Sia lodato el Papu Gomez: tra sorrisi, balli e il sogno Atalanta

La paura in Ucraina, le fasce disegnate da Linda, i balli, il disco d'oro e il meraviglioso sogno nerazzurro: dietro il fenomeno Papu c'è un mare di passione.

26 condivisioni 0 commenti

di

Share

C’è la ruota della fortuna, poi c’è quella del Papu Gomez. Si tratta di una tavola nerazzurra con una grande freccia che gira e che si può fermare in tantissimi spicchi. Uno di questi è quello del gol: roba recente, location San Paolo e Sepe battuto. Risultato? Atalanta in semifinale di Coppa Italia. Magia. Poi, se la giri ancora, questa freccia si può fermare sulla parola… "Instagram". E allora come premio scatta il sorriso, quello di Alejandro Darío Gómez. Anzi, quello di El Papu.

Habemus Papu, gridano nelle strade di Bergamo i tifosi dell'Atalanta. Città fredda? Proprio no, forse sarebbe meglio definirla latina. Contagiosa. Merito del Papu Gomez, definibile in poche parole come un genio assoluto. Il Diez nerazzurro, oggi, nel suo ruolo è senza dubbio il migliore in Italia. Fondamentale per il fatturato dello spettacolo della nostra intera Serie A. Un uomo immagine totale.

Anche se ce lo hai contro, godi. A guardarlo si prova gusto, poche storie. Sorridi, ti fa passare la luna, ti mette allegria e soprattutto fa vincere. Lo sa bene Gasperini. E lo amano sempre di più i suoi 1.4 milioni di followers su Instagram. Calciatore sì, influencer pure. Stupendo l’ultimo post, quello di suo figlio che esulta con la maglia numero 10 davanti alla televisione dopo il gol di papà Papu. Gioco di parole e binomio imprescindibile per il genio argentino. Ah, ricordate quella scivolata da rosso sul figlio? Questione di passione e famiglia. E allora divertiamoci assieme a scoprire il meraviglioso mondo del Papu.

Gomez
Il meraviglioso mondo del Papu

Papà, capitano e influencer: ecco el Papu Gomez

A dire che è forte non ci vuole un genio. Ormai parlare di quanto sia dannatamente fantasioso ed efficace risulta quasi banale. Ma proviamo ad immaginarlo per un attimo in uno dei top 5 club a livello mondiale, insomma: questo Papu Gomez ci sta dentro eccome. Ciò che conta, però, è solo l'Atalanta. La sua Atalanta. Quella che porta a scuola l'Everton in Europa League e, per ultima, quella che elimina il Napoli in Coppa Italia. Da trascinatore e capitano, merito anche di... Linda. La bella moglie e speciale designer delle fasce del marito: "Sono io a disegnarle, le studiamo insieme in base agli eventi della sua vita o a speciali occasioni".

Da Papa Francesco a Holly e Benji, passando per Spiderman a molte altre. Questione di vita. Allegria. Quella che Gomez aveva perso durante la sua difficile esperienza al Metalist, in Ucraina, dopo aver accettato un'allettante offerta economica nel 2013, ma scappando subito l'estate seguente: "Misi a rischio la vita della mia famiglia".

Colpa della guerra, della gente che andava in giro armata per le strade con i fucili e della paura. Poi, l'Atalanta. Dal meraviglioso rapporto con la famiglia Percassi a quello con il popolo bergamasco. Che dopo l'ultima vittoria col Napoli ha accolto in aeroporto il Papu e i suoi compagni dimostrando ancora una passione infinita.

Ballerino super

Già, 'Baila como El Papu'. Tutto lo stadio, macché, tutto il mondo balla come El Papu. Una danza nata quando l’attaccante, squalificato per tre giornate da Tosel, entrò negli spogliatoi mettendosi a ballare per dimenticare. Improvvisando ritmi latini sulle note di Maldito Alcohol di Pitbull.

"Non avrò un Pallone d’Oro ma almeno ho vinto un disco d’oro". Perché un premio non si rifiuta mai, merito del tormentone creato dai suoi movimenti suadenti. Fuori, su Youtube, ma soprattutto in campo. Trascinando a suon di gol, assist e magie l'Atalanta in Europa. Da vero eroe.

Dal Cholo a Gasp

Sia lodato, El Papu. In origine fu la sua mamma a chiamare Alejando col dolce nomignolo Papuchi, colpa della piccola statura dicono. Dal Mondiale Under 20, vinto assieme a Banega, fino agli anni di Catania. Con Simeone, ritrovato dopo l'esperienza al San Lorenzo, ripudiato dai propri tifosi perché tifava Indipendiente. Roba imperdonabile da quelle parti. Come quel giorno quando, dopo essere stato espulso, i suoi tifosi applaudirono l'arbitro per averlo cacciato. Ma dicevamo, Catania, che storia: con il Cholo che lo rese grande e provò senza successo a portarlo con sé all'Atletico Madrid.

Fino all'Inter di Stramaccioni, pazza di lui, vicinissima un tempo a colorarlo di nerazzurro a tinte milanesi. Che poi il destino volle essere quelle bergamasche. Genuino, pieno di amore e voglia di stupire. 'Espugnando' il San Paolo e divertendosi sui social. E facendo ballare tutti, atalantini e non solo, proprio come El Papu.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.