Made in Italy #2 - Alla scoperta dei giovani azzurri in NCAA

Seconda puntata della rubrica che ci presenta i baby azzurri che giocano nel campionato universitario americano e che sognano di approdare in NBA.

Alla scoperta degli italiani negli USA

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Continua il viaggio alla scoperta dei giovani giocatori italiani che sono volati in America per diventare grandi in Ncaa e inseguire il sogno di diventare giocatori professionisti di basket.

Nella prima puntata di Made in Italy abbiamo conosciuto il redshirt sophomore Pierfrancesco Oliva di St. Joseph’s, il sophomore Giovanni De Nicolao di UTSA e i freshmen Andrea Bernardi di Marist e Francesco Badocchi di Virginia.

Anche questa volta conosceremo un ragazzo al terzo anno, uno al secondo e due al primo anno di college.

Fox Sports è la casa della Ncaa

Se poi volete vedere in azione, rimanete sintonizzati sul canale 204 della piattaforma Sky. A partire da questa stagione, infatti, Fox Sports trasmetterà in esclusiva le partite del campionato universitario americano, con 2 dirette alla settimana nella prima parte del campionato e con tutte le partite del March Madness, il tabellone dei playoff che, nel mese di marzo, polarizza l'attenzione di tutti gli appassionati di sport americani.

Scopriamo allora insieme chi sono i quattro giocatori italiani protagonisti della seconda puntata di Made in Italy.

Nicola Akele – Rhode Island

Uno dei “veterani” azzurri in Ncaa è Nicola Akele che è giunto al terzo anno nel campionato universitario. Dopo due annate dal minutaggio decisamente contenuto (13.6 minuti di media al primo anno e 12.7 nel secondo), questo può essere l’anno della definitiva consacrazione per il ragazzo originario del Congo ma nativo di Treviso.

Classe 1995, Akele fa della difesa la sua arma principale, ma anche a livello offensivo è in grado di dire la sua: le sue percentuali al tiro nei sui anni precedenti parlano di quasi un 50% da due punti e un 40% abbondante al tiro dalla lunga distanza.

Le sue doti fisiche (203 cm per 98kg), insieme alle sue capacità atletiche lo rendono un lungo atipico, capace di giocare sia vicino a canestro che fuori dall’area.

Akele di Rhode Island
Nicola Akele cerca il bis nell'Atlantic 10

Nicola, negli States, ha anche completato il suo ultimo anno di scuola superiore, nel 2014-2015, alla IMG Academy di Bradenton, in Florida. La sua scelta di lasciare l’Italia fu quasi obbligata: dopo una stagione vissuta in pianta stabile in serie A con la Reyer Venezia, il giocatore fu escluso dalla prima squadra e segregato nella formazione che milita nel campionato di Promozione, dopo una querelle tra il ragazzo e la Reyer a proposito di questioni contrattuali.

Come detto, Akele a Rhode Island ha avuto minutaggi limitati nei suoi primi due anni, ma ha sempre fatto parte delle rotazioni di coach Dan Hurley. Anche nelle prime partite di questa stagione, lo spazio concesso dal suo allenatore non sembra essere diverso: appena 12 minuti di media di utilizzo, in cui Nicola ha prodotto 4 punti di media e 2.7 rimbalzi.

Akele, lo scorso anno, è stato l’unico azzurro a partecipare al March Madness. I suoi Rhode Island Rams, infatti, hanno vinto l’Atlantic 10, ottenendo la partecipazione al Torneo Ncaa dopo ben 18 anni di astinenza. I Rams sono sicuramente la squadra favorita alla vittoria finale della Conference, nonostante abbiano perso qualche certezza rispetto alla passata stagione. A tener testa a Rhode Island ci proveranno i St. Joseph’s Hawks, college di un altro azzurro: Pierfrancesco Oliva.

Roberto Vercellino – Northern Colorado

Dopo una stagione fatta di alti e bassi, Roberto Vercellino è pronto a prendere il volo nella sua seconda stagione a Northern Colorado, quella da sophomore.

