Serie A, Juventus: la verità sul momento 'no' di Paulo Dybala

Un inizio di stagione da fenomeno e poi la crisi con 2 gol in 10 partite. Qual è la verità dietro a questo calo vistoso?

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Cosa è successo a Paulo Dybala? Domanda che si fanno un po' tutti. Dai tifosi bianconeri a chi lo ha comprato al fantacalcio. Il talento più limpido e cristallino del nostro calcio, dopo un inizio di stagione che definire spumeggiante sarebbe riduttivo, con 10 gol nelle prime 6 di Serie A, si è perso. Tutti avevano già sentenziato che sarebbe stato il suo anno, quello della consacrazione, quello del definitivo salto di qualità: da stella a top player.

Dybala ad essere sinceri ha anche dato segnali di 'conferma'. Poi qualche prestazione altalenante della Juventus è concisa con il calo dell'attaccante argentino che si è eclissato divenendo piano piano evanescente. Una metamorfosi che per il nuovo numero dieci della Juventus ha fatto sorgere domande tra chi vive l'ambiente dall'esterno. Tifosi e addetti ai lavori. Un problema fuori dal campo che lo disturba psicologicamente?

Domande che potevano sembrare illegittime. Ingiusto attaccarlo. È un ragazzo giovane, ci può stare. I due gol in 10 partite in Serie A possono essere dovuti ad un momento di difficoltà fisica, qualche allenamento in più o un po' di riposo potrebbero fargli bene. Poi le dichiarazioni di Nedved hanno scoperchiato il vaso di Pandora e allora è facile porsi questi interrogativi: qual è il problema di Dybala?

Serie A, la crisi di Dybala alla Juventus: i motivi

Nell'edizione odierna, il quotidiano Tuttosport ha aperto titolando: "La verità su Dybala". Si spiega che non c'entrano "né affari di cuore, né grane legate ai soldi: Dybala sta pagando l'ansia da prestazione e lo scomodo paragone con Messi". Troppa pressione dunque sulle spalle dell'argentino che quest'anno ha dovuto raccogliere anche la difficile eredità della maglia numero 10 della Juventus. Un giovane con il peso sulle spalle di dover fare sempre bene, di dover vincere da solo la Serie A e la Champions League.

E poi quel paragone con Messi. La fastidiosa e continua pretesa che lui sia come il fuoriclasse del Barcellona, lo deprime, lo avvilisce e non gli permette di rendere al meglio in campo, di essere costante. Problemi che a molti possono sembrare banali, ma scendere in campo ogni partita e sentire sempre che sei tu quello che deve vincere la gara, non il collettivo, alla lunga pesa e tanto.

Le parole di compagni e società

Di certo il periodo per Dybala non è sereno. Ad ammetterlo è il vice-presidente della Juventus, Pavel Nedved, che alcuni giorni fa aveva detto a margine dei sorteggi di Champions League:

Deve fare tanti sacrifici nella vita privata. Sicuramente bisogna ritrovare il vero Dybala. Ha 24 anni, normale che abbia alti e bassi. Sa che ha una società che gli sta sempre vicino e quando ha bisogno può parlare e appoggiarlo.

Bastone e carota dunque. Parole che avevano fatto sgranare gli occhi a molti tifosi che avevano trovato una parziale conferma dei loro presentimenti. A placare un po' gli animi e a distendere i toni ci ha poi pensato come al solito Gigi Buffon:

Conosco molto bene Pavel, dall'alto della sua carriera ha il diritto di dare consigli. Per talento e prospettive, Paulo è il numero uno di questa Juve. Più consigli farà propri e più possibilità avrà di fare una carriera sfavillante

Bisogna aspettare Dybala adesso e vedere come reagirà fin dalla prossima partita di Serie A. La fame e la voglia ci saranno sicuramente, ma la testa sarà libera oppure ancora annebbiata dall'ombra di Messi?

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