Essere Mark Lenders: la lotta eterna per spezzare le onde e il destino

Essere Mark Lenders significa fare proprio il concetto stesso di Tiro della Tigre: spezzare la cima delle onde, sfidare il destino crudo e il sorriso infantile di Holly e Benji. Essere Mark Lenders vuole dire, alla fine, non piegarsi.

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Essere Mark Lenders non vuole dire, banalmente, essere l’avversario per Holly e Benji, nel celebre manga e cartone giapponese. Essere Mark Lenders non vuol dire solo il Tiro della Tigre, che spacca in senso letterario la rete.

Essere Mark Lenders in "Capitan Tsubasa" vuol dire una leadeship carismatica forte, prepotente, preponderante. Essere Mark Lenders significa travolgere, non avere argini, con la potenza di un torrente in costante, massima piena.

Essere Mark Lenders vuol dire vivere la vita con la manica alzata sopra il braccio, arrotolata, ad esporre molta più parte di sé al vento, al freddo, alle ingiustizie climatiche, morali, che il destino riserva. Essere Mark Lenders vuol dire avere una nobiltà profonda. Essere Mark Lenders vuol dire non piegarsi, mai. Neppure di fronte alla morte.

Il duello tra Holly e Mark Lenders è leggendario
Il duello tra Holly e Mark Lenders è leggendario

Essere Mark Lenders: tutto quello che devi sapere per provare ad imitarlo

Mark Lenders non ha una vita facile. Esce però fuori dalla retorica banale della vita dura che lo indurisce. Semplicemente non si piega mai. Non ha mai la faccia pulita, anche infantile, di Holly. Ha i capelli lunghi, furiosi sulle spalle. Non conosce il sorriso aperto dell’attaccante della New Team. Essere Mark Lenders significa, a 9 anni, confrontarsi con il vero avversario, che in effetti circonda sempre il campo, lungo, lunghissimo, del manga e del cartone di calcio più celebre al mondo. Essere Mark Lenders significa confrontarsi con la morte, con il fato. Con le decisioni che non vengono prese a tavolino, quelle che ti vengono schiaffate in faccia, a stravolgere l’andamento previsto.

Mark Lenders è la faccia oscura della luna per Holly. Sono rivali da sempre, non potrebbe essere altrimenti: essere Mark Lenders è anche scacciare l’ingenuità, i sentimenti semplici che a volte sembrano possedere la New Team. Mark Lenders non chiede di passare al lato oscuro, perché nessuno l’ha chiesto a lui: a 9 anni perde il padre, comincia a lavorare per portare a casa i soldi. Ha un mentore, un allenatore, che a sua volta sembra in credito con la vita: Jeff Turner non è un personaggio positivo, quasi mai: è duro, è spesso attaccato o accostato alla bottiglia, è un vecchio rimasuglio di quello che poteva essere un grande allenatore. Ha qualcosa in comune con Mark: una nobilità di fondo, che gli porta ad insegnare ed affinare il Tiro della Tigre, il vero e proprio marchio di fabbrica di Lenders.

Capace di bucare la rete, capace di essere imparabile, capace di non sopportare resistenze: ne sa qualcosa Alan Crocker, vice di Benji, che proverà a deviarlo, per essere trascinato in rete, nonostante Holly provi ad aiutarlo a resistere aggrappandosi alla sua gamba. Il Tiro della Tigre è in linea retta, come la morale di Lenders: non conosce chiaroscuri, ma vive un suo tetro realismo, spaccato a volte da sorrisi accennati. Lo affina in sfiancanti allenamenti in riva al mare, perfino in una tempesta, tirando contro le onde, spezzandone il fronte compatto, arrivando a colpire perfino un falco in volo. Il mare contro Mark Lenders: se ci fossero filosofi di “Holly e Benji”, forse potrebbero teorizzare la sua ribellione al destino. Il tiro della Tigre è questo: un sasso lanciato contro l’oceano straripante della vita e della morte, che non rispetta nulla, neppure il vincolo stretto, sacro, tra figlio e padre. Neppure l’innocenza di un bambino. Per questo Lenders sembra un adulto in mezzo a tanti fanciulli: ha perso qualcosa, e aggredisce impazzito per addentarla di nuovo, riaverla tra le mani, riprendersi tutto. 

La contrapposizione è vita per Lenders
La contrapposizione è vita per Lenders

Storia e ossessioni di Mark Lenders in Capitan Tsubasa 

Per questo vive come una specie di ossessione il confronto con Benji Price. Perché c’é qualcosa che li lega nel profondo, e per questo vuole per forza che anche lui si pieghi al tiro della Tigre, dalla distanza, da fuori area. La contrapposizione è vita per Lenders, è lotta contro la morte. Non può sfuggire alla sua legge implacabile: ogni volta che Benji para, è l’onda che lo travolge, che vince, fino a portarlo ad andare perfino contro gli interessi della sua squadra, pur di spezzarla di nuovo. Viene premiato: è uno dei pochi (assieme a Karl Heinz Schneider e a Shunko Sho) ad aver segnato più di un gol a Benjamin Price nel corso della stessa partita. Mai da fuori area, comunque. Anche Schneider, che sembra poterlo battere in potenza, alla fine deve piegarsi, nonostante la prima vittoria in amichevole (che lo porta a forgiare il Neo Tiger Shot, con un pallone 3 volte più pesante del normale, e ad avere un confronto fisico con Benji, metafora della sua ossessione continua). In finale travolgerà Schneider, spezzando poi il polso al portiere della Germania Ovest, segnando la rete del 2-1.

Prima alla Muppet, poi a Toho, poi la vittoria con Holly del campionato del mondo giovanile (una specie di crasi che spezza l’ordine dell’universo, un dream-team che va a levigare l’asprezza dello scontro tra Holly e Mark, in qualche modo, in nome di valori sportivi che vanno oltre, in nome della cara vecchia stima ed amicizia tra avversari), poi l’arrivo al Piemonte FC, in effetti la Juventus, in Italia, lontano da Holly, come una specie di maturazione definitiva (fatto sta che dovrà anche affrontare una riabilitazione fisica, come una nuova nascita, per lo sviluppo eccessivo dei suoi muscoli - poi passerà pure in prestito alla Reggiana). Rispetto a Capitan Tsubasa, Kojiro Hyuga, questo il suo nome giapponese, preferisce la potenza pura: a livello tecnico non è allo stesso livello di Holly (che infatti veste la 10), per sua stessa ammissione, in più occasioni ha comunque dimostrato di essere in grado di realizzare anche giocate estremamente raffinate e complesse. Da punta centrale di livello superiore. Anche lui ha un suo sentimento, profondo, di amicizia (con Mellow è legato da uno stretto rapporto, fortissimo) , comunque subordinato al suo ego, alla sua personale ossessione, alla sua lotta vitale.

Mark Lenders è sempre teso verso il suo unico scopo
Mark Lenders è sempre teso verso il suo unico scopo

In uno scontro alle medie con Julian Ross, il campione di cristallo (forse la sua antitesi fisica), lo vede uscire infortunato, si preoccupa. Viene rimproverato dal suo ex-allenatore, che lo paragona prima ad una donnicciola sentimentale che prova compassione per i suoi avversari, e poi ad una tigre in gabbia. Una tigre in gabbia, che non riesce mai a divincolarsi, in eterna lotta con le sbarre del destino. Che potrebbe magari evitare, strisciando fuori. Ma decide di continuare a combattere. In linea retta, come il suo tiro leggendario, capace di spezzare la cresta delle onde, in continua sfida con il suo destino, come calciando un pallone tre volte più pesante del normale.

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