Milan, condannata Latifi: è la donna che ricattava Calhanoglu

In seguito alla fine di una relazione col turco, la cantante Anita Latifi affermava di esser stata messa incinta e costretta ad abortire. Voleva solo estorcere denaro al giocatore.

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Era cominciata come una storia d'amore fra due talenti cristallini, è finita in tribunale. Nel 2014 Hakan Calhanoglu si era preso una cotta per la cantante Anita Latifi, che in quel periodo stava partecipando a un talent show in Germania. Il turco del Milan all'epoca era però già fidanzato con Sinem, la donna che poi ha sposato.

Una relazione, quella con Latifi, durata qualche mese, ma Sinem lo ha perdonato. A una condizione: Calhanoglu doveva troncare tutti i rapporti con l'amante. Detto, fatto. Hakan ha lasciato Anita che però non l'ha presa bene, per niente. E pochi mesi dopo è ripiombata nella sua vita con un'accusa bomba

Latifi aveva infatti dichiarato, per mezzo stampa, che Calhanoglu l'aveva messa incinta e che poi, non volendo riconoscere il bambino, l'aveva picchiata e costretta, a furia di pressioni psicologiche, ad abortire contro la sua volontà. Per questo Latifi, aiutata da un amico giornalista, chiedeva un risarcimento di 250mila euro.

Calhanoglu, condannata la donna che lo ricattava

Ora però la situazione è stata chiarita: la donna, infatti, non è mai rimasta realmente incinta. La sua era una menzogna atta solo a estorcere denaro all'attuale giocatore del Milan. Questo benché la Latifi, durante il processo, continuasse ad affermare di aver abortito.

Per questo la cantante ha patteggiato una pena di 70 ore di servizi sociali per falsa testimonianza e per diffamazione. Non solo però: perché presto si aprirà anche il processo contro l'amico giornalista della Latifi. La cosa più importante resta il fatto che Calhanoglu sia riuscito a dimostrare la propria estraneità ai fatti, perché le accuse erano davvero pesanti. E pazienza se quella scintilla d'amore si è spenta definitivamente in tribunale.

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