Un anno di calcio, il pagellone del 2017: promossi e bocciati

Bene Juventus e Manchester City, male Milan e Leicester, un altro Pallone d'Oro per Ronaldo: ecco le pagelle di fine anno.

34 condivisioni 15 commenti 0 stelle

di

Share

Dicembre è tempo di bilanci, di voti. Si tira una riga e si riparte. Chissà se ci riuscirà anche il Milan, uscito disastrato da un anno pieno zeppo di attese: il closing, la nuova società, la telenovela Donnarumma, il calciomercato estivo. Alla fine il campo ha parlato: bocciatura per Montella, Gattuso già rischia. Parecchie delusioni, considerando anche che un anno fa una squadra meno attrezzata alzava la Supercoppa italiana. 

All'estero spiccano Manchester City e Real Madrid, ma anche il Barcellona è in ripresa. Clamorosamente bocciato dal Bayern Ancelotti, e l'Italia lo attende, ma lui ringrazia e rifiuta. La Nazionale, la Svezia, i Mondiali che mancheranno: bocciato Ventura, nessuna possibilità di recuperare il debito, bisognerà aspettare il Qatar per vedere ancora gli azzurri competere nella competizione più ambita.

Cristiano Ronaldo afferra il Pallone d'Oro, Messi spalanca le braccia e si prende il Bernabeu. Ci siamo, eccoci: questi i promossi e i bocciati del 2017.

Pagellone del 2017: i promossi

La Juventus di Allegri, voto: 7,5

Juventus ancora una volta campione.
Max Allegri riguarda il 2017 bianconero e sorride, nonostante tutto.

La regina si riconferma tale, un po' di trucco però è calato: seconda finale di Champions persa in tre anni, ma la Juventus era sempre lì. E ha conquistato di nuovo lo scudetto, e ha alzato ancora una volta la Coppa Italia. Gli scontri diretti la premiano sempre. I bianconeri hanno dentro una ferma consapevolezza: in Italia sono i migliori. Qualcuno la pensa diversamente? Pazienza, loro se ne fregano e continuano a vincere.

Allegri ha saputo rinnovare la squadra per l'ennesima volta. Lascia in panchina Dybala e vince. Cambia modulo e vince. Finché non inizierà a perdere qualche certezza, finché il castello bianconero non mostrerà una prima crepa, ci sarà poco da fare. Con buona pace di Napoli e Roma, forti ma per il momento non abbastanza, comunque promosse entrambe: 7 per Sarri e il suo bel gioco, 7 per Di Francesco e i suoi. E diamo un 10 a Francesco Totti: il suo addio al calcio resterà uno dei momenti più tristi e più intensi dell'anno che sta passando.

Il Real Madrid di Zidane, voto: 8

Real Madrid piglia tutto.

Il Clasico perso e i punti di distacco dal Barcellona non cancellano un'annata straordinaria per i ragazzi di Zidane: Liga, Champions League, Supercoppa Uefa, Supercoppa di Spagna e Mondiale per Club. I bianchi di Madrid si sono presi praticamente tutto, lasciando al Barcellona la consolazioni della Coppa del Re. Cristiano Ronaldo ha trascinato i suoi e ha conquistato il suo quinto Pallone d'Oro: un 9 se lo merita. Promosso a pieni voti anche Modric, maestro d'orchestra del centrocampo. 

Da questo inizio di campionato ci si aspettava di più, è vero. Il ritardo nella Liga è parecchio, difficile al momento anche solo ipotizzare una rimonta: il Barcellona sta correndo troppo, ha vinto lo scontro diretto, naviga a vele spiegate verso la vittoria. Ma non possiamo dare per spacciati Cristiano Ronaldo e compagni: un tasso tecnico formidabile e un Mondiale per Club in tasca. La sfida continua, sul campo e su Fox Sports. C'è ancora tanto da vivere. E arriviamo così al voto blaugrana:

Il Barcellona di Valverde, voto: 7

Messi al Bernabeu.
Messi vuole soffiare il Mondo al Real Madrid, e pare ci stia riuscendo.

