Serie A, da Mancini a Spalletti: Inter sola in vetta dopo 697 giorni

Icardi e Perisic sono le garanzie, Skriniar il nuovo che avanza: i nerazzurri tornano al primo posto, non accadeva dal 6 gennaio 2016.

Serie A, l'Inter torna in vetta dopo due anni

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L'Inter batte il Chievo per 5-0 e conquista la vetta solitaria della Serie A. Un percorso partito da lontano, questa estate probabilmente è stata la tappa più importante. Il cambio in panchina, i riflettori spenti, nessun mercato faraonico. Poi le vittorie, una dopo l'altra, come le ciliegie: mangi la prima, poi non riesci più a fermarti. Vittorie sofferte, ma pur sempre vittorie. Di tre punti in tre punti, i nerazzurri hanno completato la loro scalata e sorpassato il Napoli.

Le reti oggi portano i nomi di giocatori simbolo di questa Inter: l'acquisto costoso è stato quello di Milan Skriniar (preso per 20 milioni più Caprari), che sta disputando un inizio di stagione da sogno. Ennesimo gol per un difensore che dietro regge e davanti punge. E poi il solito Mauro Icardi, che si prende il primo posto della classifica marcatori: 16 gol e Immobile staccato. Poi Perisic, autore di una tripletta: doveva andar via, è rimasto, tutti contenti. 

L'Inter in testa alla classifica non si vedeva da diverso tempo. I nerazzurri, infatti, non erano soli al comando da quasi due anni, esattamente da 697 giorni: la squadra, allora di Mancini, viaggiava a gonfie vele e il 6 gennaio del 2016, grazie alla vittoria sull'Empoli, Icardi e compagni conquistavano la cima della Serie A. Da lì in poi, le cose sono andate peggiorando mese dopo mese, fino ad arrivare al settimo posto della scorsa annata.

Serie A, Inter in vetta: cosa è successo in questi due anni

Da Mancini a Spalletti: la strada non è stata così semplice. L'ex allenatore del City era rimasto in sella fino al termine della stagione, ma in estate era arrivato lo strappo con la società. L'addio a ciel sereno, poi l'arrivo di De Boer. Il tecnico olandese ha allenato l'Inter per soli 84 giorni. La squadra allora è stata affidata a Stefano Pioli: con lui, nell'ultima stagione di Serie A, le cose hanno iniziato ad andare meglio. Poi il calo improvviso, la crisi di risultati e infine l'esonero. L'Inter è passata nelle mani di Vecchi, che alla fine ha ceduto il posto a Luciano Spalletti.

Sono cambiati anche diversi giocatori: Kondogbia ha deluso le aspettative, così come Murillo; non c'è più Medel, Ljajic è andato a cercare fortuna al Torino. Chi è rimasto saldo al suo posto, invece, è Mauro Icardi: l'attaccante argentino è sempre più capitano e trascinatore dei nerazzurri. E nonostante le voci di mercato Perisic è ancora lì, a scorrazzare sulla fascia sinistra spaccando in due le partite. 

Da Mancini a Spalletti, da Murillo a Srkiniar, da Kondogbia a Vecino: c'è voluto del tempo per costruire una nuova Inter, per trovare la giusta chimica tra allenatore e giocatori. C'è voluto del tempo, sì. Più o meno due anni.  

 

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