Serie A, Totti: "La mia vita è cambiata. Napoli-Juve? Spero nel pari"

L'ex capitano della Roma parla del ritiro: "Mi è servito del tempo per abituarmi al ruolo da dirigente. Se lo Scudetto non lo vincessimo noi, preferisco il Napoli".

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Cambiare vita non è mai facile per nessuno, ma siamo pronti a scommettere che dopo ben 25 anni passati con addosso la maglia della Roma, per Francesco Totti questi primi tre mesi di stagione debbano essere stati surreali.

Da agosto l'ormai ex capitano dei giallorossi ha appeso gli scarpini al chiodo per entrare nella dirigenza della società capitolina e nonostante l'ottimo inizio di annata da parte della squadra, non scendere in campo con quelli che poco tempo fa erano suoi compagni deve fargli sicuramente uno strano effetto.

Totti ha rilasciato una lunga e interessante intervista, in cui ha parlato di come sia cambiata la sua vita da quella fatidica ultima partita contro il Genoa, del futuro della sua Roma e delle concorrenti dei giallorossi per la vittoria finale in Serie A.

Totti con i dirigenti della Roma
Totti con Baldissoni e Monchi

Serie A, Totti: "Il ritiro ha cambiato tutto. Spero che Napoli-Juventus finisca in pareggio"

Totti ha parlato sulle pagine del Corriere della Sera, rilasciando la sua prima intervista al giornale da quando è dirigente. Inevitabilmente, la prima domanda è stata su quanto sia differente la sua attuale esperienza rispetto a quella da calciatore.

È tutto diverso, ho dovuto chiedere alla società del tempo per poter liberare la testa. All'inizio parlavo da solo come i matti, dicendomi che ero infortunato o squalificato e che stavo per rientrare. Ora mi sono abituato.

Il momento del suo ritiro, dopo la partita di Serie A contro il Genoa, è stato uno dei più toccanti della storia del calcio italiano. Uno stadio intero (e milioni di spettatori davanti alla tv) si è commosso guardando una leggenda del nostro campionato aprirsi di fronte ai suoi tifosi.

Non me l'aspettavo così, è stata un'emozione che è andata oltre il gioco del calcio. In quel momento non importava chi fossi o per quale squadra giocassi, ero il fratello di tutti.

Una carriera, quella di Totti, dedicata interamente alla Roma, messa sempre davanti a tutto. Ma durante l'intervista, il Pupone ha parlato delle uniche due occasioni in cui è stato vicino a lasciare la Capitale e la Serie A.

Potevo andare al Real Madrid, ma rifiutai e non me ne sono mai pentito. E ho pensato ad andar via anche nell'ultimo periodo con Spalletti: il nostro rapporto non era più quello di una volta e ho ricevuto grandi offerte dagli Emirati e dagli USA.

Da Campione del Mondo con la sua Nazionale nel 2006, è impossibile non domandare a Totti quale sia la sua opinione sullo stato attuale del calcio italiano e soprattutto quali siano i nomi sui quale puntare per iniziare una necessaria rivoluzione.

La FIGC dovrebbe ripartire da un uomo come Tommasi, che è giovane, capace e trasparente. E come ct direi Montella, così ricostruiamo la Roma dello Scudetto.

In ultimo, Totti ha voluto parlare del campionato in corso, con la Roma che sta viaggiando ad un ottimo ritmo e che potrebbe approfittare nel weekend dello scontro diretto fra Napoli e Juventus.

Spero pareggino, così possiamo guadagnare punti su entrambe. Se il campionato non lo vincesse la Roma, preferirei andasse al Napoli, almeno per cambiare: a Torino si saranno stufati di festeggiare. Poi a Napoli con uno Scudetto ci camperebbero cent'anni.

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