Non ha vinto molto, nell'anno appena trascorso, solo una Coppa del Re. Nonostante le festività natalizie, la pancia non è ancora piena e in campo si vede: il Barça domina, Valverde ha saputo trasformare una squadra orfana di Neymar e inserire in campo pedine importanti come Paulinho, nello scetticismo generale. Messi continua a fare il Messi, non si può non promuovere. Almeno fino al suo ritiro. I blaugrana oggi sono cinici e spietati, forse hanno perso il palleggio e il tiki taka ma hanno guadagnato molto in termini di attacco della profondità e di solidità difensiva. Una macchina da guerra che ha già messo le mani sulla Liga. E lo ha fatto, lo ripetiamo, senza l'aiuto di...

Neymar, voto: 222

Neymar, nel 2017 dal Barça al Psg.
Neymar brilla e si vede.

Come i milioni sborsati dal PSG per la sua clausola rescissoria. L'acquisto più oneroso della storia del calcio è servito, il 2017 ci offre una portata di tutto rispetto, direttamente dal migliore ristorante di Parigi. Quante Stelle Michelin per il trio Neymar-Mbappé-Cavani? Quante bastano per accaparrarsi la Ligue 1 già dicembre. Ma basteranno per arrivare in fondo alla Champions League? Difficile dirlo oggi, ma di sicuro con un Neymar in più le possibilità aumentano.

Lui ha già prenotato il Pallone d'Oro, sta solo aspettando che Messi e Ronaldo appendano gli scarpini al chiodo. Poi la Stella Michelin sarà lui in persona, in tutto il suo splendore. Senza altre luci intorno, che per il momento però sembrano non avere alcuna intenzione di spegnersi.

Il Manchester City di Guardiola, voto: 7,5

Guardiola, il Manchester City al governo.
Guardiola&City: a Premier League story.

Ci ha messo un po' a carburare, è vero. Ma oggi sembra veramente essere arrivato alla sua forma definitiva: ha assorbito gli avversari, giornata dopo giornata è diventato sempre più forte. L'unico che può fermare il Manchester City di Guardiola, al momento, sembra Gohan. Fuori dal mondo dei manga, però, i Citizens hanno pochi rivali. Guardiolismo applicato, i giocatori seguirebbero il loro allenatore fino ai confini del palleggio conosciuto e oltre. A dicembre, Premier League in tasca e obiettivo Champions in testa.

In Inghilterra ci sentiamo di promuovere anche il nostrano Antonio Conte, che ha vinto il campionato a maggio e merita almeno un 7. La tradizione degli italiani all'estero continua. Per par condicio (e perché è giusto così) chiamiamo in causa anche l'altro lato di Manchester, che sotto la guida del solito, internazionale Mourinho alza al cielo l'Europa League, mentre Ibrahimovic alza al cielo se stesso e recupera dal grave infortunio. Promosso anche lui.

Ibrahimovic e la Coppa.
Alzala, Ibra!

Note dolenti: i bocciati del 2017

Milan, voto: 4

Milan, partenza terribile.
Le facce dei giocatori del Milan dicono tutto.

Volevo dirti tante cose ma non so da dove iniziare: sulle note di uno dei più grandi successi di questo 2017, il Milan non c'è. In casa rossonera va tutto male, i tanti acquisti del calciomercato stanno deludendo, l'esonero di Montella non ha portato i benefici sperati: Gattuso ha urlato Faccio un casino! ma non è riuscito a dare la scossa a un ambiente palesemente depresso. Tutti sotto accusa, da capitan Bonucci a Donnarumma, al centro della bufera come Mirabelli e Fassone.

In estate si parlava di scudetto, ora il Milan galleggia a metà classifica e non pare avere la forza di rialzarsi. Una stagione di transizione, certo. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti, l'euforia per il ritorno in Europa (uno dei pochi aspetti positivi del 2017 rossonero, cammino nel girone compreso) si è sgonfiata in poco tempo. C'è bisogno di una profonda riflessione, di trovare l'errore e di correggere il bug. Altrimenti niente Disco d'Oro

L'utilizzo del Var, voto: 5

Lazio-Crotone, disastro Var.
Foto di squadra. O quasi.

