MMA, Inside the Cage: UFC 219, Khabib Nurmagomedov vs Edson Barboza

Co-main event da sogno in occasione di UFC 219: Khabib Nurmagomedov affronta Edson Barboza.

UFC, Khabib Nurmagomedov

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Tempo di grandi ritorni. A UFC 219, in data 30 dicembre, tornerà in scena il samboka prestato alle MMA per antonomasia: Khabib "The Eagle" Nurmagomedov (24-0). Khabib è la prova che anche un repertorio limitato supportato dall'eccellenza in un campo del combattimento, può condurre ai massimi livelli dello sport.

Nurmagomedov ha un impressionante record di ventiquattro vittorie e nessuna sconfitta. Una fetta del pubblico accusa il russo di aver "costruito" il suo record con match ad hoc nella sua Russia. L'accusa risulta parzialmente condivisibile, ma il russo ha ampiamente dimostrato il suo valore nella categoria dei leggeri UFC, domando atleti del calibro di Rafael dos Anjos, Abel Trujillo e Michael Johnson.

Il tanto agognato match che lo avrebbe visto opposto a Tony Ferguson è saltato così tante volte, per colpe reciproche, che si fa fatica ormai ad immaginarne l'effettiva realizzazione. Ma Khabib tornerà in scena, nel co-main event della serata, contro Edson "Junior" Barboza (19-4), temibile e rinomato striker, protagonista di KO davvero da memorabilia.

UFC, Nurmagomedov festeggia
Khabib Nurmagomedov alza le braccia in segno di vittoria

UFC 219, il ritorno in gabbia di Khabib Nurmagomedov

La vera prova del nove per Khabib Nurmagomedov, risponde al nome del brasiliano. Edson Barboza infatti è protagonista di una fantastica e crescente evoluzione all'interno dell'ottagono UFC. A quota tredici vittorie e quattro sconfitte nell'organizzazione e adesso con una striscia positiva di tre vittorie consecutive, Barboza, dopo la sconfitta subita per mano proprio del campione ad interim Tony Ferguson, ha offerto tre delle migliori prestazioni della sua carriera, tutte in crescendo. Anthony Pettis, Gilbert Melendez e Beneil Dariush sono vittime illustri nel palmarès del brasiliano, che come il russo punta a una chance titolata. Khabib fra il 2009 e il 2010 ha collezionato due medaglie d'oro ai Mondiali di Combat Sambo, rispettivamente nelle categoria -74 kg e -82 kg. Questo la dice lunga e fa ragionare sull'origine dei suoi problemi col taglio del peso, occorsi nell'ultimo tentativo di organizzare il match contro Tony Ferguson a UFC 216, incontro nel quale il russo è stato poi sostituito da Kevin Lee.

Khabib è un fighter estremamente fisico, che fa della sua indubbia abilità nel grappling - probabilmente la più evidente della categoria - la sua qualità più netta. Si è visto in difficoltà contro Michael Johnson a UFC 205: Johnson ha mani velocissime e pesanti, testimoni sono le sue vittorie su Dustin Poirier, l'attuale campione Tony Ferguson e lo stesso Edson Barboza. "The Menace" Johnson, ovvero la Minaccia, è appunto uno di quei fighter imprevedibili e con ottime qualità, capaci - nella serata giusta e molte volte se messi alle strette da sconfitte recenti - di spuntarla contro chiunque. Khabib è un duro: si è allenato nel 2012 con altri atleti russi estremamente temibili quali Ali Bagautinov, Vitaly Minakov (peso massimo russo già campione Bellator, che molti degli addetti ai lavori vorrebbero vedere in UFC), Islam Makachev. Tutti atleti facenti parte del team di Khabib, l'Eagles MMA Team. "The Eagle" la spuntò egregiamente contro Johnson, riuscendo a finalizzarlo con una kimura a seguito di un dominio sfacciato durato due round, dopo l'iniziale spavento per i colpi subiti in apertura. 

