Kahn: "Ero a un passo dal Manchester United". E sulla finale del '99...

Nel 2004 Kahn avrebbe potuto lasciare il Bayern Monaco per passare al Manchester United, ma scelse di restare in Germania. Alex Ferguson non lo ha mai perdonato.

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Ricordi e rimpianti. Ma è normale sia così. Guardarsi indietro non è mai facile, nemmeno quando si è un grande campione, perché c'è sempre un bivio nel quale, col senno di poi, si è scelta la strada sbagliata. E allora si fantastica su quel che sarebbe potuto essere e non è stato.

Oliver Kahn non ha motivi per avere rimpianti. Con il Bayern Monaco ha vinto 8 volte la Bundesliga (record), conquistando (più di chiunque altro) anche Coppa e Supercoppa di Germania. E poi ancora: Coppa Uefa, Champions League e Coppa Intercontinentale. Inoltre nel 1996 ha vinto l'Europeo con la Germania.

Se si pensa a Kahn si pensa al Bayern Monaco. Dal 1994 al 2008 è stato lì. Prima la squadra che lo aveva cresciuto nel settore giovanile (Karlsruher), dopo il nulla. La sua grinta è la fotografia della squadra bavaresi di quegli anni. È l'emblema, il simbolo, la leggenda. Del calcio tedesco e del club bavarese. E proprio questo è un minimo rimpianto che si porta dentro.

Kahn e quella trattativa col Manchester United

Perché Kahn, che con il Bayern Monaco aveva raggiunto tutto già nel 2001, sette anni prima di ritirarsi, sarebbe potuto andare al Manchester United a vincere altri trofei e vivere nuove esperienze. I Red Devils, dopo l'addio di Peter Schmeichel, per anni hanno avuto un problema in porta. E fra il 2003 e il 2004, quando si alternarono fra i pali dello United Barthez e Howard, Sir Alex Ferguson avrebbe voluto affidarsi proprio a Kahn. Che però, come da lui stesso raccontato in un'intervista alla Bild, rifiutò:

Alex Ferguson ancora oggi è arrabbiato con me. Era convinto che io nel 2003 o al massimo nel 2004 sarei andato allo United. Per me però era più importante chiudere l'era al Bayern Monaco. Ripensandoci oggim credo che sarei dovuto andare al Manchester. Avrei avuto nuovi stimoli.

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Nel 2006, anno in cui la Germania ospitò i mondiali di calcio, Kahn si ritrovò a fare il secondo a Lehmann. Cosa che forse non sarebbe successa se avesse lasciato il Bayern Monaco per andare al Manchester United. Eppure i Red Devils Kahn li conosceva bene: nel 1999 avevano vinto la Champions League vincendo una delle finali più famose nella storia della competizione. Sotto 1-0 proprio contro il Bayern Monaco riuscirono a segnare due gol nel recupero del secondo tempo. Kahn quella serata se la ricorda bene:

Per me l'abbiamo vinta noi. Ho cancellato quei minuti di recupero. Per me non sono mai esistiti.

Ricordi e rimpianti. Ma è normale sia così. Perfino quando si è Oliver Kahn. Perché la corte del Manchester United non si dimentica mai.

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