Bayern Monaco, Lewandowski: "Mi sentivo inferiore perché polacco"

Arrivato in Germania a soli 21 anni, Lewandowski si sentiva inferiore agli altri giocatori solo perché polacco: "Oggi mi sento al livello di Cristiano Ronaldo e Messi".

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Giovane, sconosciuto e polacco. Non un eccellente biglietto da visita per un nuovo acquisto. Fra l’altro quel Robert Lewandowski, che il Borussia Dortmund prese che aveva appena 21 anni, non era particolarmente incisivo sotto porta. Al punto che i tifosi, per tutta la sua prima stagione in giallonero, lo chiameranno Chanchentod. Cioè “la morte delle chance”, o delle palle gol.

Non cose che fanno particolarmente bene all’autostima. Eppure quando Lucas Barrios nell’estate del 2011 si fece male, Jurgen Klopp decise di non prendere un sostituto, puntando ciecamente su quel Lewandowski che nella sua prima stagione tedesca aveva segnato appena 8 gol. E il polacco nel 2011-12 finì con 22 reti.

Nella testa di Lewandowski dev'esser scattato qualcosa. Perché da quel momento solo in una stagione Robert non ha segnato (almeno) 20 gol in Bundesliga. E nel calcio, si sa, la psiche è molto importante. Perché l’attaccante polacco, fino a quel momento, non si sentiva realmente all’altezza.

Bayern Monaco, Lewandowski racconta: “Mi sentivo inferiore perché polacco”

Arrivato in Germania dopo aver vinto la classifica cannonieri in tutte e tre le migliori leghe del campionato polacco (quelle che in Italia sarebbero Lega Pro, Serie B e Serie A) a soli 21 anni, Lewandowski aveva comunque forti dubbi su se stesso. Anche se sentirglielo dire oggi che è uno dei centravanti più forti al mondo fa impressione. Eppure, durante il programma televisivo polacco "Kuba Wojewodzki", Lewandowski ha raccontato di aver avuto un grosso complesso da affrontare:

Quando lasciai la Polonia non ero sicuro di me. Avevo un mare di complessi, come probabilmente ogni uomo polacco. Venendo dalla Polonia pensavo di non essere al livello degli altri.

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A furia di gol (è a quota 164 in 240 partite di Bundesliga), ha però cambiato idea. Diventando più forte specie mentalmente: al punto che a chi gli chiede in che posizione si metterebbe se paragonato con Messi e Cristiano Ronaldo, Robert risponde così:

Perché non mi dovrei mettere al primo posto? Mi sento al loro livello. 

Giovane, sconosciuto e polacco. Nel 2010 Lewandowski arrivò in Germania pieno di complessi. Battuti tutti a suon di gol.

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