Le memorie di Crespo: "Da giovane orge e bella vita"

"Da giovane ho partecipato a diverse orge con molte donne". Lo racconta l'attuale vicepresidente del Parma in un programma televisivo.

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Lo si vede lì, in giacca e cravatta, che firma contratti e dà consigli paterni ai giocatori. D'altronde Hernan Crespo in carriera ha vinto sette campionati (tre in Italia con l'Inter, tre in Argentina con il River Plate e uno con il Chelsea), ai quali vanno aggiunte tante, tantissime coppe. In molti casi, fra l'altro, non ha vinto da comprimario.

Per tutta la carriera ha segnato decine e decine di gol. Centinaia di gol. Si è preso spesso le prime pagine dei giornali, o le copertine delle riviste. Ricco, giovane, bello e famoso. Hernan Crespo era sulla cresta dell'onda. Con queste premesse era difficile che le donne non gli cadessero ai piedi.

Ospite del programma “Podemos Hablar”, in Argentina, l’ex attaccante di Parma, Lazio, Inter e Milan, nonché attuale vicepresidente del Parma ha ammesso di aver avuto una giovinezza piuttosto movimentata. Durante un gioco con altri ospiti, il conduttore ha chiesto a coloro i quali avessero partecipato almeno a un'orgia di fare un passo avanti. Crespo era fra loro.

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Crespo e la vita da single

Crespo, anche piuttosto imbarazzato, ha poi raccontato le sue avventure da single, sottolineando, ora che è sposato, che all'epoca non aveva nessuna frequentazione fissa:

Non c’è molto da spiegare, c’è solo da immaginare. C’erano sempre più donne che uomini. Ricordo che fino ai 27 anni ero single. E quando sei giovane e famoso, beh, ti godi la vita.

Ora però non rimpiange quei momenti. Al contrario. Si gode il rapporto che ha con la moglie, che, a differenza dei tanti avuti in passato, non è solo carnale.

Non mi mancano quei momenti. Oggi ho un'altra maturità. Per me non è un motivo d'orgoglio aver fatto certe cose. È successo, è solo un'esperienza di vita. Ora, con mia moglie, sono sereno. Non mi manca il passato.

Crespo e Batistuta in Nazionale
Crespo e Batistuta in Nazionale

La vita salvata dal calcio

Spesso, negli anni, si leggono le storie dei calciatori che affermano che il calcio abbia salvato loro la vita. Nel caso di Crespo però non è una frase fatta. Nel 1993 ci fu un incendio a Olivos Kheyvis, nel quale morirono 17 persone. Molte di loro erano amiche dell'attaccante argentino. Quella sera, in quel locale, c'era una festa organizzata da alcuni compagni di scuola di Crespo. Lui però si salvò... grazie al calcio appunto.

Sarei dovuto essere lì, ma giocavo nelle giovanili del River e fui convocato in prima squadra. Ero in stanza con Ortega e seppi della tragedia solo la mattina successiva. Ero sconvolto, erano morte tante persone che conoscevo. Amici di scuola, con cui parlavo in ricreazione, che vedevo ogni giorno. Non so se quel giorno sarei morto, ma sicuramente sarei stato lì in quel momento.

Su Icardi e Higuain

Non solo vita però. Crespo ha parlato anche di calcio. E, in vista dei mondiali, si è espresso anche sul dualismo che in Nazionale c'è fra Icardi e Higuain.

Prima di scegliere chi schierare bisogna capire come vogliamo giocare. Sampaoli non ha avuto molto tempo perché doveva pensare a qualificarsi. Ora però può lavorare su questo aspetto. Icardi a me piace parecchio perché è diverso rispetto a Higuain e Aguero. Anche Gonzalo e Sergio hanno però caratteristiche diverse fra loro. La forza dell'Argentina è proprio questa varietà.

Essendoci anche Messi, Dybala e, appunto, Aguero, qualcuno dovrà giocoforza restare fuori. In panchina, ma forse perfino fuori dalle convocazioni. Crespo sa che la scelta non è facile.

Messi ovviamente gioca sempre. Io credo si integri bene con Dybala. Non so perché per ora non ha funzionato questa coppia. Però hanno grande qualità, quindi possono far bene. Fra Higuain e Icardi oggi scelgo Maurito. Ma possono giocare insieme come me e Batistuta. Bisogna solo avere voglia di sacrificarsi per la squadra.

Lo si vede lì, in giacca e cravatta, che firma contratti e dà consigli paterni ai giocatori. D'altronde Hernan Crespo è sempre stato un ragazzo con la testa sulle spalle. E il passato, a volte, non è solo passato: fa parte di un'altra vita.

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