Caso Bergamini, le perizie: morì per soffocamento

La conferma dall'udienza nella Camera di Consiglio del Tribunale di Castrovillari: non fu suicidio ma omicidio.

La morte di Denis Bergamini fu un omicidio e non un suicidio

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La morte di Denis Bergamini fu provocata da strangolamento o soffocamento: le voci diffuse da più di un mese sugli organi di stampa hanno trovato conferma nelle scorse ore, dopo l'incidente probatorio per il deposito e la discussione delle perizie riguardanti il decesso dell'ex calciatore, nato ad Argenta (Ferrara) il 18 settembre 1962 e trovato senza vita il 19 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico (Cosenza) al chilometro 401 della Statale Jonica 106.

Questa mattina si è tenuta a porte chiuse l'udienza, nella Camera di Consiglio del Tribunale di Castrovillari davanti al gip Tiziana Reggio, con tutte le parti in causa presenti. A rappresentare la famiglia Bergamini la sorella Donata. Accanto a lei anche anche Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, morto il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare in circostanze sospette. I periti hanno esposto quanto rilevato e le loro conclusioni su quella notte di 28 anni fa.

Donato Bergamini, detto Denis, quindi, morì per omicidio e non per suicidio. Dalle prime indagini, il decesso era registrato come un suicidio, con Bergamini che si sarebbe fatto travolgere da un camion in transito, che lo aveva poi trascinato per più di cinquanta metri. La perizia fatta sulla salma, riesumata nello scorso luglio, è stata depositata e l'esito ha escluso si possa essere trattato di un atto volontario. Al momento dell'impatto con il mezzo pesante, quindi, l'allora calciatore del Cosenza era già morto o in fin di vita. A confermarlo all'ANSA l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini:

Bergamini fu soffocato e coricato successivamente sotto un camion. È stata assolutamente confermata l'ipotesi della morte per asfissia e i periti hanno detto che era già morto prima di essere coricato sotto il mezzo.

Denis Bergamini: non fu suicidio
Denis Bergamini: non fu suicidio

Morte Bergamini, la perizia: fu soffocamento

Denis Bergamini non solo è morto per soffocamento o strangolamento, ma quanto emerge rappresenta una prova molto forte per il proseguimento delle indagini: nel registro della terza inchiesta saranno inseriti i nomi dell'ex fidanzata dell'epoca del calciatore, Isabella Internò e l'autista del camion, Raffaele Pisano. Soddisfazione nelle parole di Donata Bergamini.

La prima verità è arrivata perché mio fratello l'hanno soffocato, adesso aspettiamo le altre. Sono soddisfatta anche perché oggi è stato fatto quello che doveva essere fatto allora.

Si sgretola così la tesi accolta per 28 anni. Le posizioni della Internò e di Pisano, ora, si complicano: entrambi avevano sempre sostenuto la tesi del suicidio di Bergamini, ma il ragazzo era senza vita o in punto di morte già al momento dell'impatto con il camion. Sintetico il commento procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla, che ha riaperto le indagini:

Sono molto soddisfatto di quello che è stato fatto finora. Un lavoro egregio, è un grosso passo avanti.

Nello scorso luglio la salma di Bergamini era stata affidata a nuovi esami autoptici da parte dei Ris di Parma e a un pool di 11 specialisti tra periti e consulenti delle parti. Ora non è da escludere che possano esserci altri indagati: gli accertamenti, alcuni dei quali mai svolti prima, hanno confermato che riaprire il caso è stato giusto. C'è massimo riserbo sul movente, ma si segue anche il filone del calcioscommesse. Nei fatti, per il caso-Bergamini ora si apre la terza inchiesta.

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