Intendiamoci: si parla dell'utilizzo che se ne fa, non della tecnologia in sé. Quella ormai è imprescindibile, vedere alla voce "Gol non dato a Messi". E infatti in Spagna verrà introdotta a partire dalla prossima stagione. Questione di futuro, di progresso: la tecnologia c'è ed è bene utilizzarla. Di più: è bene utilizzarla bene. In Italia le polemiche sembrano addirittura aumentate rispetto allo scorso anno. La Lazio ultimamente ha recriminato per i troppi torti subiti, mentre a Marassi Torreira parava un tiro e nessuno vedeva niente. Due pesi, mille misure, nessuno capisce quali siano le responsabilità. E la tempesta Var soffia forte anche in Germania. Per il momento, introduzione promossa e utilizzo bocciato. Chi non è d'accordo può rivedere tutto al Var, se vuole. Osvaldo, nel frattempo, preferisce andare al bar.

Leicester, voto: 5

2017, il Leicester crolla.
La triste fine delle miracolose volpi

Impossibile dimenticare la storica cavalcata che ha visto il Leicester trionfare in Premier League, nel 2016. Ranieri sugli scudi, Vardy animalesco, il genio di Mahrez, i chilometri macinati da Kanté, la genuina brutalità di Hutt e Morgan. Una favola, come altro definirla? Il libro però nel 2017 è stato chiuso e relegato in mansarda. Un cimelio, un qualcosa da lasciare lì. Tutto passato, torna la normalità, il Chelsea trionfa e i campioni... Arrivano dodicesimi. Il bis delle volpi era poco probabile, sì, ma la caduta è stata troppo rapida. L'esonero di Ranieri, Mahrez al centro del mercato, i riflettori che si spostano. Il circo è già finito, ma quanto ci ha fatto divertire nel 2016. Speriamo arrivi presto un altro Leicester, lo aspettiamo come si aspetta Babbo Natale. Una fiducia incondizionata nel bello del calcio.

La Nazionale italiana, voto: 0

Nazionale, niente Mondiali.
Nessuno sconto, azzurri bocciati.

Nessuna scusa, nessun conforto, solo rimpianto e rimorso: certe volte capita che, appena prima di dormire, sembra di sentire la parola "Mondiali", ma l'Italia non parteciperà. E fa male un po'. Gli azzurri non prenderanno parte a Russia 2018, la sentenza del campo, la Svezia che ci butta fuori con un tiro deviato e la porta inviolata. Il fallimento della Federazione e del suo uomo, Gian Piero Ventura. Un qualcosa che non ci voleva. O forse sì. Ora si parla di ricambio, di rinnovamento del sistema calcio, di ricostruzione. Non potrebbe essere altrimenti: siamo al punto 0, come il voto che merita la Nazionale italiana nel 2017.

Bonus track

Chiudiamo con una veloce carrellata: 8 all'Atalanta di Gasperini, protagonista anche in Europa; 7,5 alla Lazio di Inzaghi, una sorpresa bellissima (Milinkovic e Luis Alberto compresi nel voto); in ripresa anche l'Inter, ma aspettiamo giugno per promuovere i nerazzurri, che sono bravi ma ogni tanto non si applicano. Rimandato l'Atletico del Cholo, promossi Zaza e il suo Valencia, così come l'attacco del Celta Vigo guidato da un grandissimo Iago Aspas. In Bundesliga promossi Nagelsmann e Tedesco, bene il Bayern Monaco che si conferma il migliore della classe. Dilemma Ancelotti: bocciato o rimandato? Nessun voto, per il momento. In attesa di quel telefono che suona ogni sera, alle porte dell'Universo: una chiamata per la Nazionale italiana, lo sperano in tanti, per il momento il suo è un no.

Comunque vada, che il Milan si ripenda o meno, che Neymar spodesti Messi e Ronaldo oppure no, che Ancelotti accetti o non accetti la guida degli azzurri; comunque vada, dicevamo, una cosa resta: l'anno che sta arrivando tra un anno passerà. Il calcio si prepara, è questa la novità.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.