Ibrahimovic ancora titolare: il Manchester United frena di nuovo

Mourinho schiera ancora Ibra titolare dopo il ko di Bristol in League Cup e all'intervallo lo sostituisce con Lingard: l'inglese è decisivo con una doppietta per il 2-2 finale col Burnley.

Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Manchester United: sostituito all'intervallo contro il Burnley

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Il rientro di Zlatan Ibrahimovic tra i titolari del Manchester United a oltre otto mesi di distanza dall'ultima apparizione dal primo minuto in partite ufficiali con i Red Devils, non ha dato vita a un bottino esaltante, anzi. Due partite dal primo minuto dello svedese hanno portato a un'inattesa eliminazione in League Cup per mano del Bristol, formazione di Championship, e un pareggio interno a Old Trafford contro il Burnley, una delle sorprese della Premier League 2017/2018. Così, se nella serata dell'Ashton Gate Stadium, coincisa con il ko nei quarti di finale di League Cup, Zlatan non aveva incantato ma era andato a segno su calcio di punizione - complice anche una distrazione del portiere del Bristol Steele - a Old Trafford contro i Clarets nel Boxing Day Ibrahimovic ha confermato una sensazione: la migliore condizione è ancora lontana e l'intesa con Lukaku non è ancora stata registrata.

Un dato anche comprensibile dopo un intervento al ginocchio destro. A 36 anni, un crack che tocca tutti gli sportivi, anche gli atleti di ferro come lo svedese. Schierato quasi in verticale rispetto all'attaccante belga, Ibra non ha offerto i suoi soliti lampi, ma José Mourinho sembra convinto del fatto che dargli spazio sia l'unico modo per riportarlo ai livelli di un tempo. Una scommessa, quella del portoghese, che segue l'atto di fiducia riposto in Ibra durante la scorsa estate, con un contratto annuale offerto mentre era nel pieno della riabilitazione.

L'accoppiata con Lukaku, così, rischia di diventare un equivoco tattico per il Manchester United: una situazione già affrontata ai tempi del Paris Saint-Germain, quando Zlatan si pestava i piedi in campo e nello spogliatoio con Edinson Cavani. Alle lamentele filtrate dallo spogliatoio per voce del centravanti ex Chelsea e riportate dal Daily Mirror, Mourinho ha replicato al fischio finale della partita contro il Burnley:

Ci sono spazi in cui un numero 10 si muove abitualmente e nei quali anche Ibrahimovic, pur essendo un numero 9, può dar vita a giocate decisive.

Premier League, Ibrahimovic: due partite da titolare, un ko e un pareggio

Contro il Burnley, Mou ha deciso di fare a meno di Zlatan dopo 45 minuti: per rivedere l'Ibrahimovic decisivo della scorsa stagione in casa Manchester United, servirà del tempo. Nella sfida di Old Trafford, con il Burnley avanti di due reti all'intervallo grazie alle reti di Barnes e Defour, lo Special One ha richiamato Zlatan e Rojo, inserendo Mkhitaryan e Lingard. L'armeno ha preso possesso della regia, il 25enne inglese è stato decisivo con una doppietta per il 2-2 finale.

Alle due reti di Lingard, che hanno evitato l'aggancio del Chelsea in seconda posizione e la seconda sconfitta interna in Premier League dopo quella contro il Manchester City, lo United deve sommare l'amarezza per la mancata vittoria e la necessità di ritrovare il miglior Ibrahimovic.  Zlatan respira l’odore dello spogliatoio e del campo, ma al momento lascia in dote la sensazione di essere alla ricerca di certezze: il modo in cui va giù con troppa facilità al contatto con gli avversari ne è un esempio. Raramente, in 18 anni di carriera, lo avevamo visto così.

Al momento, il gigante di Malmö appare leggermente indietro rispetto alla tabella di marcia post-infortunio. Il rientro in Premier League era avvenuto il 18 novembre, con 13 minuti nel 4-1 interno al Newcastle. Minutaggio raddoppiato una settimana dopo nell'1-0 al Brighton, seguito da scampoli contro il Watford (vittoria per 4-2) e nel derby contro i Citizens. Una serie intervallata dai 16 minuti vissuti da protagonista nel ko di Basilea in Champions League.

Forse l'eco di quella serata del 20 aprile, quando nei quarti di finale di Europa League contro l'Anderlecht aveva riportato la rottura del legamento crociato anteriore e posteriore, è ancora troppo viva. Con un curriculum fatto di 482 reti tra club e nazionale e 32 trofei vinti, Mourinho ne è certo, tornerà quello che è stato in passato, ma i primi passi da titolare nella stagione 2017/2018 dimostrano che un ko al ginocchio è difficile da dimenticare per tutti. Anche se sei un gigante di ferro, e ti chiami Zlatan Ibrahimovic.

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