Valentino Rossi: "MotoGP senza di me? Come Mondiali senza Italia"

Il "Dottore" ha rassicurato tutti dopo la sesta vittoria al Monza Rally Show: "Cercheremo di continuare ancora per un po’".

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Il Mondiale di MotoGP 2017 si è chiuso con Valentino Rossi in quinta posizione. Un risultato che non poteva soddisfare l'unico pilota ad aver vinto il Mondiale in quattro classi differenti e detentore del primato per il maggior numero di Gran Premi (228) disputati consecutivamente. La conquista per la sesta volta del Monza Rally Show, traguardo festeggiato davanti piloti professionisti del calibro di Marco Bonanomi, Thierry Neuville e Andreas Mikkelsen, è per il "Dottore" solo il trampolino di lancio verso la prossima stagione.

A Monza, Valentino Rossi ha faticato parecchio e, seppur penalizzato alla PS7, ha battuto al termine della tre giorni di gare il rivale Marco Bonanomi, terzo sul podio dopo Neuville e Mikkelsen. Un'affermazione che, a 38 anni suonati, conferma la voglia di essere ancora protagonista del pilota nato a Urbino e cresciuto a Tavullia, in provincia di Pesaro. Ad ammetterlo il diretto protagonista:

Sono sceso in pista col coltello tra i denti e la penultima prova è stata la più eccitante. Poi Bonanomi ha sbagliato e ho vinto.

Un successo condiviso con Carlo Cassina, che ha affiancato Valentino alla guida della Ford Fiesta, e ottenuto da Valentino Rossi nonostante una penalità di 10 secondi per essere sceso in pista con la vettura sotto il minimo del peso, costata uno svantaggio di quasi 4 secondi su Bonanomi. Per Rossi si tratta della sesta vittoria, la terza consecutiva, a Monza dove si era già aggiudicato le edizioni 2006, 2007, 2012, 2015 e 2016.

Credo sia stato un errore ingenuo da parte del team. Questo successo mi ricorda molto quelli di Phillip Island nel 2003: anche allora incassai dieci secondi di penalità per aver superato in regime di bandiera gialla, però vinsi comunque la corsa.

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Di tempo per far crescere i giovani nella sua Academy ce ne sarà, ma Valentino Rossi ha già ben chiare in mente le traiettorie che assumerà il suo 2018 nella MotoGP: la parola d'ordine è riscatto, dopo un Mondiale 2017 chiuso con la caduta al sesto giro a Motegi, il settimo posto di Sepang e il quinto posto di Valencia, intervallati dalla seconda piazza ottenuta in Australia. 208 punti in classifica e quinto posto con Yamaha. Ripercorrendo il film della stagione, il 46 non ha dubbi:

Assen è stata la più bella immagine del 2017. Sinceramente non è stato un grande anno, ci sono state delle belle gare però il nostro potenziale è maggiore rispetto a quanto visto. Ora dobbiamo colmare il gap.

Il 2018 potrebbe essere un crocevia importante per la carriera di Rossi. I risultati della prossima annata incideranno sulla scelta della data del ritiro di Vale. Difficile immaginare una MotoGP senza di lui. Che accetta anche un paragone azzardato:

Il Motomondiale senza di me come la Coppa del Mondo senza Italia? Mi piace questo paragone. Cercheremo di continuare ancora per un po’.

Una scena, quella riguardante la Nazionale azzurra, che a Russia 2018 si verificherà. Un parallelismo, quello con il calcio, che non lascia certo indifferente Valentino Rossi, tifoso dell'Inter. Domenica sera, intervenuto su Sky per commentare la vittoria dei nerazzurri sul Chievo Verona, che ha portato Icardi e compagni in vetta alla Serie A, il "Dottore" aveva scherzato con l'allenatore Luciano Spalletti.

Mister, se vuole io ci sono. Gioco come ala sinistra. C'è Perisic? Pazienza, mi accontento anche di dieci minuti...

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