Clasico, i ricordi di McManaman: l'hotel assediato e il ritorno di Figo

Quattro anni al Real Madrid, l'ex centrocampista inglese ricorda l'accoglienza ricevuta a Barcellona e quella volta che lanciarono una testa di maiale al portoghese.

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Nessun calciatore britannico ha vinto all'estero più di lui, tanto per immaginare la rilevanza delle sfide vissute e raccontate. Radici da tifoso dell'Everton, passato da estroso centrocampista di spessore internazionale con le maglie di Liverpool, Real Madrid e Manchester City, un brillante presente da commentatore televisivo. Steve McManaman non è mai banale quando parla di calcio giocato: i suoi racconti sul Clasico, vissuto contro il Barcellona con la maglia delle Merengues, non hanno tradito le attese.

In un'intervista diffusa da Dazn, McManaman, oggi 45enne, si è soffermato sui ricordi riguardanti le sfide ai blaugrana vissute con la maglia del Real Madrid, dove era arrivato a costo zero nel 1999. Al Santiago Bernabeu ha vinto due Champions League (unico inglese a riuscire nell’impresa con una squadra straniera), altrettanti campionati spagnoli, una Supercoppa di Spagna, una Supercoppa Europea e una Coppa intercontinentale.

Secco e preciso come i dribbling con i quali si era guadagnato il soprannome di Dandy del Merseyside ai tempi del Liverpool, complice l’elevato indice di gradimento per il gentil sesso, McManaman non ha lesinato particolari e curiosità sul Clasico:

Quando andavamo a giocare a Barcellona, ricordo la presenza di loro tifosi fuori dall’hotel. Facevano sempre baccano, in modo da non farci riposare. Quando uscivamo dalla struttura, c'era sempre uno spazio di pochi metri in cui il bus non era vigilato. Non avete idea della quantità di oggetti che ti lanciavano. Noi per evitare colpi ci mettevamo tutti nel corridoio.

Clasico, i ricordi di McManaman: "Mai visto tanto odio come contro Figo"

Con la maglia del Real Madrid Steve McManaman ha collezionato 158 presenze in quattro stagioni, condite da 14 reti e 5 assist. Ottimo il suo ruolino di marcia nel Clasico: contro il Barcellona, in sette incroci, non ha mai perso: 3 vittorie e 4 pareggi, bilancio condito da un gol. I trascorsi nel campionato inglese lo portano anche a un confronto tra l'accoglienza ricevuta in Catalogna con i blancos e il metro di giudizio britannico:

Se quello che succedeva a Barcellona fosse successo in Inghilterra, più di qualcuno sarebbe finito in carcere. Ma quando si giocava contro di loro era tutto normale.

E pensare che al Camp Nou McManaman avrebbe potuto giocarci da padrone di casa: nel 1997, quando la dirigenza del Liverpool era stanca dei suoi comportamenti vivaci fuori dal campo, lui rifiutò a più riprese il rinnovo. I Reds provarono a cederlo al Barcellona prima e alla Juventus poi, ma i blaugrana gli preferirono Rivaldo e il talentuoso centrocampista disse di no al trasferimento in Italia. Un addio posticipato solo di due stagioni. I ricordi del Clasico da calciatore del Real Madrid, però, sono ancora vivi:

Era una follia. Non sono più tornato a vedere un Clasico al Camp Nou dopo gli anni al Real Madrid. Ho visto delle partite di Champions, ma non un Clasico.

McManaman era in campo quando il 23 novembre del 2002 si giocò una delle tappe più clamorose nella storia del Clasico: Barcellona contro Real Madrid, terzo ritorno di Luis Figo al Camp Nou dopo il trasferimento dell'estate 2000. Ai fischi e agli striscioni del biennio precedente, subentrò una nuova forma di dileggio: minuto 69, il portoghese va a calciare dalla bandierine e gli arriva addosso di tutto. Bottiglie, accendini, monetine, anche una testa di maiale essiccata, della quale il numero 10 dei blancos non si accorse. Il britannico ricorda tutto nitidamente:

Verso Luis lanciarono tutto quello che avevano in tasca. Un livello di odio altissimo. Mai visto nulla di simile.

Altri nomi, altro calcio, stessa carica emotiva che avvicina al match. Oggi Zinedine Zidane, ex compagno di squadra di McManaman, allena il Real Madrid. Alle 13 (diretta su FOX Sports HD, canale 204 di Sky) sarà ancora una volta Clasico.

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