Ronaldo e la bizzarra capigliatura al Mondiale 2002: ecco perché

A quindici anni di distanza, rivelato il motivo di quel look inconsueto del Fenomeno nei campionati del Mondo in Giappone e Corea del Sud.

Ronaldo esulta per la vittoria del Mondiale 2002

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Se in Italia dici "Giappone e Corea del Sud", magari aggiungendo anche "estate 2002" come riferimento temporale, nella mente di ognuno di noi non può che comparire una persona. Esatto, proprio lui, Byron Moreno, incubo di generazioni di italiani, l'arbitro che nella sfida contro i coreani padroni di casa spense prematuramente i sogni Mondiali di un'Italia, che all'epoca (bei tempi) era realmente competitiva per la vittoria finale.

Ok, dopo questo doloroso riferimento purtroppo necessario, possiamo di nuovo mettere da parte il rancore sempre vivo nei confronti del fischietto ecuadoriano e concentrarci sulla seconda immagine iconica di quel Mondiale asiatico, quella di Ronaldo (il Fenomeno, s'intende) che trascinò con 8 gol il Brasile alla vittoria finale, nonostante il discutibile taglio di capelli scelto per l'occasione.

Sì, parliamo di quell'orribile mezzaluna sopra la fronte, unica zona florida di una testa per il resto completamente brulla. Un look che generò dibattito, tra chi ne contestava il gusto, chi la considerava una mossa di marketing sbagliata e così via. E a distanza di quindici anni da quei Mondiali, Ronaldo ha svelato i motivi di quell'acconciatura, una semplice imitazione di Cascão, un cartone animato molto in voga in Brasile da cui aveva preso ispirazione.

Mondiale 2002, i capelli di Ronaldo hanno preso ispirazione da Cascão
Cascão, il cartone animato che ha generato i capelli di Ronaldo al Mondiale 2002

Ronaldo e quei capelli ai Mondiali del 2002

Un taglio che non piaceva nemmeno alla mamma, Sonia Nazario, che ha sempre detto di preferire il figlio completamente rasato. Il "dramma", però, è che quei capelli diventarono comunque una moda, soprattutto tra i tanti bambini innamorati del Fenomeno.

Ogni volta che vedevo un bambino con quel taglio di capelli - ha detto Ronaldo sorridendo - mi disperavo. Non era quello che volevo, non intendevo influenzare in quel modo.

Tra questi anche il piccolo Neymar, che all'epoca dei Mondiali 2002 aveva 10 anni e si era fatto trascinare dalla tendenza del momento:

Quell'anno mi feci anche io i capelli come lui - ha rivelato la stella del Psg - ma non mi ricordo molto bene. Comunque, quando parlo dei Mondiali, i primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Romario e Ronaldo. Sono due punti di riferimento per me.

Mondiali 2002, Ronaldo chiuse il torneo con 8 gol
Ronaldo ha trascinato il Brasile alla vittoria del Mondiale 2002

L'addio dal Barcellona come quello di Neymar

Chiarito una volta per tutte il dilemma su quel taglio di capelli, Ronaldo ha parlato indirettamente dell'addio di Neymar al Barcellona, identificandosi nei problemi vissuti dal suo connazionale: 

Mi sento molto più legato e grato al Real Madrid rispetto al Barcellona, nonostante abbia vissuto il mio migliore anno in Catalogna. Però l'epilogo della mia storia con il Barça è stato molto brutto, un po' come quello che ha vissuto Neymar.

Il Fenomeno ha poi esteso il discorso anche ad altri rapporti con il Barcellona interrotti da grandi brasiliani del passato:

Sono episodi che si sono ripetuti nel tempo, perché la direzione catalana ha fatto qualcosa di simile anche con Romario prima e Ronaldinho poi. Nonostante questo, Barcellona resta una città incredibile, con un club fantastico.

Che però, evidentemente, riesce molto più facilmente a legarsi a vita con gli argentini.

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