Premier League, Ibrahimovic: "Ho sempre saputo di essere il migliore"

Lo svedese si racconta ai microfoni di Sky Sport: "Nel 2000 Wenger mi chiese di fare un provino per l'Arsenal. Gli risposi che io di provini non ne faccio".

Premier League, Ibrahimovic si racconta

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Non c'è dubbio che, oltre ad essere uno degli attaccanti più forti e vincenti del nuovo millennio, Zlatan Ibrahimovic sia anche una delle personalità più singolari mai viste nella storia del calcio moderno.

Nella sua ormai quasi ventennale carriera, l'attaccante del Manchester United si è contraddistinto non soltanto per le incredibili giocate in campo, ma anche per il suo carattere ambizioso e per le sue dichiarazioni spesso ben oltre il limite della presunzione.

Lo svedese si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport in cui ha ripercorso le tappe della sua vita da calciatore, dai suoi esordi nelle giovanili del Malmö, passando per un mancato trasferimento in Premier League nel 2000, fino al suo incontro con Mino Raiola.

Ibrahimovic con la maglia dello United
Ibrahimovic con la maglia del Manchester United

Premier League, Ibrahimovic: "Sin da piccolo sapevo di essere il più forte"

Ibrahimovic ha parlato nella trasmissione "I Signori del Calcio", raccontando come la sua ambizione di diventare uno dei calciatori più forti del mondo fosse nei suoi pensieri già da quando era molto giovane.

Sono cresciuto soltanto con mio padre, che pur di darmi i soldi per andare a giocare nei tornei giovanili non pagava l’affitto per un mese. Sin da piccolo sapevo che non c'era nessuno migliore di me. Guardavo in tv giocatori come Ronaldo, Romario e Baggio e avevo solo un obiettivo: mostrare a tutti che ero il più forte.

Lo svedese, rientrato in Premier League due settimane fa dopo l'infortunio al ginocchio dello scorso aprile, ha parlato dei suoi inizi fra le fila del Malmö, squadra della sua città natale, e specialmente delle difficoltà avute nell'essere accettato all'interno dello spogliatoio per via delle sue origini jugoslave.

Non sono stato accettato dai compagni perché avevo un cognome straniero. Dopo la retrocessione furono obbligati a usare i giovani perché i migliori andarono via, ma neanche lì ero titolare. Poi l'allenatore Roland Anderson ha creduto in me e ho sfruttato l’opportunità.

Durante l'intervista, Ibrahimovic ha svelato un curioso retroscena su quello che poteva essere un suo approdo in Premier League con 16 anni di anticipo. Nel 2000 lo svedese fu molto vicino al trasferimento all'Arsenal, saltato per una motivazione molto particolare. 

Andai a Londra per incontrare Wenger, che a quel punto mi chiese di fare un provino. Gli risposi che io non facevo provini e che se non mi voleva da subito, mi stava solo facendo perdere tempo: anche allora sapevo di essere il migliore.

Dopo aver descritto la sua esperienza all'Ajax, durante la quale a suo dire la svolta fu l'arrivo in panchina di Ronald Koeman, Ibrahimovic ha raccontato il suo incontro col suo ormai storico procuratore Mino Raiola.

Da come si vestiva, non sembrava neanche un procuratore. Mi mostrò le mie statistiche dicendomi: "Se segni così poco come faccio a venderti?". E dopo soltanto 3 mesi sotto la sua gestione, firmai con la Juventus.

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