Milan, calciomercato sbagliato? Ecco il rendimento dei nuovi acquisti

André Silva è ancora a secco in Serie A, al suo posto gioca Kalinic che sta deludendo. A centrocampo e in difesa le cose non vanno meglio.

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In casa Milan è tempo di bilanci: arrivati alla diciassettesima giornata di campionato, i rossoneri hanno perso di nuovo, stavolta contro l'Hellas Verona. Una sconfitta che ha fatto rumore, l'albero è caduto in mezzo alla foresta e ad ascoltare il tonfo c'era tutta la Serie A al completo: 3-0 al Bentegodi. Bonucci e compagni, oggi, si trovano all'ottavo posto in classifica, a quota 24 punti. Ben al di sotto della aspettative generate dal calciomercato estivo. 

Nonostante l'esonero di Montella, le cose con Gattuso non sono cambiate molto: in Serie A è arrivato prima il clamoroso pareggio con il Benevento, poi la vittoria con il Bologna e infine la rovinosa caduta di Verona. Tutti sul banco degli imputati, a partire dai singoli giocatori. Prestazioni non all'altezza, tra gli altri, di Kalinic e Borini, due dei volti nuovi del Milan post-berlusconiano. E arriviamo così al punto.

Fassone e Mirabelli hanno sbagliato il calciomercato estivo? In tutto sono stati spesi 230 milioni. La domanda è lecita, arrivati a questo punto. Un'analisi del rendimento in Serie A degli ultimi arrivati sembra doverosa, alla luce dei deludenti risultati. Tralasciando il cammino europeo e la partita di Coppa Italia, ecco come si sono comportati Bonucci e gli altri acquisti nel primo terzo di campionato. 

Analisi del calciomercato Milan, capitolo primo: la difesa 

Gli acquisti effettivi sono 11, ma ne prendiamo in considerazione solo 10: fuori dall'elenco Antonio Donnarumma, che non ha mai esordito in campionato col Milan. Chi invece ha giocato sempre (giornate di squalifica a parte) è Leonardo Bonucci: 40 milioni per il suo acquisto, sicuramente il più altisonante del calciomercato nostrano. Dopo un avvio difficile, nelle ultime uscite il capitano del Milan è sembrato in ripresa. Nella disfatta di Verona, però, le colpe sono anche sue. Ci si aspettava decisamente di più, l'ex Juventus è chiamato a smentire gli scettici che lo bollano come difensore "normale" lontano dai bodyguard Chiellini e Barzagli.

Forse anche più deludenti le prestazioni di Musacchio e Rodriguez. Il difensore argentino, col passaggio alla difesa a 4, è scivolato dietro a Romagnoli nelle gerarchie di Gattuso, e contro il Bologna è apparso fuori fase: Destro lo ha saltato senza difficoltà, lui gli ha spalancato la strada per l'assist a Verdi.

Male anche l'ex Wolfsburg, che ha fatto fatica in fase difensiva e sembrerebbe decisamente più adatto come esterno in un centrocampo a cinque, sgravato degli eccessivi compiti di copertura che invece gli vengono chiesti con i quattro dietro. Il suo sinistro ha fatto male in Europa. In Serie A invece è rimasto nel fodero, rigore contro la Spal a parte. Impossibile, infine, valutare Andrea Conti, infortunatosi a inizio stagione. Sia Montella che Gattuso sono stati costretti a fare a meno di uno dei pezzi pregiati del calciomercato. 

Capitolo secondo: scendono i nuovi, salgono i senatori

Un paradosso: Biglia doveva prendere in mano le chiavi del centrocampo, ma tra prestazioni opache e infortuni queste sono state raccolte da Montolivo, che rispetto alla passata stagione sembra un giocatore diverso, ritrovato. L'ex biancoceleste, invece, ha rappresentato una delle delusioni più grandi, fino a questo momento. Ritmo partita mai avuto al Milan, che sta ancora aspettando il vero Biglia. Male anche Calhanoglu, che ha realizzato solo un gol contro il Chievo e da quella volta non ha più brillato. Eclissi totale che ancora non passa. A lui, al momento, viene preferito Bonaventura.

Era partito bene Kessié, che comunque è uno dei pochi, tra i nuovi acquisti, a salvarsi. Mette in campo tutta la sua forza fisica e cerca di fare il possibile. Certe volte ci riesce, altre no, il contesto non lo aiuta. Però dà sempre l'impressione di poter combinare qualcosa di buono. Impietoso, comunque, il confronto con il Kessié di Bergamo, che l'anno scorso spaccò in due l'inizio di stagione.

Capitolo terzo: "Attaccare"

Famoso il video di Berlusconi che, entrato nello spogliatoio del Milan di Inzaghi, indicò la via ai giocatori e anche all'allenatore di quella stagione. Il diktat era preciso, veniva espresso con un vocabolo solo e con l'intonazione giusta. Il generale inspira, petto in fuori e mento in alto. Poi, in uno slancio d'eroismo, indica la via ai soldati: Attaccare! 

Uno dei problemi dei rossoneri è che l'attacco non attacca. Sembra detto in maniera troppo semplice. Forse lo è. Meglio: l'attacco non segna. A dirla tutta, l'acquisto meno sbandierato della campagna estiva (secondo solo al fratello di Donnarumma) non è stato impiegato solo in attacco: il factotum Borini è stato schierato anche nel ruolo di terzino destro. Altre partecipazioni: esterno nel centrocampo a cinque, esterno nel centrocampo a quattro. Comunque ci ha messo sempre grinta e tanta applicazione, anche se contro il Verona è stato probabilmente il peggiore in campo. In generale, però, merita la sufficienza.

Chi invece prende un 9 europeo e un 4 italiano è André Silva: capocannoniere in Europa League, a secco in Serie A. Il giovane portoghese sembra ancora troppo acerbo per riuscire a competere con le navigate retroguardie italiane, che sono riuscite sempre a fermarlo. C'è da dire, però, che di occasioni per crescere e per adattarsi non ne avute molte.

A lui, infatti è stata preferita un'altra grande delusione del calciomercato rossonero: Nikola Kalinic. L'ex Fiorentina non brilla, non segna, e se in qualche caso ha comunque aiutato la manovra offensiva (vedi alla voce: spizzata di testa contro il Bologna), al Bentegodi non ha fatto niente di tutto ciò. I tifosi sono spazientiti e lo ricoprono di fischi, invocando il nome di Cutrone. Ecco: lui è una bella sorpresa. Una delle poche di questo Milan che non ingrana. E non è stato pagato neanche un euro.

❤️🔴⚫️#acmilan

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