I consigli dell'esperto: il cibo per i calciatori durante le feste

Il nutrizionista Stephen Myers ai calciatori professionisti in vista delle festività: concessi carne e verdure, ma a tavola la parola chiave è equilibrio.

Festività natalizie, occhio alla bilancia per i calciatori professionisti

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Le festività natalizie, in particolare in Premier League ma dall'inverno 2017 anche in Serie A, fanno rima con calcio e punti preziosi in palio in campo. A un calendario fitto di impegni sul rettangolo verde, fa da contrappeso un'intensa serie di tentazioni alle quali non cedere a tavola. O meglio, alle quali avvicinarsi come avversari da studiare con attenzione: parola del nutrizionista Stephen Myers

Sulle colonne del Mirror, lo specialista ha cercato di rispondere ai principali interrogativi riguardanti gli sportivi, nel dettaglio i calciatori, professionisti: quanto dovrebbero allenarsi in questo periodo? Cosa possono mangiare e bere? E soprattutto, possono affrontare un cenone senza ripercussioni?

La chiave di volta è la moderazione. La nutrizione è fondamentale, soprattutto se l’evento sportivo è dietro l’angolo. Anche nel giorno di Natale, quindi, l’allenamento deve essere supportato da un piano alimentare in grado di eliminare grassi e zuccheri in eccesso. Nel mondo del calcio, Myers punta tanto sulle buone intenzioni degli atleti:

Per rifiutare una tavoletta di cioccolato occorre essere circondati da un buono staff, ma in particolare serve grande forza di volontà.

Premier League, zero soste per Natale e Capodanno
Premier League, nessuna sosta per Natale e Capodanno: cosa mangiano i calciatori?

Cosa possono mangiare i calciatori professionisti durante le feste?

Cambiare programma di allenamento o lavorare come se i giorni coincidenti con le festività natalizie, o il Capodanno, valgano come gli altri? La domanda diventa vana se rivolta ai calciatori militanti in Premier League, in campo anche tra il 30 dicembre e il 3 gennaio. Allargando lo sguardo a Italia, Germania, Francia e Spagna, tanto per restare ai principali campionati europei - nei quali il 31 dicembre è un giorno di festa - l'interrogativo è lecito. Myers ricorda un esempio, quello dell'ex multiplista e velocista britannico Daley Thompson

Una volta Thompson ha sostenuto di essersi allenato due volte nel giorno di Natale e che questo gli aveva garantito un vantaggio sugli avversari che non si erano allenati. Questo non è esatto. Solitamente, è sufficiente allenarsi come gli altri giorni per tenersi in adeguata forma. L'esercizio fisico impoverisce le riserve di glicogeno nei muscoli e gli studi hanno dimostrato che queste riserve vengono rifornite meglio nelle ore appena successive all'allenamento.

Nel calendario di chi gioca a calcio, Natale e Capodanno rappresentano ostacoli pericolosi per la forma fisica. Così, se al mattino lo sportivo avrà eseguito un'intensa sessione di allenamento, assicura il nutrizionista, potrà anche concedersi qualche extra a tavola. Uno dei piatti principe del Natale è il tacchino, che garantisce una buona quantità di proteine. Qualche fetta, allora, sarà, concessa. E in corner, ci potrebbe essere spazio anche per i "pigs in blankets", che spopolano di questi tempi nel Regno Uniti: wurstel in sfoglia, da concedersi una tantum. Per accompagnare la carne, meglio delle salutari verdure, cavoletti di Bruxelles su tutte. A un patto: che nei piatti ci siano colori differenti, che corrispondono a un variegato introito di vitamine: il giusto apporto energetico senza troppe calorie. Ottima soluzione per rinunciare ai carboidrati in eccesso, in agguato sulle tavole natalizie.

Concedersi qualche distrazione, ma senza esagerare. Per Myers è questa l'unica ricetta possibile da consigliare a chi vive di calcio. Indugiare influirebbe sulle prestazioni degli sportivi, che fanno della forza fisica l'ingrediente numero 1 della loro pratica quotidiana. Vale per tutti, in particolare per i calciatori di Premier League in campo in questi giorni, tra Boxing Day e primo del 2018. Per non vedersi costretti a utilizzare GPS per monitorare gli esercizi svolti dai propri calciatori, come fatto dal Paris Saint-Germain per i giorni di riposo dei tesserati, bastano pochi ma necessari passi.

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