Made in Italy #1 - Alla scoperta dei giovani azzurri in NCAA

Sempre più giovani talenti italiani decidono di sbarcare nel campionato universitario americano per coronare un sogno chiamato NBA. Scopriamo chi sono.

Alla scoperta degli italiani negli USA

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Ogni anno sempre più ragazzi italiani decidono di volare negli States, con l'idea di vivere un'esperienza di basket diversa, in cui possono confrontarsi con un mondo per alcuni versi lontano anni luce dal basket italiano ed europeo e, perchè no, sognare da vicino di approdare in NBA.

Negli ultimi anni l'NCAA ha riscosso un interesse sempre maggiore nei ragazzi italiani. I più famosi che hanno provato ad intraprendere questo tipo di esperienza sono stati Daniel Hackett (nel 2006 con USC Trojans), Amedeo Della Valle (nel 2012 con Ohio State) e Federico Mussini (nel 2015 a St. John's).

In questa stagione i giovani azzurri in NCAA sono addirittura dodici. Abbiamo deciso di presentarveli, in tre puntate, con la rubrica Made in Italy.

Fox Sports è la casa della Ncaa

Se invece volete vederli in azione, rimanete sintonizzati sul canale 204 della piattaforma Sky. A partire da questa stagione, infatti, Fox Sports trasmetterà in esclusiva le partite del campionato universitario americano, con 2 dirette alla settimana nella prima parte del campionato e con tutte le partite del March Madness, il tabellone dei playoff che, nel mese di marzo, polarizza l'attenzione di tutti gli appassionati di sport americani.

Scopriamo allora insieme i primi quattro giocatori italiani che puntano ad essere i protagonisti di questa stagione NCAA.

Pierfrancesco Oliva - Saint Joseph's

Uno dei giocatori italiani più attesi di questa stagione non può che essere Pierfrancesco Oliva. Il giocatore tarantino è giunto al suo terzo anno al college di Saint Joseph's, ma nella scorsa stagione non è mai sceso in campo: poco più di un anno fa, infatti, il numero 24 si è dovuto sottoporre ad un intervento al ginocchio destro che lo ha tenuto lontano dai parquet per tutta la stagione scorsa. Prima di quest'anno, la sua ultima apparizione era datata 16 marzo 2016, giorno in cui lui e i suoi Hawks furono eliminati al secondo turno del Torneo NCAA per mano di Oregon.

Nella sua prima stagione al college, Oliva era già riuscito a ritagliarsi un ruolo importante in squadra: per coach Phil Martelli, infatti, Pierfrancesco era un elemento inamovibile del quintetto degli Hawks, nonostante fosse solo un freshman. Oliva ha chiuso la prima stagione con 4 punti di media a partita, più 3.7 rimbalzi e 1.7 assist in 16.5 minuti di utilizzo.

Oliva di Saint Joseph's
Pierfrancesco Oliva è uno degli azzurri più attesi in NCAA

Nonostante i dubbi (leciti) che potevano esserci intorno ad un giocatore fermo da oltre un anno, anche in questa stagione il suo allenatore Phil Martelli ha deciso di puntare ancora sul ragazzo tarantino. I numeri di queste prime uscite sembrano dare ragione allo storico coach: in sette partite disputate, Oliva a messo insieme 7.4 punti (quarto realizzatore della squadra) e 7.4 rimbalzi (migliore di squadra) di media a partita, in oltre 30 minuti di utilizzo.

Soprannominato da tutti Checco, Oliva è stato uno dei protagonisti della vittoria dell'Atlantic 10 nel 2016. In questa stagione, sfortuna permettendo, gli Hawks possono ambire a vincere l'Atlanc 10 ancora una volta. Sulla loro strada, però, c'è un'altro college con un po' di azzurro: i Rhode Island di Nicola Akele.

