Giro d'Italia 2018, ritorna lo Zoncolan: la salita scoperta da Guidolin

La corsa rosa toccherà di nuovo le ripide rampe per la sesta volta: sono le più dure in Europa. Fu suggerita dall'allenatore ex Udinese a Davide Cassani: si fa la storia.

Giro d'Italia 2018, torna il mitico Zoncolan

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Monte Zoncolan, la massima prova che il ciclismo è sinonimo di vita. Bisogna tener duro su quella salita, stringere i denti, andare avanti. E soprattutto mai mettere giù il piede. Il Kaiser torna protagonista al Giro d’Italia 2018. Uno spettacolo per i tanti tifosi, una maledizione per i ciclisti. Parliamo delle rampe più faticose d’Europa. Si percorrono dal 2003. 

Siamo nel bel mezzo delle Alpi Carniche, in Friuli. La cima, non altissima: 1750 metri. Il problema è il dislivello: 1.210 metri (versante da Ovaro) in 10,5 chilometri. Le gambe urlano.

Il Giro d’Italia 2018 si presenta così già ricco di storia, salite e personaggi. Partenza il 4 maggio da Israele, arrivo a Roma il 27. È la corsa più dura del mondo nel Paese più bello del mondo. C’è il mostro da scalare, ha già dato appuntamento. Sabato 19 maggio, 14esima tappa.

Giro d'Italia, Zoncolan
Giro d'Italia, l'inizio della salita dello Zoncolan: la porta dell'inferno

Giro d’Italia, ecco lo Zoncolan: la salita di Guidolin

Francesco Guidolin, uno dei migliori allenatori di calcio italiani, è un grandissimo appassionato di ciclismo. Segue sempre il Giro d’Italia, il Tour de France, le classiche. Ma soprattutto va in bici. Ha scoperto lui il Monte Zoncolan:

Se ho mai fatto lo Zoncolan? Certo che l’ho fatto, prima ancora che diventasse una tappa del Giro. Mi ci ha portato un amico, ho immediatamente pensato di segnalarlo. Prima era una mulattiera. Sono stato io il primo a segnalare quella tappa. L’ho fatta con un amico nel 1998: era davvero tremenda, come si è rivelata anche dopo. Ne ho parlato con Davide Cassani (ex ciclista oggi ct dell’Italia a pedali, ndr) e da quella volta è diventata una tappa obbligata del giro. Farla è un'impresa, rischi sempre di mettere giù il piede: per questo credo sia diventata mitica, secondo me, la più dura d’Europa.

Giro d'Italia, lo Zoncolan di Guidolin
Giro d'Italia, lo Zoncolan affrontato da Guidolin

La storia

Il primo anno dello Zoncolan è il 2003: il versante è quello di Sutrio, più facile. Vince Gilberto Simoni, quinto Marco Pantani. Nel 2007 si sale da Ovaro, è ancora Simoni a trionfare. Nel 2010 tocca a Ivan Basso, l’anno dopo al basco Igor Anton. L’ultima volta è il 2014: vince Michael Rogers. Nel Giro d’Italia 2018 si sale sempre da Ovaro. 10,5 chilometri di salita con media all’11,6%. La parte centrale è micidiale: pendenza media del 15%, punte del 20. Non ti viene la voglia di mettere il piede a terra: camminando è quasi peggio. Hai solo l’intenzione di sdraiarti lì, sull’asfalto pitturato da migliaia di scritte. Eppure bisogna arrivare fin lassù. Il cartello all'inizio della salita recita: la porta per l'inferno. L'unico posto in cui per scendere agli inferi serve salire. Regge ancora il record di scalata di Simoni nel 2007: 39’03’’. Non passano mai. Il record personale di Guidolin invece, è di 56’. Non male per un non professionista.

Giro d'Italia, lo Zoncolan nel dettaglio
Giro d'Italia, la planimetria della salita dello Zoncolan

Lo Zoncolan è la salita più dura d’Europa. Batte il Mortirolo, batte l’Angliru in Spagna. Sul traguardo della montagna italiana, quest’anno, non sapremo il vincitore del Giro. Conosceremo però chi può vincerlo e chi no. Sarà la 14esima tappa, un antipasto prima dell’ultima settimana.

Aspettando Froome

Sullo Zoncolan ci saranno anche le magiche "frullate" di Chris Froome? La partecipazione non è ancora certa. Con lui spettacolo assicurato. Ha partecipato già due volte alla corsa italiana. Ora vuole la storia: nel 2017 ha vinto Tour de France e Vuelta. Potrebbe diventare il primo corridore a vincere 3 grandi giri consecutivi. Una missione non da poco. Lo aspetta anche la salita più dura d’Europa. Vederlo sfidare gli altri big su quei terribili 10 chilometri, vorrà dire spettacolo vero per i tanti tifosi arrampicati fin lassù. Uno stadio a cielo aperto.

C’è una frase di Davide Cassani che descrive benissimo questa salita strettissima, un muro:

Monte Vergine, Santuario Madonna della Guardia (Genova), Santuario di Oropa... Qua il santuario non c'è ma... Qualcuno la Madonna la vede...

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