Giocava con Beckham, ora è sacerdote: la storia di Philip Mulryne

Ex centrocampista del Manchester United ai tempi di Beckham, ora è un frate dominicano in Irlanda del Nord: "Diciamo che ho un nuovo allenatore".

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In campo, era un centrocampista tutto polmoni e pressing: doti messe in mostra dal 1997, anno dell'esordio con la maglietta del Manchester United. 14 ottobre, 2-0 all'Ipswich Town in Football League Cup, gioia bissata in campionato nel maggio 1998 contro il Walsall. Da una cattedrale del calcio come Old Trafford alle chiese vere e proprie, il passo è stato lungo 20 anni. A compierlo Philip Mulryne: un tempo mediano, oggi sacerdote. Anzi, frate dominicano. 

Nordirlandese, classe 1978, Mulryne oggi è "padre" Philip: già, perchè Mulryne, che è stato ordinato diacono nel 2016, ha deciso di sposare la causa del sacerdozio, senza però rinnegare la vita da calciatore. Passata per quattro stagioni e 161 presenze con il Norwich e le esperienze con Cardiff City e Leyton Orient, vestendo anche la divisa dell'Irlanda del Nord in 27 occasioni (con 3 reti).

Oggi Mulryne ha fatto voto di povertà, una scelta maturata negli anni, che lo stesso ex centrocampista ha raccontato:

Nella mia carriera di calciatore mi è capitato di prendere decisione sbagliate fuori dal campo di gioco. A volte, quando siamo infelici, cerchiamo la felicità in cose che in realtà poi ci fanno sentire peggio. Allora ho iniziato a pormi domande più profonde. 

Mulryne, da compagno di Beckham a sacerdote: che percorso

Sul campo, dopo gli esordi con il Manchester United e le stagioni vissute in seconda serie, Mulryne ha concluso la carriera giocando qualche incontro di terza divisione e ritirandosi nel 2008, dopo esser stato tesserato per una società di settima categoria. Poi, la "chiamata". Con la maglia del Manchester United, Mulryne aveva condiviso lo spogliatoio con Roy Keane e David Beckham: momenti indelebili ma lontani, ora che il suo allenatore non è più Sir Alex Ferguson, ma Dio. Lui ci scherza su:

A livello personale sono campioni che mi hanno insegnato cosa significa essere disciplinati e come lavorare sodo per raggiungere quello che vogliamo. Ho un superiore che a suo modo è un allenatore e la vita come religiosa è regolare e disciplinata.

Il calcio, però, non è fuori dagli interessi dell'ex centrocampista, che il prossimo 1 gennaio festeggerà 40 anni.

Seguo ancora Manchester United, Norwich e la nazionale dell’Irlanda del Nord. Certo che mi piace seguire il calcio.

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