C'era una volta il rigore: nove indelebili duelli western

Amati, temuti, criticati e indimenticati: i calci di rigore raccontano storie memorabili di duelli, sguardi e passioni tra calciatori e portieri.

5 condivisioni 3 commenti 0 stelle

di

Share

"C'era una volta il West" è considerato da molti il miglior western di tutti i tempi e uno dei migliori film in assoluto. L'incredibile sequenza del duello finale tra Armonica e Frank, i due protagonisti della storia, offre tutto ciò che si può chiedere all'epica: due uomini nella polvere del deserto, uno di fronte all'altro, che si scrutano in silenzio come predatori reciproci, mentre la telecamera indugia alternativamente nell'abisso dei loro sguardi feroci, pronti a determinare, in un unico momento assoluto, il loro destino e quello del mondo.

C'era una volta il West
Frank e Armonica si fronteggiano

Il capolavoro di Sergio Leone, appassionato e nostalgico omaggio a un'era improvvisamente démodé in un decennio di profonde rivoluzioni, uscì nel dicembre del 1968. Sei mesi prima l'Italia era diventata campione d'Europa per la prima e unica volta, e per farlo aveva avuto bisogno dell'intervento del caso: il lancio della monetina al termine della semifinale contro l'URSS, che premiò gli azzurri e mandò a casa i sovietici. I calci di rigore sarebbero stati introdotti solo due anni più tardi, e anche se ogni tanto si alza qualche voce autorevole che vorrebbe abolirli o sostituirli, è indubbio che abbiano rappresentato, sin dal primo momento, uno degli elementi più grandiosi e crudeli del gioco. Forse, anche per la loro natura così prossima a quella di un duello western. 

Storie di rigori decisivi, storie di vincitori e vinti, di vite che scorrono davanti agli occhi in un momento, storie di sguardi e di gesti che racchiudono un'epoca. Ne abbiamo raccolti nove, ognuno con un significato diverso. Se la riforma Van Basten (perché, Marco?) dovesse aver successo e la lotteria dei rigori dovesse essere rimpiazzata da quella dei shootout, che di omerico hanno poco e ridicolo molto, ci resteranno almeno loro. 

Calci di rigore, duelli memorabili: Grosso vs Barthez (2006)

Fabio non doveva trovarsi lì. Il suo sguardo è quasi incuriosito, quasi trasognato, come se in pochi secondi stesse scandagliando la sua intera esistenza, chiedendosi: "Dove, esattamente, nei miei 28 anni, si nascondeva la promessa che un giorno avrei dovuto vivere un istante come questo?".

Jugovic vs Van der Sar (1996)

Non c'è cosa più confortante del rendersi conto che l'uomo a cui è stato affidato tutto, il tuo campione, è assolutamente sicuro di farcela. Jugovic sorrideva, prima di battere Van der Sar e regalare alla Juventus la Champions League, perché quella scena lui l'aveva già vissuta mille volte nell'eternità impiegata per arrivare al dischetto.

Pirlo vs Hart (2012)

Qui si cambia genere e dall'epica passiamo all'avventura. Avete presente il duello de "I predatori dell'arca perduta"? Quello in cui un vistoso spadaccino arabo, tutto volteggi e svolazzi, affronta nella casbah Indiana Jones, che gli spara sbrigativamente senza nemmeno degnarsi di alzare un sopracciglio? Ecco.

Djukic vs Gonzalez Vasquez (1994)

Ti porti le mani al volto, poi le appoggi sui fianchi. Ancora la destra sulla bocca, per un attimo assumi un'espressione assurdamente meditabonda. Respiri profondamente, per tenere a bada il panico che ti monta dentro come una marea. È l'ultimo minuto di gioco dell'ultima giornata di campionato, il primo che potrebbe finire nel palmares del tuo Deportivo. Se solo tu segnassi quel rigore. Se solo tutto questo non fosse un fardello insostenibile. 

Baggio vs Tapia (1998)

Aveva la stessa postura, Roby, quattro anni prima, dopo aver tirato il rigore più importante, in senso tragico, della sua carriera: la testa piegata sul petto, le mani sui fianchi. In quel respiro, prima di battere il portiere cileno nell'apertura del Mondiale 1998, c'era tutta l'inquietudine che precede la redenzione.

Lampard vs Reina (2008)

Frank Lampard trasforma il rigore che manda il Chelsea in finale di Champions League. Era l'aprile del 2008, e qualche giorno prima era morta sua madre. Questi i fatti, il resto lo racconta la sua faccia.

Pellé vs Neuer (2016)

Molti animali, quando si sentono minacciati, gonfiano il pelo o assumono posture particolari per apparire più grandi agli occhi del potenziale aggressore. Potrebbe sembrare spavalderia, invece è quasi sempre paura.

Shevchenko vs Buffon (2003)

Il più celebre showdown dal dischetto che si ricordi, almeno da queste parti. Il volto scavato, teso e ardimentoso di Buffon; gli occhi rapaci, impazienti, quasi infatuati di Sheva. La resa dei conti di Manchester sarebbe piaciuta anche a Leone.

BONUS: Totti vs Schwarzer (2006)

Un primo piano su un volto impassibile, che diventa improvvisamente un primissimo piano sugli occhi di ghiaccio, un attimo prima dello sparo. Leone non si sarebbe limitato ad apprezzare, lui l'avrebbe girata esattamente così.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.