UFC, Johnson colpisce Nurmagomedov
I primi minuti del match fra Nurmagomedov e Johnson: l'americano raggiunge il russo con un paio di overhand e ganci aperti ben assestati alla mandibola. Khabib perde per un attimo la lucidità, ma mantiene il controllo e poco dopo atterra Johnson.

Non sappiamo come si presenterà Nurmagomedov a seguito dell'estremo taglio del peso a cui si sottoporrà. Riuscirà a tener testa a uno dei più temibili fighter di categoria? Barboza ha palesato qualità più uniche che rare in fase di striking: la sua boxe applicata alle MMA è migliorata molto nel corso dei suoi ultimi match; taglia le distanze come pochi altri fighter, tiene benissimo il tempo, ha un footwork eccezionale, ma soprattutto ha nelle corde dei calci che partono da qualunque angolazione, capaci di atterrare immediatamente il suo avversario. Non solo spinning heel kick, ma anche leg kick che possono mettere fine a un incontro, middle kick che attaccano il corpo e sfiancano incredibilmente l'avversario.

Il miglioramento nelle combinazioni di boxe lo portano poi a chiudere con grande facilità grazie alla qualità dei suoi calci. Un biglietto da visita davvero pauroso, quello del brasiliano, a cui si aggiungono una cintura nera in Tae Kwon Do, un prajied nero (il classico laccio al braccio che nella Muay Thai rappresenta il grado, ndr) e una cintura marrone nel BJJ: anche da terra, Barboza può riservare sorprese, sebbene non sia la sua area del combattimento preferita. Il fight IQ di Barboza poi è davvero elevato: la ginocchiata di cui si parlava sopra, quella con cui ha sconfitto Beneil Dariush è un vero capolavoro da studente del gioco e ha stregato pubblico e addetti ai lavori: Barboza infatti si rende conto che ogni volta che Dariush mette a segno il jab, fa seguire un tentativo di takedown, prima per mettere in stallo in match e impedire al brasiliano di utilizzare i calci, poi eventualmente, per affondare l'atterramento. Il brasiliano subisce volentieri il jab, per poi saltare senza neanche guardare, colpendo il suo avversario col ginocchio in pieno mento. Un automatismo perfetto. 

UFC, Barboza mette KO Dariush
UFC Fight Night 106, Edson Barboza prende il tempo a Beneil Dariush, che dopo ogni jab tenta il takedown, schiantandolo con una terribile ginocchiata saltata

Dallo stand-up, Khabib quasi sicuramente rifiuterà lo scambio: il russo è una macchina da lotta. È capace di assorbire bene colpi pesanti, ma se riesce ad entrare in clinch col suo avversario, saranno momenti difficili per quest'ultimo. Capace di accorciare, cambiare livello, mettere immediatamente gli underhook (braccia che cinturano il corpo sotto le braccia dell'avversario, per tenere la gestione del peso e quindi la fase di vantaggio in clinch, ndr), controllare e ottenere il takedown, lavorando da terra come un martello pneumatico col suo ground and pound o cercando la sottomissione, Khabib ha grandi possibilità di vittoria se il match andrà sui suoi binari.

Il lavoro a parete, in questi termini può essere fondamentale: il russo, come già anticipato, fa della fisicità una delle sue caratteristiche principali e potrebbe voler giocare proprio su quest'aspetto, limitando il gameplan dalla distanza di Barboza che, dal canto suo, potrebbe aprire con i suoi devastanti leg kick per togliere l'appoggio e quindi i fondamentali a Khabib per portare a termine il suo gameplan. La pazienza da ambo le parti giocherà un ruolo fondamentale nel match. Una vera e propria partita a scacchi fra due dei massimi esponenti di categoria dalle caratteristiche diametralmente opposte. Un vero e proprio co-main event da sogno che stabilirà, con tutta probabilità, chi sarà il prossimo sfidante al titolo dei pesi leggeri.

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