Il giocatore torinese di nascita, ma prodotto del settore giovanile della Virtus Bologna, nella sua prima annata al college ha prodotto 2.5 punti e 2.4 rimbalzi di media a partita in poco più di 10 minuti di utilizzo.

Prima di volare negli States, Roberto ha anche giocato coi seniors: la Virtus lo ha prestato a BSL San Lazzaro (C Gold Emilia-Romagna) in doppio tesseramento, squadra con cui ha messo insieme oltre 9 punti e quasi 6 rimbalzi di media a partita.

Vercellino di Northern Colorado
Vercellino cerca la conferma nel suo secondo anno al college

Per il suo allenatore, Jeff Linder, Roberto è un 4, vista anche la sua altezza (202 cm). In estate Vercellino ha lavorato parecchio sul suo fisico e sul tiro per rendere il suo gioco più perimetrale e di conseguenza più pericoloso.

Nelle nove prime partite di questa stagione i Bears hanno perso soltanto tre volte, ma Vercellino non è riuscito a trovare con continuità la via del canestro: per lui appena 2.1 punti di media in 14 minuti di media di utilizzo.

Northern Colorado partecipa alla Big Sky, conference in cui a farla da padrone lo scorso anno c’era North Dakota. Quest’anno però sembra che la corsa alla vittoria finale possa essere più equilibrata.

Gabriele Stefanini – Columbia University

Una delle possibili sorprese di quest’anno si chiama Gabriele Stefanini. Bolognese, classe 1999, Gabe è al primo anno in Ncaa e veste la canotta di college prestigioso come Columbia.

Gabriele era probabilmente uno dei freshman più desiderati per questa stagione. Il ragazzo, infatti, aveva diverse offerte da altri atenei, come Penn e Santa Clara. A renderlo così ambito dai college americani sono state le sue prestazioni nel biennio alla Bergen Catholic High School: oltre 17 punti di media a partita nell’ultima annata, con alte percentuali al tiro (56% da 2 e 46% da 3).

stefanini di Columbia
Gabe Stefanini con la maglia di Bergen Catholic

Dotato di un primo passo bruciante e di una grande tecnica, Stefanini è prevalentemente una combo-guard, ma è capace anche di fare il playmaker, a seconda delle esigenze di coach Engles. Nonostante sia solo al primo anno al college, Gabe rientra ormai stabilmente nel gruppo di otto giocatori in testa nelle rotazioni della Columbia.

Nelle prime nove partite in Ncaa, Stefanini riuscito a mettere insieme 3.7 punti di media in poco più di 10 minuti di utilizzo. La sua miglior partita, fin qui, è stata quella contro Albany, dove ha realizzato 11 punti e catturato 7 rimbalzi. Purtroppo però la sua buona prestazione non è bastata a Columbia per evitare la sconfitta.

I Columbia Lions fanno parte della Ivy League, conference in cui a farla da padroni sono Yale, Harvard e Princeton. La squadra di Stefanini può ambire alla quarta posizione (l’ultima per accedere alle Final Four di conference).

Thomas Woldetensae – Kansas City

Nella prima puntata di “Made in Italy” vi avevamo raccontato di Francesco Badocchi di Virginia, costretto a saltare tutta la sua prima stagione al college per colpa di un infortunio. Ma Badocchi non sarà l’unico azzurro ai box quest’anno. Insieme a lui ci sarà anche Thomas Woldetensae, prodotto del settore giovanile della BSL San Lazzaro, proprio come Stefanini.

L’esterno classe 1998 è stato dichiarato ineleggibile per via d’una questione burocratica notificata dagli organi preposti soltanto a metà agosto, precludendo così la possibilità di poter riunire in tempo la documentazione necessaria per porre rimedio al problema.

Thomas Woldetensae di Kansas
Esordio rimandato in Ncaa per Thomas Woldetensae

Thomas potrà giocare con UMKC dalla prossima stagione, intanto giocherà per Indian Hill, un junior college che gli permetterà di non rimanere fermo un intero anno.

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