Luan, "o mehlor da Libertadores": chi è la star del Gremio

Il "nuovo Ronaldinho" o "Luanel Messi", ha 24 anni e nessuno è riuscito ancora a portarlo in Europa: alla scoperta del miglior giocatore del torneo.

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Se già conoscevate Luan, fate finta di non averne mai sentito parlare. E scordatevi pure il titolo che vi abbiamo proposto: "miglior giocatore della Copa Libertadores" e "stella del Gremio"? Mettete tutto da parte, non vi abbiamo detto nulla. Fate tabula rasa e poi godetevi il video di una decina di secondi del suo golazo. C'è questo numero 7, con la maglia azul-negra-branca, lanciato a rete in uno contro uno: all'inizio penserete che sta sprecando una colossale occasione, il suo controllo non proprio efficace ha fatto risalire l'intera difesa.

È in quel preciso istante che realizzerete di essere all'interno di una candid camera. Voi insieme ai difensori del Lanus. Perché quel ragazzotto caracollante vi sta beatamente prendendo in giro: gli basta una finta per mandare al bar due avversari, una piccola accelerata per presentarsi di fronte al portiere. E per concludere come? Ovvio, con uno scavetto fluido e sinuoso come il cioccolato fuso.

In un gol, la carta d'identità di Luan Guilherme de Jesus Vieira, professione attaccante e faro dei tri-campioni del Sudamerica. E che gol: la sua magia vale il 2-0 nella finale di ritorno contro i Granate argentini (già battuti di misura all'andata). All'Arena finirà 2-1, mentre la festa dei tifosi dell'Imortal Tricolor probabilmente ancora sta proseguendo per le strade di Porto Alegre. Sul pullman aperto della squadra, c'è un 24enne dai capelli tinti d'azzurro: è il protagonista di questa storia a (doppio) passo di samba. E che comincia il 27 marzo del 1993 a São José do Rio Preto, nello stato di San Paolo.

Luan vi fa dormire felici

Prima però, com'è giusto che sia, immergetevi in quel Carnevale di Rio che è la rete del funambolo medaglia d'oro alle Olimpiadi dello scorso anno:

Avevate già ammirato questa prodezza in diretta, quando da noi era già notte? Allora non potrete che sottoscrivere e risottoscrivere il tweet di Lele Adani:

Chi ama il calcio, è andato a dormire felice. Chi ha recuperato il gol stamattina o lo sta facendo adesso, mentre scorre le righe di quest'articolo, pure: la felicità non conosce ritardi, quando arriva arriva ed è travolgente. Come una discesa palla al piede dell'idolo di Porto Alegre. La prosecuzione, di generazione in generazione, di quella poesia in musica che è il fútbol bailado. È il verbo calcistico professato in Europa da Neymar, Coutinho e Gabriel Jesus. E chissà, un giorno, anche dal miglior giocatore della Libertadores 2017.

Il fútbol bailado scorre nelle sue vene: identikit di un funambolo

A metà tra seconda punta e prima punta atipica, il suo feeling con il gol è anch'esso ibrido: segna, non ai livelli di un goleador puro, ma segna. Nel Brasileirão è a quota 7 reti in 20 partite (a una giornata dal termine, il Gremio è in lotta per il secondo posto), ma è nella massima competizione sudamericana che ha dato il meglio di sé: 8 reti, vicecapocannoniere.

Nelle quattro stagioni con la prima squadra dei Moschettieri, ha messo la firma su 36 marcature (e una ventina di assist) in 129 presenze. Numeri importanti, ma che non fanno urlare al miracolo sportivo: è nel modo in cui li realizza, che risiede tutta l'essenza di Luan. In patria l'hanno soprannominato il "nuovo Ronaldinho". Eccolo lì, un altro paragone scomodo, ingombrante. Dopo lo show nella finale di Libertadores, è invece deflagrato sui social un altro mash-up niente male. Signori e signori, vi presentiamo Luanel Messi:

Come tutti i meme, ha un fondo di verità: nelle giocate del numero 7 del Gremio, c'è lo stesso amore per la sfera di cuoio che risiede nella Pulce. Con gli accostamenti al fuoriclasse argentino possiamo anche fermarci qui, saremmo totalmente fuori luogo. Anche con Ronaldinho, le differenze - sia come stile di gioco che di potenzialità - rischiano di portarci lontano dal punto focale: capire realmente chi è il 24enne che sogna una chiamata della Selecão per i Mondiali della prossima estate. Il suo modo di interpretare il ruolo di numero 10 - forse 11, sicuramente anche un po' 9 - è tutto nella sua apparente indolenza: quando ha la palla tra i piedi, non sembra voler annientare l'avversario.

