Ibrahimovic ai francesi: "Dite che sono arrogante? Voi siete come me"

Zlatan, in un'intervista a Canal Plus, ha rilasciato dichiarazioni contro i francesi: "Voi arroganti come me. E gli svedesi con me sono razzisti".

13 condivisioni 5 commenti

di

Share

Ci sono tanti tipi di razzismo, purtroppo. Dal più brutto, quello fatto da cori e insulti osceni, a quello latente: un po' come capitato a Zlatan Ibrahimovic. Già, proprio lui, lo svedese. L'ex stella del Milan, intervistato in Francia da Canal Plus, ha sorpreso tutti con alcune sue dichiarazioni in materia di razzismo.

Peli sulla lingua? Mai, that's Ibrahimovic, d'altronde. Ma di cosa si è lamentato Zlatan? Secondo l'attaccante, la stampa svedese non lo difenderebbe perché all'anagrafe il suo nome è appunto Zlatan Ibrahimovic, ovvero non proprio il nome e cognome tipico di quelle latitudini.

Per Ibrahimovic, senza alcun dubbio, si tratta di razzismo. Letteralmente 'undercover racism'. Intanto Zlatan, oggi calciatore di 36 anni con un ginocchio malconcio, continua il suo recupero con la speranza di tornare in campo il prima possibile. Le recenti dichiarazioni di Mourinho, però, hanno dimostrato come il nuovo stop dello svedese dopo l'atteso rientro non sia assolutamente da sottovalutare. Ma a parlare adesso è Ibra, con parole dure per i suoi connazionali e non solo: anche contro i francesi.

Ibrahimovic: "Razzismo latente. E voi francesi siete..."

A tutto Ibra, insomma. A intervistarlo Dacourt, ex calciatore francese protagonista anche dell'ultima intervista rilasciata da Cassano. E tra i due intervistati, in quanto a dichiarazioni al pepe, è sempre una bella lotta. Ma Zlatan questa volta si è divertito ad esagerare. Già in passato Ibrahimovic non ebbe belle parole sui francesi, scopriamo assieme le ultime:

Voi francesi dite che io sono arrogante. Bene, pure voi siete famosi nel mondo per la vostra arroganza. Insomma, dovreste adorarmi, in fondo rappresento al meglio il vostro modo di essere. Siamo uguali.

Sarcasmo alla massima potenza. Frecciatine verso un popolo che a Ibra non sta per niente simpatico. Ma a sorprendere ancora di più sono le parole rivolte verso i propri connazionali, in particolare nei confronti della stampa svedese:

La stampa svedese non mi difende mai: è un attacco continuo. Il motivo? Semplice: non riesce ad accettare che il mio nome sia Ibrahimovic. Ma va benissimo per me, questo mi rende più forte. Se un altro giocatore svedese facesse gli errori che faccio io, la stampa svedese lo difenderebbe. Insomma, c’è razzismo latente. L'ho capito dalla mia esperienza, dal trattamento che ho avuto. E il motivo è dovuto al fatto che non mi chiamo Svensson, Andersson o con qualsiasi altro tipico cognome svedese.

Già, razzismo latente, parola di Ibra. Un giocatore che, cognome a parta, ha dato lustro all'intero calcio mondiale. E ovviamente anche a quello della sua nazione, diventando per numeri i concreti il giocatore più forte mai esistito nel suo paese:

Io sono il più forte giocatore della storia della Svezia, me nessuno mi appoggia come dovrebbe. Quello che ho fatto io, non lo ha fatto nessuno, ho vinto 11 Swedish Golden Ball, chi viene dopo di me ne ha vinti due. Con me i numeri parlano chiaro. Dovrebbero essere orgogliosi di me. Non importa se sono troppo arrogante per loro, sono il migliore.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.