Undici cose che (forse) non sapete sul Pallone d'Oro

A poche ore dall'annuncio del Pallone d'Oro 2017, abbiamo raccolto undici aneddoti sulla storia del più prestigioso premio calcistico del mondo.

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Se il calcio è quello sport in cui si gioca 11 contro 11 e alla fine vincono i tedeschi, secondo la celeberrima massima, allora il Pallone d'Oro è quel premio internazionale volto a incoronare il miglior calciatore dell'annata di riferimento, che alla fine va a impreziosire la bacheca Messi o Ronaldo, in alternanza imperfetta.

Questo è indubbiamente vero, almeno per quanto riguarda l'ultimo decennio: è dal 2007 che il Pallone d'Oro non viene alzato al cielo dal qualcun altro, in quel caso Kakà. E non ci sono motivi di credere che il 2017 vedrà interrompersi la sequenza. Il 7 dicembre France Football annuncerà il vincitore, che a meno di sconquassi sarà ancora il portoghese. E tutti i casi immaginabili di sconquasso portano il nome della Pulce blaugrana.

OK, i brividi sono da un'altra parte. Ma ciò non toglie che la storia del più prestigioso premio calcistico al mondo non sia ricca di aneddoti e spunti statistici interessanti. Ne abbiamo raccolti undici.

Undici curiosità sul Pallone d'Oro 

1. Memoria lunga

Stanley Matthews, il primo calciatore premiato con il Pallone d'Oro nel dicembre 1956, è entrato nella storia non solo per essere stato il più anziano vincitore (oltre 41 anni di età), ma anche perché nessuno dei suoi successori avrebbe vinto poco quanto lui. In una carriera durata fino ai 50 anni, Matthews si fregiò solo di una Coppa d'Inghilterra, quella del 1953, vinta con la maglia del Blackpool. Ma fu una finale memorabile, in cui Matthews trascinò i suoi alla vittoria con due assist decisivi; e per molti fu proprio quella gara a influenzare il voto dei giornalisti a ben tre anni di distanza.

2. L'ultimo dei perdenti

Gerd Muller con Paul BreitnerGetty
Gerd Muller insieme a Paul Breitner

Si sa, non sempre collezionare trofei aiuta a vincere il Pallone d'Oro. Ma è anche vero che è dal 1970 che il premio non viene assegnato a un giocatore che ha chiuso l'anno solare senza nemmeno un pezzettino di argenteria in bacheca. L'ultimo fortunello fu Gerd Muller, che comunque riuscì a distinguersi segnando caterve di gol con Bayern Monaco e Germania Ovest, e portandosi a casa anche la Scarpa d'Oro. Perdente si fa per dire.

3. Memoria corta

D'altra parte, la memoria non funziona sempre come dovrebbe. Se è vero che Matthews fu insignito del premio del '56 (anche) grazie alla quella magnifica performance del '53, è altrettanto vero che quell'anno non vi fu nemmeno un tedesco tra i candidati al Pallone d'Oro. E la Germania Ovest, per la cronaca, aveva vinto il Mondiale nel 1954. Una classifica del Pallone d'Oro priva di calciatori teutonici si sarebbe avuta una sola altra volta, nel 2004, all'ipogeo del calcio tedesco.

4. Cadute e risalite

Duncan Edwards chiuse al terzo posto la seconda edizione del Pallone d'Oro, quella del 1957, alle spalle di Alfredo Di Stefano e del connazionale Billy Wright. Due mesi più tardi rimase coinvolto nel disastro di Monaco che spazzò via il suo Manchester United. Su quell'aereo c'era anche il portiere Harry Gregg: rimasto miracolosamente illeso, si guadagnò il soprannome di "Eroe di Monaco" per aver salvato la vita a diversi suoi compagni di squadra, tra cui Bobby Charlton e Matt Busby. Nel dicembre dello stesso anno, Gregg finì ottavo nella classifica di France Football.

