Joypad Stories: Essere 'Ice Prinsipe' (e ci svela come vince a Fifa. Forse)

Essere Ice Prinsipe significa aver vinto il campionato europeo a Madrid, ed essere all'avanguardia. Anzi, precederla.

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Fermi, cari amici della voce "EA SPORTS". Fermi e respirate più piano.

Essere "Ice Prinsipe", in qualche modo, non significa solo partecipare ad un'avanguardia. Ma significa guidarla. Come se fosse un improvviso fiorire di ghiaccio dal pelo dell'acqua. Dopo tanto ragionare, dopo tanto fraseggiare, discorrere sul pallone, l'improvviso spuntare dal pelo dell'acqua di una verticalizzazione tagliente, veloce, feroce. Forse è questa l'immagine che sintetizza al meglio lo stile di gioco di "Ice Prinsipe", nella vita fuori Daniele Paolucci, l'unico italiano su Ps4 ad essersi qualificato alle Global Series Playoffs di Fifa 18, l'anticamera dei prossimi Mondiali.

Quelli veri, ufficiali, quelli per cui a gennaio si prevede un picco dello streaming videoludico improvviso, come se dal pelo dell'acqua all'improvviso non sbucasse solo un frammento di ghiaccio ma un continente intero, una galassia compatta che aspetta. Su questo Fifa in particolare, il gioco un po' respira, e il respiro di Daniele, quando affronta tornei live, sembra quasi gelido. Toglie tutto all'avversario, forte di una componente mentale solida, cresciuta forse fuori dal campo, allenandosi da bambino con la Roma.  Il calcio vero e il calcio virtuale, vicini, a toccarsi, ancora, e ancora. 

Ice Prinsipe non è un player qualunque. Ha tenuto testa, ha battuto tra i migliori pro d'Europa, personaggi tesserati con il Psg, sez. Esports, o semplicemente considerati tra i migliori del mondo, come l'inglese Gorilla. Il suo palmares è anche ricco di vittorie di prestigio, ma sono le partite contro questi big di Fifa che lo rendono così speciale. Un giorno intervistare Ice Prinsipe sarà come cercare un sussurro ai microfoni di sua Maestà Cristiano Ronaldo, di sua Regalità Leo Messi. Non pensate che sia un giorno lontano. Non pensate che sia un giorno che non vedrete. Li vedrete emergere all'improvviso, come dal pelo dell'acqua. Come un'improvvisa, eppure attesa, eppure preparata, invasione. Un'avanguardia certo, quella degli Esports, con il team MKERS in prima linea. Con "Ice Prinsipe". Improvviso, verticale, veloce. 

Ice Prinsipe a Madrid per la finale europea (con una certa aria di sfida)
Ice Prinsipe a Madrid per la finale europea (con una certa aria di sfida)

Ice Prinsipe si racconta a Fox Sports.it: vita, avversari e miracoli

Il team MKERS, il team di Paolucci, ha un obiettivo ambizioso: far crescere la cultura intorno agli esports, innalzarli dal livello basic di intrattenimento privato o quasi, fino a portarli all'intrattenimento puro, allo sport virtuale. La forza di una crescita culturale si misura nei successi e nelle ambizioni, nel campo di battaglia che si decide di ingaggiare: non solo Fifa 18, ma Overwatch, Counterstrike, Moto GP17. Con Daniele l'intervista inizia in maniera strana. Ci ritroviamo a parlare di MMA, arti marziali miste, kickboxing, boxe. E' un appassionato feroce, ammirato. In qualche modo la mentalità individuale dello sport di combattimento, la sua epica, forse si connette con il rapido movimento dei polpastrelli, la connessione mente-dita, il tocco, la visione, l'allenamento. La partita più dura, partiamo dall'icona del suo calcio: 

DP: La partita più complicata, che è forse il mio manifesto in qualche modo, è stata quella con il francese Maniika all’Europeo a Madrid. Ho vinto 1-0, e lui non ha mai tirato. Lo stile di gioco di Maniika lo rende un player difficile da affrontare: ha un possesso palla lungo, ossessivo, il pallone gira gira gira, ed è difficile recuperare il pallone, non lo prendi mai. Una partita difficile mentalmente, ti destabilizza non riuscire mai a tenere il pallone.

