Holly e Benji - Hutton o Lenders? Il più forte era Julian Ross

Ritratto della versione giapponese di Johan Cruijff, un talento sconfinato ma condizionato dai problemi di cuore: ecco chi è il capitano della Mambo.

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Prima di cominciare, è doveroso fare una premessa: onde evitare che leggendo questo articolo possiate pensare che l’autore sia sotto effetto di sostanze stupefacenti, è utile ricordare che si tratta di un racconto dei personaggi di Holly e Benji, il celebre manga e anime giapponese Captain Tsubasa realizzato da Yoichi Takahashi, che proprio in questi giorni sbarcherà sui nostri dispositivi mobili attraverso l’applicazione Captain Tsubasa: Dream Team.

Ecco, per celebrare questo splendido regalo in arrivo direttamente dalla terra del Sol Levante, abbiamo deciso di ricordare le carriere dei personaggi principali, raccontandole come se fossero realmente esistiti. 

Sì, in questa rubrica sorvoleremo sul fatto che il terreno di gioco non fosse palesemente su una superficie piana e che si estendesse per almeno una decina di chilometri. E allo stesso tempo faremo finta che tiri della tigre, catapulte infernali e cose del genere siano delle azioni normalissime su un campo da calcio. Bene, ora che abbiamo chiarito questo aspetto fondamentale, possiamo anche partire. E lo faremo da Julian Ross, cioè il più forte di tutti. Ed ora vi spiegheremo perché…

Holly e Benji - Julian Ross, il talento di cristallo

Sì, è vero, quella generazione per il Giappone è stata decisamente molto produttiva in termini di campioni regalati al mondo del calcio. Ed è altrettanto evidente che in quel periodo - che in Italia abbiamo iniziato a conoscere grazie al manga e anime Holly e Benji (o Capitan Tsubasa, secondo il nome originale) - siano stati due i giocatori di movimento a contendersi prime pagine e attenzioni da parte dei media: ovviamente, Oliver Hutton e Mark Lenders.

C’è un terzo incomodo, però, che se non fosse stato frenato e condizionato nella fase iniziale della sua carriera da importanti problemi fisici, probabilmente, sarebbe stato considerato da tutti più forte di entrambi per distacco.

Parliamo chiaramente di Julian Ross, per caratteristiche tecniche e tattiche, semplicemente il calciatore perfetto. Un talento puro, cristallino e sopra la media, capace di incidere in una partita allo stesso modo di Hutton e Lenders. Lui però ci è quasi sempre dovuto riuscire con molto meno tempo a sua disposizione. Julian, infatti, ha visto la sua carriera (e il suo ruolo in Holly e Benji) profondamente condizionata da problemi cardiaci che lo hanno limitato.

Anche Oliver Hutton ammette la superiorità

La sua storia, purtroppo, la conosciamo tutti. L’abbiamo seguita sempre attraverso le puntate di Holly e Benji, dove è stato facile notare la sua somiglianza con Johan Cruijff: due calciatori totali, capaci di giocare in qualsiasi zona del campo ad altissimo livello e dotati di un’intelligenza tattica superiore a chiunque altro. Ed entrambi, poi, sono diventati famosi indossando il numero 14.

Julian Ross (in Giappone, Misugi Jun) ha legato la sua carriera a una squadra, la Mambo FC, dove ha seguito tutta la trafila del settore giovanile, mettendosi in mostra come uno dei prospetti più interessanti del campionato nazionale delle scuole elementari, cioè uno dei tornei più importanti per quel che riguarda il calcio giovanile.

Non è un caso che la sua Mambo sia arrivata in semifinale, arrendendosi solo alla New Team del certamente più pubblicizzato dai media Oliver Hutton, che però non ebbe problemi ad ammettere la superiorità di Ross:

Julian è superiore a me nella velocità del dribbling, nella tecnica e nei passaggi. Ha carisma e riesce a stringere tutta la squadra intorno a sé. I suoi salti e le sue rovesciate sono eccezionali. E per di più è anche malato di cuore. Io... io non posso batterlo.

Una carriera condizionata dai problemi cardiaci

Esatto, Julian Ross era malato di cuore. Proprio per questo era obbligato a giocare solo 10 minuti per partita, riuscendo comunque a essere decisivo al pari di Holly o di Mark Lenders, che a differenza sua potevano contare sull’intera gara per incidere. E non è finita, perché proprio nella suddetta semifinale del campionato nazionale delle scuole elementari, il capitano della Mambo decide di mettere a rischio la sua stessa vita pur di giocare l’intera gara, realizzando una tripletta che però non riesce a impedire alla sua squadra di perdere 5-4.

Non poteva fare di più, davvero. Subito dopo quella partita si sottopone a un pericoloso intervento chirurgico che lo tiene lontano dai campi di gioco per due anni. Riesce a tornare per il Campionato Prefettura delle Scuole Medie, arrivando in finale contro la Mambo di Mark Lenders.

Un’altra partita in cui Julian Ross, che dopo quell’operazione può giocare 30 minuti a partita, scrive una pagina importante di storia del calcio in Giappone, entrando nella ripresa con il passivo di 3-0 e realizzando due gol a Ed Warner, il portiere che fino a quel momento era riuscito a non subire nemmeno una rete. Solo una gomitata di Mark Lenders, incredibilmente non sanzionata dall’arbitro, lo mette fuorigioco costringendolo a uscire di nuovo dal campo e impedendo così alla Mambo di completare la rimonta e qualificarsi al campionato nazionale.

I trofei con il Giappone e gli studi in medicina

Questo non gli impedisce ovviamente di partecipare al Torneo di Parigi con il Giappone Under 16, che inizialmente lo chiama solo per fargli svolgere il ruolo di vice-allenatore e sfruttare così la sua intelligenza tattica. Quando però durante il girone le cose si mettono male, lui fa il suo ingresso negli ultimi 5 minuti della partita con l’Argentina, decidendo la gara con un gol in rovesciata e dando così il contributo alla vittoria del torneo.

Subito dopo, purtroppo, deve sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico. Da questo ne esce finalmente guarito e in grado così di giocare le partite senza correre alcun rischio. La sua carriera però non sarà più la stessa, sia perché grazie alla sua versatilità si trasforma in centrale difensivo, sia perché dopo la seconda operazione non sembra essere più lo stesso di prima.

Julian Ross partecipa comunque alla fortunata spedizione del Giappone Under20, campione nel Mondiale di categoria, risultando decisivo grazie alla sua perfetta applicazione della tattica del fuorigioco. Prestazioni che gli valgono l’interesse dell’C Tokyo, dove lo segue anche la fidanzata storica Amy e lui prosegue la sua attività comunque ad alto livello, partecipando anche ai Mondiali 2002 con il Giappone. Al calcio associa gli studi in medicina, intrapresi nell'intento di aiutare altri sportivi con problemi di salute. Quelli che, probabilmente, gli hanno impedito di diventare il più forte giocatore di sempre.

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