UFC, McGregor e il cartello della droga irlandese: rischia la vita?

La scena è questa: bar di Dublino, rissa, McGregor che colpisce l'uomo sbagliato, legato ad una gang irlandese. E ora rischia grosso.

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Diciamo che la dinamica degli eventi non appare chiarissima, le ricostruzioni sono frammentarie e i titoloni sono quasi scontati. Nuovi guai per Conor McGregor, il fighter irlandese tra i più celebrati, controversi e VIP del pianet. Solo che stavolta non è proprio una cosuccia cialtronesca. Stavolta c'è in ballo molto di più di una bizza fuori ottagono. Stavolta le conseguenze potrebbero (il condizionale è d'obbligo, e del tutto auspicabile) essere più gravi del previsto. Anche perché si tratterebbe di un errore, ma di quelli fatti con le persone sbagliate. E l'affresco perfetto tra marketing, pura e "innocente" violenza MMA, e carattere burrascoso rischia di andare in frantumi. Perché stavolta il pericolo è reale per McGregor.   

Forse ha una specie di coda di violenza che lo segue ovunque, come se fosse un marchio: una rissa, un colpo da mandare a segno, l'ennesimo. Stavolta non riesce a colpire il giovane che avrebbe voluto. Stavolta finisce per colpire un uomo legato a Graham "The Wig" Whelan, uno dei luogotenenti di una delle più temute gang irlandesi, i Kinahan. Forse non era solo un uomo legato a Whelan, qualche giornale irlandese sussura che McGregor avrebbe colpito il padre.

E con Whelan non si scherza. Ai Kinahan potrebbe non importare cosa significhi McGregor per lo sport, la sua caratura di atleta. Il fighter stavolta potrebbe doversi guardare le spalle sul serio. Non si scherza, con i Kinahan non si scherza mai. La polizia irlandese lo sa bene. Si paga (si mormora abbiano chiesto al fighter 900mila euro), ma a volte non serve. A volte non basta. 

McGregor rischia davvero la vita?

Un giornalista irlandese, Williams, a Newstalk Breakfast ha raccontato con una certa enfasi, e una malcelata preoccupazione, la faccenda intricata in cui si è cacciato McGregor. Non è un'offesa che si può lavare con tante scuse, questa. Non è un gruppo di persone con cui ci si relaziona secondo le regole del sentire comune. Le regole sono altre, ben diverse: 

Conor McGregor è in una situazione molto pericolosa al momento. È entrato in conflitto, probabilmente non per colpa sua, con un gruppo di persone molto, molto pericolose che sono legate ai Kinahan. Queste persone non si preoccupano di chi sia Conor McGregor, di cosa rappresenti, quanto sia forte, lo trascineranno nell'abisso.

E chi parla non è l'ultimo dei ciarlatani. Paul Williams è uno dei giornalisti irlandesi più quotati, si occupa di criminalità organizzata, è autore di numerose pubblicazioni sull'argomento. E mette in serio allarme i fan di Conor McGregor

Non so se è ancora nel paese, ma capisco che potrebbe averlo lasciato. Il Garda (la polizia irlandese, ndr) potrebbe fornirgli un modulo GIM, che è un Messaggio informativo Garda, per notificargli che potrebbero esserci delle minacce alla sua sicurezza. Questa è una storia enorme e immagina cosa potrebbe fare alla nostra reputazione se questa icona sportiva nazionale venisse attaccata da un gruppo di gangster.
Al di là della reputazione nazionale, che alla fine si potrebbe anche ignorare, o comunque tralasciare, probabilmente questa per McGregor è una situazione veramente spinosa, pericolosa, al limite.   
Stavolta McGregor non potrà fare del trash talking: con i Kinahan non si scherza
Stavolta McGregor non potrà fare del trash talking: con i Kinahan non si scherza

Conor e i Kinahan: chi sono, quanto fatturano e varie ed eventuali storie di gangster

Ma chi sono i Kinahan? Da anni combattono una guerra sanguinosa contro la famiglia Hutch, guidata da Gerry "The Monk", "il monaco". Hutch che a 10 anni già era in carcere. A 50 anni il Monaco guida una delle famiglie più ricche e sanguinarie dell'isola, deve il suo soprannome ad una giornalista (poi assassinata nel 1996), per lo "stile di vita disciplinato" che gli avrebbe consentito di accumulare milioni (lui nega, sostiene di averli messi insieme grazie alle sue attività legali). 
L'attuale faida avrebbe avuto inizio con il  suo omidicio. Ah, "Il Monaco" è famoso per aver osato architettare una sonora "ripassata" al suo vecchio capo, Daniel Kinahan, con tanto di furto di 1 milione di euro. Il pestaggio con furto sarebbe stato sventato da un campione di pugilato (vedi il caso) e l'onta sarebbe stata perdonata con il versamento di 200mila euro. I Kinahan li hanno intascati, ma poco dopo hanno chiesto la stessa cifra. E deciso di condannarlo a morte. E lui si sta nascondendo da tempo: 
 
I Kinahan non perdonano: hanno ucciso anche suo fratello che pare non fosse neppure coinvolto negli affari di famiglia, hanno provato a giustiziarne il nipote dietro le sbarre, scampato a ben due agguati in carcere. I Kinahan sono spietati: hanno relazioni strette con i cartelli messicani e colombiani, con la Mafia Russa, controllano la maggior parte della droga in Irlanda e Gran Bretagna. Hanno un giro d'affari rigorosamente illegali di 400 milioni di euro.   
Attualmente sarebbe Daniel Kinahan, dalla Costa del Sol, a gestire gli affari: Christy "Dapper Don" Kinahan, il capostipite, si sarebbe ritirato a Dubai. Daniel investe nella boxe, ironia della sorte, proprio la nobile arte con cui McGregor si è fatto le ossa. Contro di loro non basta il trash talking, la guerra psicologica o il suo sinistro di fuoco: stavolta McGregor rischia. Williams conclude:  

A queste persone, dovete saperlo, non importa nulla, non hanno i nostri parametri, non hanno confini, non fanno differenza tra un'icona sportiva internazionale e un uomo per la strada. Ti sparano, ti feriscono, fanno qualsiasi cosa vogliano fare.

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