Giovanni De Nicolao - UTSA

Uno dei migliori freshman azzurri della scorsa stagione è senz'altro Giovanni De Nicolao. Il playmaker classe 1996 è riuscito a ripagare la fiducia di coach Steve Henson, che gli ha affidato le chiavi della squadra fin dalla prima partita. Il padovano si è dimostrato un playmaker affidabile, dotato di grande carisma e sangue freddo: Giovanni, infatti, ha chiuso la propria annata da matricola con 8.2 punti di media, a cui vanno aggiunti 3.3 assist e 1.7 recuperi in 27.2 minuti (italiano più utilizzato). A dimostrazione della sua ottima annata c'è anche il premio di Freshman of the Week in Conference USA, titolo che si è guadagnato lo scorso gennaio.

Il giocatore veneto è il terzo (e più giovane) di una vera e propria covata di playmaker. Il fratello maggiore, Andrea, è il play della Reyer Venezia campione d'Italia, mentre Francesco è il regista della Virtus Roma, in A-2. 

De Nicolao di UTSA
Giovanni De Nicolao di UTSA

Prima di approdare negli States, il "piccolo"De Nicolao ha già assaggiato il basket dei grandi: nel 2014/2015, infatti, ha ottenuto una promozione in serie B con Vicenza, mentre la stagione seguente ha aiutato Casale Monferrato a raggiungere i playoff di A-2.

Nelle prime partite da sophomore, Giovanni si sta dimostrando il vero e proprio trascinatore degli UTSA: già in doppia cifra in ben 4 delle 8 partite disputate fino a qui, con una media punti di 9.5 ad allacciata di scarpe. Oltre alle buone prestazioni in fase realizzativa, DeNik si sta dimostrando sempre più il leader della squadra allenata da coach Henson.

Nella passata stagione, gli UTSA si sono rivelati una vera e propria sorpresa. Dopo anni bui fatti di sconfitte e magre figure, i Roadrunners hanno disputato un buon campionato, chiudendo la stagione con 14 vittorie e 19 sconfitte. Nonostante la crescita della squadra, De Nicolao e i suoi UTSA difficilmente potranno ambire al titolo di campioni di Conference quest'anno, ma sono sicuramente una squadra da non sottovalutare

Andrea Bernardi - Marist College

Uno degli ultimi arrivati nel campionato universitario americano è Andrea Bernardi. Cresciuto cestisticamente nell'Aquila Trento, il classe 1997 è play-guardia di 193 centimetri per 80 chili. Probabilmente è un po' "leggero" il basket fisico che si gioca in NCAA, ma è dotato di grande atletismo ed esplosività, doti importanti oltreoceano.

Andrea è il nipote del grandissimo pallavolista Lorenzo Bernardi, medaglia d'argento alle Olimpiadi del '96 e vincitore di 3 ori mondiali.

Bernardi di Marist
Andrea Bernardi, freshman di Marist

Come De Nicolao, anche Bernardi prima di volare negli States ha avuto esperienze senior nel basket italiano. Due anni fa, nella stagione 2015-16, ha disputato 13 partite in A-2 con la Scaligera Verona a 4.4 minuti di media; mentre nella passata stagione ha viaggiato a quasi 20 punti di media in C Silver, a Riva del Garda, oltre a tre brevi apparizioni in Serie A con la sua Trento.

La squadra di Bernardi, Marist, negli ultimi tre anni è sempre arrivata ultima nella Metro Atlantic Athletic Conference (MAAC) e non prende parte al Torneo NCAA da esattamente 30 anni (l’ultimo titolo di regular season risale invece al 2007).

Francesco Badocchi - Virginia

Per tre giocatori che puntano a diventare protagonisti in questa stagione, ce n'è uno che dovrà aspettare ancora un anno prima di poter scendere in campo. Parliamo nello specifico di Francesco Badocchi, milanese classe 1998, che ha ottenuto una borsa di studio per Virginia, uno dei migliori programmi universitari d'America, ma che dovrà stare fermo tutta la stagione a causa di un'operazione al ginocchio.

Badocchi di Virginia
Esordio rinviato per Francesco Badocchi

Francesco arriva direttamente dalla high school. Per lui due anni da protagonista con Bishop Miege: due volte campione del Kansas con 14.7 punti, 6.2 rimbalzi e 2.8 stoppate di media nel suo anno da senior. 

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