Mascherano e il primo incontro con Guardiola: "Lo sai che non giochi?"

Mascherano racconta il backstage del suo rapporto con Guardiola: dal loro primo incontro fino alle loro lunghe chiacchierate, senza dimenticare Messi e il suo futuro.

Come è andata tra Mascherano e Guardiola?

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In certe atmosfere, in certi sguardi, si percepisce l'aurea di alcuni allenatori, alcuni giocatori, alcuni personaggi del calcio. Alcuni allenatori, alcuni giocatori, alcuni personaggi del calcio in qualche modo legano la propria personalità, il proprio talento ad un'aneddotica degna di alcuni santi medievali, di alcuni condottieri antichi, di saghe quasi dimenticate.

Sembra certo che a Barcellona l'epopea Guardiola supererà le fragili catene che il tempo impone al naturale scorrere degli eventi. La mitopoiesi che accompagna la leggenda di Guardiola sulla panchina blaugrana si arricchisce di un nuovo tassello. A raccontare ancora particolari del guru catalano è Javier Mascherano.

In un certo senso è un cantore che all'inizio poteva partire da un punto di vista esterno, per poi assemblarsi così alle perfezioni nei meccanismi mentali di Guardiola da diventare imprescindibile, da legare il suo nome al Barcellona dei miracoli, la squadra che ha fatto abbassare la testa alla corazzata bianca del Re. E cosa può definire meglio la natura di un rapporto di un primo incontro. 

Barcellona, le prima parole di Guardiola a Mascherano

Diciamo che incontrare "Pep" Guardiola la prima volta in qualche modo deve essere impressionante. E che succede se, al primo incontro, quello che non si scorda mai, che potrebbe determinare la definitiva impressione tra i due, Guardiola esordisce in maniera a dir poco... particolare? Il racconto, piuttosto divertito, lo fa Javier Mascherano. A "El Grafico" racconta la loro prima scena: 

Mi ha ricevuto con musica classica e la frase che non dimenticherò più: "Lo sai che sei venuto qui a non giocare, vero?" (ride ndr). Io gli ho risposto: "Stai tranquillo che con me non avrai alcun problema". Ed è stata la verità, perché sono così, anche se in tanti la pensano diversamente. 

Il calcio è un linguaggio universale, e Guardiola ha scavato dentro Mascherano per scoprire un nuovo giocatore. Nei loro dialoghi c'è tanto Pep: il suo essere un mistico inquieto, mai certo della propria visione eppure fedele quasi fino al fanatismo alla sua idea, per poi modificarla, cesellarla, ridurla a polvere e ricrearla. E le parole scorrono, tra Guardiola e Mascherano, che chiamano "El Jefecito", il piccolo capo: 

Abbiamo parlato tantissimo di calcio nei due anni che l'ho avuto come allenatore. Mi chiedeva di Bielsa e della Premier League. Si vedeva che aveva in mente di andarci. Guardiola è sempre stato molto inquieto, tutto il tempo a chiedere, con tante domande, e tante altre cose in testa. 

Non solo Guardiola, al Barcellona anche con Messi il rapporto è particolare, segnato dalle esperienze fortemente negative in nazionale, che hanno determinato spesso pause tra i due, silenzi lunghissimi, anche per più di 20 giorni

La delusione di Leo è stata talmente grande per la terza finale di fila persa che ha detto: "Così, è andata così, mettiamo un punto a questa cosa una volta per tutte". Dopo questa delusione siamo stati 20 giorni senza parlarci, poi, a poco a poco, siamo rientrati in contatto

Guardiola, Messi, il Barcellona, stelle di un universo, quello blaugrana, che per Mascherano potrebbe finire nel buco nero di un futuro ancora da scrivere, ancora da pensare. Con qualche idea forse, che però "El Jefecito" decide di lasciare all'immaginazione. In molti pensano che partirà, lascerà il Barca, non rimarrà in Catalogna. In molti pensano che partirà nella prossima finestra di mercato: 

Sono convinto che ogni tappa della vita vada chiusa, e che quella di Barcellona stia per volgere al termine. Credo di sapere quando, ma non voglio dirlo.

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