La sua strategia d'attacco è illudere il proprio marcatore, rallentando o esponendo il pallone all'intervento difensivo. È proprio in quel momento che, invece, arriva il morso del cobra: una finta di gambe, esili e rapidissime nei movimenti, o un controllo di suola che deriva tutto dai suoi primi passi nel futsal. Il calcio a 5 è stata la sua prima scuola di vita - tipico di molti campioni brasiliani - prima di passare al campo da undici nelle giovanili del Tanabi. Poi due rapidi passaggi nell'America di San Paolo e nella Catanduvense, prima di approdare in quella che è da quattro anni la sua casa.

In Italia, in Europa: tutto lo vogliono, nessuno riesce a strapparlo al Gremio

Dal Gremio, tutti gli addetti ai lavori si aspettavano che si separasse già la scorsa estate. Quel contratto in scadenza nel 2018, del resto, non sembrava soffiare a favore di una permanenza nel Tricolor dos Pampas. L'annuncio del rinnovo fino al dicembre del 2020, arrivato a inizio novembre, ha avuto così l'effetto di spiazzare tutti. In molti credono che sia un mero escamotage per evitare al club di perderlo a zero tra pochi mesi. Almeno è quello che sperano le numerose pretendenti che, al di là dell'Atlantico, vorrebbero fregiarsi del titolo di "prima squadra ad averlo portato in Europa".

Un colpo che sembrava essere riuscito alla Sampdoria, che sognava di fare il bis dopo il capolavoro dello scorso anno con Patrick Schick. La continua tendenza a rialzare la domanda per il proprio gioiello, però, ha eroso alla lunga la tenuta di una trattativa complicata già sul nascere. Alla finestra, oltre ai blucerchiati, anche l'Inter - Sabatini stravede per lui - e poi la Roma, la Lazio e l'Atalanta. Fuori dai confini italiani, la corte più serrata è stata quella di Liverpool: se mai dovessimo perdere Coutinho - avranno pensato Klopp e i Reds - tanto vale rimpiazzarlo con un connazionale.

Ehi Tite, sono qui

Ora, con il rinnovo a scombinare le carte, chissà se il Vecchio Continente rimarrà ancora nel destino del campione olimpico. Nel frattempo, quale modo migliore per ingannare l'attesa che festeggiare una Copa Libertadores da protagonista assoluto?

Conquistare il trofeo e anche il titolo di miglior giocatore: non avrei potuto aspettarmi nulla di meglio.

Felicità e umiltà di chi non avrebbe saputo chiedere di più da quest'epilogo di 2017. Al 2018, invece, Luan sa già cosa chiedere: un posto in Russia 2018 con la sua Nazionale. In maglia verdeoro, intesa come selezione maggiore, ha raccolto finora appena una presenza: sei minuti nella gara di qualificazione vinta contro l'Ecuador a inizio settembre.

Luan campione olimpico 2016 con il Brasile
Luan campione olimpico 2016 insieme a Neymar: 3 gol per lui tra girone, quarti e semifinale

Il ct Tite ha poi dimostrato di non considerarlo una priorità, ma la vittoria della Libertadores potrebbe fargli cambiare presto idea. Il messaggio del diretto interessato è chiaro:

Io voglio continuare a fare bene qui al Gremio, ma giocare la Coppa del Mondo sarebbe un sogno!

Possiamo intuire quello su cui state ragionando: ha 24 anni e mezzo, ancora non ha disputato nemmeno mezza stagione tra le file di un club europeo e il ct verdeoro fatica a considerarlo. Tutte obiezioni sacrosante, che lasciano un punto interrogativo enorme sulla sua carriera futura: diventerà mai un top player di classe internazionale? Senza la controprova di un'esperienza nel Vecchio Continente - non siamo più ai tempi di Pelé - nessuno potrà mai rispondere a questa domanda. Per il momento, il numero 7 caraccolante del Gremio sale sul tetto del Sudamerica da protagonista. Con i capelli azzurri e il sorriso travolgente di chi compone poesie con un pallone tra i piedi.

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