Serie A, Milan: Yonghong Li in difficoltà. Arriva un gruppo arabo?

Continuano le voci sulla crisi del patron rossonero: 'La Repubblica' scrive che arabi e poi americani sarebbero pronti ad entrare in società.

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Misteri, voci, smentite. Il lato nero del club Milan rimane la presidenza. Yonghong Li, patron cinese che non si vede e non si sente, è in difficoltà. Le indiscrezioni si rincorrono mentre la squadra, affidata a Gattuso dopo l’esonero di Montella, riesce nell'impresa di far fare al Benevento il primo punto in Serie A.

Tempi duri. In estate nessuno l’avrebbe detto. I sorrisi dopo la vendita ufficiale alla cordata cinese e gli applausi dopo una campagna acquisti faraonica facevano ben sperare. Ora le nubi diventano sempre più nere sopra gli uffici di via Aldo Rossi.

Che succede in casa del Milan? Qui si va oltre la Serie A e le prestazioni in campo. Di mezzo c’è il presidente invisibile. Che forse si farà da parte lasciando spazio ad altri investitori.

Serie A, Gattuso allenatore del Milan
Serie A, Gattuso dopo il pareggio del Milan con il Benevento

Serie A, Milan: Yonghong Li in difficoltà

La situazione del Milan in ordine cronologico. Punto primo. Un’inchiesta del New York Times parla chiaro. Yonghong Li, presidente del club, non ha nessuna miniera e nessuno lo conosce. E il padre con il fratello sono stati in prigione per truffa. Ombre su ombre, c’è un lato oscuro. Punto secondo: Gattuso stecca l’esordio in Serie A sulla panchina rossonera pareggiando clamorosamente a Benevento. Piove sul bagnato.

Sono giorni di riflessione: problemi in campo, problemi nei palazzi. Ecco che 'La Repubblica' lancia l’indiscrezione: un gruppo arabo di primo livello sarebbe interessato ad entrare in affari con i cinesi. Un rapido ingresso prima come soci, poi come proprietari del club. Magari con l’aiuto di una multinazionale targata USA. Gli americani guardano sempre al calcio europeo e sarebbero pronti ad inserirsi nell’eventuale cambio di proprietà, convinti anche dalla costruzione di un nuovo stadio.

Serie A, Milan: immagine del patron Yonghong Li e Fassone
Serie A, Milan: il patron Yonghong Li e Fassone nel giorno della presentazione

Serve una svolta

Per ora solo ipotesi. Ma attenzione, perché al Milan servono idee concrete. Sui cinesi pesa il debito con il fondo Elliot di 303 milioni da ricoprire entro ottobre del 2018 ad interessi super. E poi c’è la UEFA. Il presidente Ceferin è stato chiaro: il club deve rientrare delle spese. E in settimana arriverà la riposta sul voluntary agreement presentato lo scorso 9 novembre. 

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