Calciopoli turca: Infantino accusato di aver aiutato il Fenerbahçe

Il presidente della Fifa, nel 2011, avrebbe dato l'ok a delle modifiche eccezionali al regolamento della federcalcio turca per evitare la retrocessione del Fenerbahçe.

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È l'estate del 2011, in Turchia scoppia lo scandalo delle partite truccate. Vengono arrestate quasi cento persone, tra le quali spicca Aziz Yildirim, presidente del Fenerbahçe che verrà assolto nel 2015 dopo l'abolizione dei tribunali delle autorità speciali e un secondo processo che farà cadere le accuse.

In Italia il fatto non occupa le prime pagine, visto che nello stesso periodo viene alla luce l'inchiesta Last Bet. C'è però un italiano che si interessa della Calciopoli turca, più precisamente un italo-svizzero: l'allora segretario generale dell'Uefa, Gianni Infantino, oggi presidente della Fifa.

È lui che durante la stagione 2011-12 approva la proposta della federcalcio turca di eliminare la possibilità di retrocessioni e penalità di almeno 12 punti in caso di combine, autorizzando delle modifiche eccezionali al regolamento a condizione che i club coinvolti non avessero partecipato alla successiva edizione della Champions League.

Infantino accusato di aver aiutato il Fenerbahçe a non retrocedere

Infantino e PutinCopyright GettyImages
Gianni Infantino e Vladimir Putin nel sorteggio dei Mondiali 2018

La vicenda è tornata d'attualità in queste ore, visto che il Trabzonspor, vice campione della Super Lig nel 2011, sta cercando di ottenere a tavolino la vittoria di quel campionato. Senza quelle modifiche, infatti, il Fenerbahçe sarebbe stato privato del titolo e retrocesso in seconda divisione.

Infantino viene quindi accusato di aver aiutato il club giallonero per evitare alla federazione turca un danno d'immagine di dimensioni notevoli, in un periodo in cui la stessa Turchia si era candidata per ospitare l'Europeo del 2020.

L'inchiesta de Le Monde e le risposte di Infantino e Platini

Platini e InfantinoCopyright GettyImages
Platini e Infantino, nel 2011 rispettivamente presidente e segretario generale della Uefa

Il quotidiano francese Le Monde, in edicola oggi, ha pubblicato lo scambio di mail tra Infantino e la segretaria della federcalcio di Istanbul, Ebru Koksal, confermando quindi che l'ok alle modifiche è arrivato direttamente dall'Uefa. L'attuale presidente della Fifa ha replicato così alle accuse:

L'Uefa, fin da quelle stagioni, è sempre stata all'avanguardia nella lotta al match-fixing. Quanto prospettato nel 2012 dalla federcalcio turca era in linea con le nostre misure disciplinari.

Un portavoce di Michel Platini, presidente dell'Uefa all'epoca dei fatti, ha spiegato che il dirigente francese non era a conoscenza della risposta data da Infantino, poiché era il segretario generale ad avere poteri sulle questioni legali e disciplinari.

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