5. Sottovalutato, nel vero senso del termine

Scholes Manchester UnitedGetty
Paul Scholes, metronomo del grande United di Ferguson

Il peso di Paul Scholes all'interno del Manchester United di Alex Ferguson è stato a volte sottostimato, anche per via di una personalità non particolarmente spumeggiante. Questo non ha impedito al centrocampista di finire ben cinque volte nella shortlist per il Pallone d'Oro. Peccato che nessuno si sia mai degnato di votare per lui. Scholes detiene il record del maggior numero di nomination (5) senza mai ricevere un singolo voto.

6. Ligue 1, che pena

La Francia è terra di proposte meravigliose - le Olimpiadi, i Mondiali, le Coppe europee, il Pallone d'Oro, per citarne alcune - peccato che alla fine godano spesso gli altri. Solo una squadra francese si è laureata campione d'Europa (l'OM nel 1993) e solo un calciatore attivo in Ligue 1, Jean-Pierre Papin nel 1991, è riuscito ad aggiudicarsi il premio di France Football. Per intenderci, il campionato ungherese e il campionato cecoslovacco hanno prodotto lo stesso numero di vincitori di quello francese. Neymar, pensaci tu.

7. Podio monocolore

Solo in tre circostanze il podio del Pallone d'Oro è stato occupato da compagni di nazionale: nel 1972 (il trio teutonico Beckenbauer, Muller e Netzer), nel 1981 (ancora i tedeschi Rummenigge, Breitner e Schuster) e nel 1988 (gli oranje Van Basten, Gullit e Rijkaard). Non è un caso che Germania e Olanda siano le nazioni in testa alla classifica, con sette successi per uno.  

8. Podio monocolore - pt 2

Il trio olandese
Il trio olandese domina il Pallone d'Oro 1988

La tripletta olandese del 1988 fu caratterizzata anche da un altro elemento statistico: per la prima volta, il podio era stato dominato da un unico club, il Milan. I rossoneri, peraltro, si ripeterono l'anno successivo, piazzando Franco Baresi tra Van Basten e Rijkaard. Solo il Barcellona è riuscito a ripetere l'impresa, nel 2010 con Messi-Iniesta-Xavi, ma in quel caso il contributo decisivo arrivò dalla nazionale spagnola campione del mondo in Sudafrica.

9. I pluripremiati

Tra i diversi calciatori pluripremiati, solo tre sono riusciti a vincere il Pallone d'Oro con club diversi. Johan Cruijff (Ajax e Barcellona), Ronaldo (Inter e Real Madrid) e Cristiano Ronaldo (Manchester United e Real Madrid).

10. I due litiganti

Barcellona e Real Madrid, Real Madrid e Barcellona. Tiritera snervante? Forse, ma non è solo colpa di Messi e Cristiano Ronaldo. L'ultima edizione del Pallone d'Oro che non ha ospitato sul podio un calciatore blanco o blaugrana è quella del 2003, vinta da Pavel Nedved (Juventus) davanti a Thierry Henry (Arsenal) e Paolo Maldini (Milan). 

11. Riscrivere la storia

Maradona e PelèGetty
Pelè e Maradona, due icone immortali di questo gioco

A proposito di litiganti. Fino a George Weah (1995), solo i calciatori europei venivano presi in considerazione per l'assegnazione del Pallone d'Oro, lasciando aperta la questione: quanti ne avrebbe vinti Pelé? E quanti Maradona? La risposta ce l'ha data France Football, che l'anno scorso, in occasione del 60esimo anniversario del premio, ha pubblicato un albo d'oro semiserio declinato secondo le attuali regole. Ebbene, O Rei ne avrebbe vinti ben sette: le prime quattro edizioni (al posto di Kopa, Di Stefano, Suarez e Sivori), poi quella del 1963 (Yashin), del 1964 (Law) e del 1970 (Gerd Muller). Maradona, stranamente, ne avrebbe vinti solo due: nel 1986 (e ci mancherebbe altro) e nel 1990, spodestando rispettivamente Blochin e Matthaus. In questo mondo parallelo, tra i premiati avremmo trovato anche Mané Garrincha (1962), Mario Kempes (1978) e Romario (1994).

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