calciatore del pianeta, ovviamente posizionandosi dietro l'argentino e il portoghese:

Penso che dopo Messi e Cristiano Ronaldo, ci sarà un periodo in cui Neymar sarà il punto di riferimento nel mondo del calcio. Ha anche il vantaggio di essere brasiliano e la Seleçao ha tutti i numeri per arrivare alla finale del Mondiale. Penso che ci sarà un'era di O'Ney capace di durare 3 o 4 anni. E dopo toccherà a Mbappé.

Per Xavi, infatti, il compagno di squadra di Neymar al Paris Saint-Germain ha tutto ciò che serve per arrivare alla vittoria del massimo trofeo individuale a livello calcistico, pur partendo da una posizione svantaggiata rispetto al brasiliano:

Ha un potenziale impressionante, è molto giovane, ha appena 19 anni ed è potente. Ma credo che il talento si imponga sul fisico. Neymar è come Messi: ha entrambe le qualità. Io credo che Mbappé invece abbia più fisico che talento e per come intendo io il calcio, chi fa la differenza ci riesce perché talentuoso. Né io, né Iniesta siamo stati due calciatori fisici, ma siamo andati avanti solo grazie al talento. Quelli che invece sono toccati dalla bacchetta magica hanno entrambe le cose: Maradona, Pelé, Ronaldo (il Fenomeno, ndr), Messi, Neymar. Mbappé lo vedo più come Henry.

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Il consiglio al francese: Barcellona o Guardiola

I margini di crescita però restano altissimi, soprattutto se Mbappé riuscirà a scegliere bene come proseguire la sua evoluzione calcistica:

Con Emery migliorerà sicuramente, lui è un allenatore che lavora molto bene. Ma se andasse al Barcellona crescerebbe ancora di più, capirebbe ogni cosa. Se a Mbappé lo prendesse un Guardiola, da un 8,5 arriverebbe a un 9,5. Il francese può migliorare ancora tanto, soprattutto nel modo di intendere il gioco. Quando era nelle giovanili non doveva pensare, gli era sufficiente fare la giocata con forza e velocità. Ora vorrei vederlo contro una difesa come quella dell'Atletico Madrid... Ecco perché a mio modo di vedere Neymar oggi è migliore.

E lo confermano anche i soldi spesi dal Paris Saint-Germain per prendere sia l'uno che l'altro.

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