Diritti TV, De Laurentiis sbotta: "Ritiro il Napoli dal campionato"

La Lega di Serie A ha approvato il bando sull'assegnazione dei diritti TV, ma Napoli e Roma non sono convinte. E De Laurentiis minaccia decisioni drastiche.

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Aurelio De Laurentiis non ci sta. E sbotta. Quando le cose non lo convincono, è solito farsi sentire. È anche giusto che sia così, perché lui nel Napoli ci mette cuore, impegno e soldi. È quindi obbligato a difendere il club partenopeo ogni volta che qualcosa non lo convince. Dalla stesura dei calendari di qualche anno fa, quando lasciò la sala facendosi accompagnare in motorino da uno sconosciuto, all'ultima distribuzione dei diritti TV, che non lo convince affatto.

Nei giorni scorsi la Lega e l’advisor Infront avevano confezionato insieme i pacchetti per provare a vendere il pallone senza svenderlo dopo il flop all’asta di giugno. L'obiettivo era quello di guadagnare almeno un miliardo all’anno. Roma e Napoli però sono in disaccordo sulla distribuzione dei diritti TV.

Sono stati pensati cinque pacchetti: A e B, uno per il satellite e l’altro per il digitale terrestre, con le gare di 8 big di Serie A esclusa la Roma, valgono fra i 260 e 275 milioni. Ieri l'assemblea della Lega ha approvato il bando per i diritti TV del triennio 2018-2021 con 18 voti a favore e l'astensione del Napoli e della Roma.

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Diritti TV, De Laurentiis furioso

La base d'asta per i cinque pacchetti, stando a quanto ricostruito da La Gazzetta dello Sport, sarebbe stata fissata in 1.050 milioni di euro a stagione. C'è però la “vecchia” offerta del Qatar, 13 miliardi in 10 anni con una crescita controllata. Offerta che a De Laurentiis convincerebbe di più.

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis

Per questo, quando il bando sui diritti TV è stato approvato da 18 dei 20 club di Serie A, De Laurentiis è sbottato, minacciando perfino di ritirare il Napoli dal campionato. Ovviamente non lo farà, ma è la dimostrazione del fatto che la situazione non gli piace per niente. E non è uno che accetta le cose passivamente.

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