LC: Il momento della svolta arriva grazie ad un incontro: il fattore umano, il consiglio umano, determina l'effettiva introduzione nel mondo virtuale dei pro. Una specie di Obi Wan Kenobi per Daniele: 

DP: Non ho una vera e propria partita della svolta, ma un incontro. Ho conosciuto online 3 anni fa un ragazzo, un campione italiano di Fifa 13. Abbiamo parlato, e abbiamo giocato tantissime partite, me la giocavo alla grande. Mi ha incoraggiato, mi ha detto: ‘Comincia a fare il competitivo, sei molto forte, hai possibilità’, è stata la mia guida all’inizio. 

LC: Dall'inizio al futuro degli esports il passo è breve, o forse lunghissimo: la visione dei MKERS è cominciata anni fa, ora sembra un orizzonte più vicino, sembra quasi di vederlo toccare. Spesso si possono leggere interviste di Thomas De Gasperi, Communication Manager dei MKERS (sì, è il cantante degli Zero Assoluto ndr) in cui sembra realmente parlare di un sogno costruito passo dopo passo:

DP: Alla gente piace vedere le nostre partite, è possibile, è possibile una compenetrazione tra calcio reale e virtuale. Moltissimi ragazzi giocano a Fifa, ed è bello vedere la propria squadra rappresentata da un giocatore. Vedo una Serie A virtuale parallela all’attuale campionato di A, sarebbe fantastico e credo sia il futuro. Le società di Serie A cominceranno ad investire seriamente. Ci vorrà tempo per far capire a queste persone quanto è importante, e quanto è importante anche per loro a livello economico. Il futuro è questo, il settore sta crescendo tanto, il calcio è lo sport più seguito al mondo, vediamo come andrà a finire. Il mio team, il team MKERS è molto importante, sta crescendo tanto, è uno dei migliori d'Italia. L'obiettivo è espandersi, prendere i giocatori migliori, primeggiare in Italia e poi a livello mondiale. 

Alzala, Prinsipe!
Alzala, Prinsipe!

LC: Una delle strade per arrivare ai Mondiali passava attraverso le Weekend League: usuranti serie di 40 partite da effettuare in un weekend, senza esclusione di colpi, senza tentazioni, senza possibilità di eccessivo svago, riposo. 

DP: La Weekend League? In questo primo weekend senza Weekend League sto ancora giocando, per fare la squadra più forte. A gennaio, ai Mondiali, tutti i giocatori saranno sbloccati, avrò possibilità di scelta, ma voglio arrivare lì dopo aver già provato, e scelto, la squadra, i singoli giocatori. L'abbondanza di partite innalza il tasso di difficoltà della Weekend League, in qualche modo è la cosa più difficile: in questo modo si riesce a distinguere tra quelli veramente forti, e quelli bravi. Ancora non so quando ci saranno i Mondiali, non si conoscono data precisa o luogo. Il mio obiettivo ai Mondiali è arrivare tra i primi 8. 

LC: Ecco, fermi di nuovo: ecco un paio di consigli buoni per voi che aspirate e non siete, per voi che avete la stoffa ma non il tempo, e tutte le scuse che vi ripetete quando riavviate le partite,  travolti da una sconfitta ingenerosa:

DP: Il trucchetto che posso dare è il tiro rasoterra, è un trick: con doppio cerchio, in diagonale, è facile segnare. Un consiglio? Temporeggiare in fase difensiva, imparate a temporeggiare con L2: come nella realtà bisogna temporeggiare, è fondamentale. Centrale nel mio stile di gioco è studiare gli avversari, mi alleno cercando di capire come giocano, per migliorare me stesso, oltre a comprendere come si muovono sul campo. Seguo molto un player inglese, Shellzz, che il mese scorso le ha vinte tutte, ha vinto 160 partite, guardo anche Deto, i francesi Aubameyang e Maestro. 

LC: Infine Fifa 18: un nuovo universo, per molti giocatori, un'architettura più complessa, diverse possibilità, un motore grafico importante a supporto: che ne pensa Ice Prinsipe?

DP: Il più grande pregio di Fifa 18 è rappresentato dai movimenti dei giocatori. A Fifa 17 i giocatori avevano solo pochi movimenti, ora puoi fare veramente di tutto, è meno macchinoso. Un difetto non riguarda il gioco, ma l'organizzazione: i server. I server online sono molto molto lenti quando si gioca, c'è proprio un ritardo nel gameplay, e fare 40 partite così è veramente una cosa fastidiosa. Il mio Fifa preferito di sempre è Fifa 17, mi ha permesso di girare il mondo, ho vinto tanto. Non ho particolari metodi per concentrarmi. Metto le cuffie, e comincio a giocare. 

P.s. Non fatelo a casa, anzi fatelo. Ma non bastano le cuffie ed un joypad, per essere campioni. Non bastano per essere Ice Prinsipe. 

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