Come Maradona e CR7: anche Essien ha la statua che non gli somiglia

Realizzata a Kumasi, rappresenta l'ennesimo tentativo non riuscito di omaggiare stelle del calcio mondiale: per riconoscerlo serve un bello sforzo di fantasia.

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Cosa hanno in comune Diego Armando Maradona, Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Michael Essien? Non la classe cristallina, che di fatto appartiene solo ai primi tre e non al calciatore ghanese, ben noto per muscoli, forza fisica e quantità. Non ce ne voglia quest'ultimo, ma a unire questo poker di calciatori sono delle statue: quelle che gli sono state dedicate in angoli diversi del mondo, spesso poco corrispondenti al modello originale.

All'ex centrocampista di Chelsea, Lione, Real Madrid e Milan, oggi tesserato a 35 anni con gli indonesiani del Persib Bandung, è stata infatti dedicata un'opera realizzata nel cuore di Kumasi, seconda città del Ghana per popolazione e capoluogo della regione di Ashanti. La figura immortala Essien nell'atto di controllare un pallone e con maglia blues del Chelsea, società con la quale tra il 2005 e il 2012 ha conquistato due vittorie della Premier League, una Champions League, 4 coppe d'Inghilterra, due coppe di Lega e un Community Shield.

Intento lodevole, ma non supportato dei fatti. Lo sforzo che occorre fare per riconoscere Essien è infatti notevole: i tratti somatici della statua sono abbastanza lontani da quelli del modello originale, un dato che ha presto suscitato l'ironia del web. Più di qualcuno ha paragonato la riproduzione a D-3BO, personaggio di Guerre stellari.

Ghana, la statua per Essien non somiglia all'originale

Non è la prima volta che delle stelle del mondo del calcio vengono omaggiate con delle statue poco somiglianti: basti pensare a Cristiano Ronaldo. Nello scorso marzo la realizzazione di un'opera dedicata all'asso portoghese del Real Madrid nell'aeroporto di Madeira, isola natale di CR7, aveva suscitato parecchie critiche per la sua capacità di ricordare più una caricatura che una riproduzione fedele. Ordine ripristinato a novembre, quando il museo delle Merengues al Santiago Bernabeu ha accolto il busto ispirato ad alcune fotografie dell'attaccante, realizzato dall'artista andaluso José Antonio Navarro Ortega, ben più rispondente all'originale.

Statue e dubbi, un binomio che nel mondo del calcio si è spesso ripetuto. Dal Portogallo all'India, cambia il protagonista ma non gli effetti: a inizio dicembre 2017, Diego Armando Maradona era stato invitato a Calcutta per l’inaugurazione dell’effigie che lo immortalava con in mano la Coppa del Mondo, ricordo del Mondiale vinto con l'Argentina nel 1986. Salvo scoprire che la statua era alta più di tre metri e mezzo e che più che il Pibe de Oro ricordava Larry Bird, ex star dell'Nba, o Roy Hodgson, allenatore del Crystal Palace con trascorsi sulle panchine di Inter e Inghilterra. Ci sono poi casi limite, come la statua dedicata a Lionel Messi posizionata sul Paseo de la Gloria nella Costanera Sur di Buenos Aires, entrata nel mirino dei vandali ben due volte nel giro di pochi mesi. In questi casi, però, il buon gusto c'entra poco: è questione di buon senso, mancato ai vandali di turno.

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