Mariani su Totti: "Non vuole togliere 8 viti dalla caviglia per paura"

Il professore che ha operato il Pupone nel 2006 rivela: "Non è mai tornato per la rimozione, quel pezzo di metallo in corpo non fa bene. Ma ormai ha smesso di giocare".

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La paura fa 90, come da tradizione nella smorfia? Nel caso di Francesco Totti, no. Coincide con il numero 8: come le viti che l'ex capitano e bandiera della Roma, oggi dirigente giallorosso, ha nella caviglia sinistra andata ko nel febbraio 2006 dopo un duro contrasto con l'avversario Richard Vanigli in un Roma-Empoli giocato allo stadio Olimpico, che aveva determinato la "frattura al livello del terzo medio del perone sinistro con associata lesione capsulo-legamentosa complessa del collo del piede sinistro".

All'epoca il referto fece pensare che Totti avrebbe saltato i Mondiali di Germania 2006: la storia ci ha poi raccontato tutt'altro, con l'Italia campione del mondo e Francesco autore del tiro dal dischetto decisivo negli ottavi contro l'Australia. A operarlo fu il professor Pier Paolo Mariani, uno dei luminari dell'ortopedia europea. Applicazione di una placca di stabilizzazione, riposo assoluto per un mese, tanta rieducazione muscolare in piscina: questi gli ingredienti vincenti sulla strada per Berlino.

A 12 anni di distanza da quell'intervento chirurgico, però, quelle otto viti sono ancora all'interno della caviglia di Totti, che a maggio ha dato l'addio al calcio giocato, passando per 784 presenze, 316 reti, di cui 307 con la Roma, e 25 edizioni della Serie A. A rivelare il retroscena, ai microfoni del quotidiano  'Il Tempo', è stato lo stesso Mariani:

Quando l'ho operato gli ho spiegato che 7 mesi dopo avrebbe dovuto tornare da me per levare quelle viti. Francesco però non se le è mai fatte togliere, aveva paura.

Totti e l'intervento alla caviglia nel 2006: le otto viti sono ancora lì

Di quella domenica 19 febbraio 2006 i tifosi della Roma ricordano ancora i momenti di panico per l'infortunio che di fatto archiviò in anticipo la stagione di Totti, autore di 15 reti in 24 partite di Serie A fino a quel ko. Di quella giornata il Pupone porta in eredità otto viti e una placca di metallo, mai rimosse nonostante i suggerimenti del chirurgo che l'ha operato.

Francesco Totti chiede il cambio dopo il ko in Roma-Empoli
Francesco Totti e il ko alla caviglia in Roma-Empoli, 19 febbraio 2006

Da quella data la carriera di Totti ha vissuto una seconda giovinezza. Prima punta o ispiratore di una serie di grandi attaccanti, con Edin Dzeko a chiudere l'elenco, il numero 10 ha continuato a scrivere la sua storia accanto a quella della Roma. Da qualche mese il calcio italiano si sta abituando a vederlo come un dirigente, che ritorna a indossare gli scarpini da gioco solo per partite di solidarietà e giorno per giorno lavora al fianco del ds Monchi per far crescere l'intero universo giallorosso. Così, anche i pericoli di recidiva, assicura Mariani, sono scongiurati:

Avere quel pezzo di metallo in corpo non è una buona cosa. Con la placca non potrei mai fargli una risonanza alla caviglia, se dovesse riavere un piccolo trauma in quella parte del corpo la presenza delle viti mi creerebbe dei problemi. Ma tanto ormai fa il dirigente...

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